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venerdì 22 maggio 2015

Italiani al Primavera Sound: Denis The Night & The Panic Party, Fabryka e The Shalalalas.

Qui di seguito riportiamo gli orari e una selezione di brani delle 3 formazioni italiane presenti quest'anno al Primavera Sound, una buona occasione per conoscere nuovi gruppi emergenti del nostro paese pronti a fare il salto al mercato straniero.
Io fino ad ora non li conoscevo e in questi giorni mi sto facendo un'idea su che vedrò nel forum, ammetto fin da subito una certa preferenza per i Fabryka al primo ascolto. 

DENIS THE NIGHT & THE PANIC PARTY 

27 maggio – DayPro @ MACBA 
28 maggio - 01.00-01.40 - H&M Pro @ Parc del Fòrum



Per scoprire il gruppo , consiglio l'ascolto dell'ultimo Ep. The Remixes, (e la  "curiosa" versione di "Wanna Be" delle Spice Girls).













FABRYKA 

28 maggio - DayPro @ MACBA 
29 maggio - 20.00-20.40 - H&M Pro @ Parc del Fòrum 
30 maggio - Primavera al Parc @ Parc de la Ciutadela 


(A mio parere i più interessanti)











THE SHALALALAS 

29 maggio - DayPro @ MACBA 
30 maggio - 01.00-01.40 - H&M Pro @ Parc del Fòrum 
31 maggio - Primavera al Parc @ Parc de la Ciutadela









martedì 12 maggio 2015

DCODE 2015 : si chiude il fantafestival?

Dopo aver annunciato di annunciare i primi headliner il 7 maggio, per problemi tecnici che nella nostra fantasiosa mente da consumatori di festival pensiamo siano dipesi dalla malattia di Sam Smith o dalla divisione per giorni del  LollaPalooza a Berlino, il Dcode annuncia finalmente oggi i primi grandi nomi del festival. 
Di grandi non molti, ma buoni vari, pur essendo gli stessi già filtrati in questi giorni.
Iniziando con il ritorno di Brett Anderson e i Suede che sono sempre  un immenso piacere da ascoltare e continuando con i divertentissimi Crystal Fighters.

Il resto per ora non convince molto, Izal, SuperSubmarina... molto festival di serie b spagnolo...

Anche se i nuovi gruppi stranieri son da ascoltare perché ancora non li conosciamo, Il Dcode è un evento fisso per chiudere la stagione festivalera al quale, ormai da 5 anni non possiamo assolutamente mancare.

Speriamo solo che l'organizzazione prenda spunto un po' dalla gente di Berlino....come per esempio i Libertines o i FFS. (se fanno già due date in Spagna perché non farne 3?!?)



sabato 2 maggio 2015

ANDIAMO A LONDRA (che la speranza è l'ultima a morire)

Quando vedo i Bluvertigo riuniti e a punto di far uscire un nuovo album ho fede che un giorno anche Paul Draper tornerà a formare i Mansun...d'altronde dopo il ritorno temporale di Robbie con i Take That ho imparato che nel mondo della musica tutto è possibile.
Questa sera, durante il concerto del 1 Maggio a Roma il gruppo con l'aggiunta dello "Storico" Marco Pancaldi e di MegaHertz (Il sostituto di Andy nei concerti di Morgan solista) hanno presentato "Andiamo a Londra", la prima nuova canzone dai tempi di "ComeQuando" nel 2001.
Prime impressioni poche, prevale solo il pensiero che sono i BLUVERTIGO con MATERIALE INEDITO dopo 14 anni. E proprio per questo non voglio dare nessun giudizio negativo dopo un primo ascolto live, a parte che Morgan dovrebbe seriamente smettere di fumare.
In questi 14 anni Marco Castoldi si è convertito sempre di più in un cantautore, e dopo "Le canzoni dell'appartamento" l'abbiamo perso un po' di vista se non nella sua veste di giudice in Xfactor.
Troppo De Andrè, troppo, troppo cantautore per i miei gusti.
(Ma quanto ci ha fatto felice il duetto con Mika dell'anno scorso?)
"Andiamo a Londra" evidentemente rispecchia questa evoluzione del principale compositore ma finalmente ci permette di risentire il suono del gruppo e di Bowie.
A questo punto solo aspettiamo l'uscita del nuovo album e sopratutto le date del nuovo tour, e per rendere l'attesa più gradevole ripassiamo le differenti esibizioni del gruppo al 1maggio.

1 Maggio 2015:


1 Maggio 1997:








1 Maggio 2000, quello del Giubileo, sotto al diluvio universale in mezzo a Tor Vergata (Mai Arrivati...quanti ricordi!!)










mercoledì 22 aprile 2015

Robbie Williams "Let me entertain you" Tour, 25/3/2015@ Madrid (Parte I)

E dopo quasi un mese, finalmente sono qui, a tirare le somme finali su di un concerto che aspettavo da anni e che purtroppo è stata una grandissima delusione. Dopo aver perso il biglietto aereo per Lisbona l'anno scorso per andare a vedere Robbie al Rock in Rio per cause di forza maggiore, il 25 di Marzo, l'ex Take That, inizia il suo ultimo tour a Madrid, nel Palacio de los Deportes, comodamente sotto casa mia. Un concerto da lui stesso definito, dopo varie date, come quello è che gli è meno piaciuto del tour fino ad ora.

Alla mia lista dei concerti da sogno, ancora incompleta per colpa di Paul Draper e David Bowie, si aggiunge lui, l'ex ribelle dei miei contemporanei "fab 5", e per giunta, questa volta non mi tocca ne' prendere un aereo, un bus, un hotel: finalmente ho Robbie Williams sotto casa.

Dopo questo concerto ho imparato una grande lezione: se son disposta a viaggiare per un artista, quando ce l'ho sotto casa non devo preoccuparmi di prendere i biglietti più economici per stare con gli amici. Mi devo prendere il mio biglietto inner pit da sola (oltretutto in questo caso ad un prezzo accettabile) e stare sotto il palco. Perlomeno se non mi piace il concerto, l'esperienza    sarà differente.

La grande attesa per l'evento mi ha portato ad entrare nel mondo fan intorno alla pop star inglese, frequentare gruppi di Facebook e whatsapp, scoprire l'esistenza di "Upfront", un'app per chatteare direttamente con Robbie e molte altre cose, ma a questo ho deciso di dedicare un secondo post accompagnato dal video che ho realizzato dell'attesa dell'evento, grazie all'aiuto di varie ragazze che aspettavano in fila fuori dal concerto. 

Innanzitutto che cada un mito, le fan italiane e spagnole, spesso disprezzate da Robbie stesso come nella sua autobiografia autorizzata "Feel" sono un amore. 
Gentilissime, disponibilissime e sopratutto organizzatissime. Probabilmente le più aggressive sono proprio le inglesi che quest'anno si dedicano ad attraversare mezza Europa per colpa di un primo tour che snobba proprio il loro paese.
Una cosa ho imparato: il fan è come il tifoso. Di fronte al suo idolo ogni estraneo è minaccia, se poi è straniero non ne parliamo.

Ma ritorniamo a perché Robbie è entrato direttamente al secondo posto della mia top 3 dei concerti più deludenti dopo i Blur al Primavera e prima di Bjork a Las Ventas.

Diciamoci la verità, le prove non erano quelle del martedì, il primo concerto è stato una prova generale, testimoniata dal fatto che nei monitor di fronte al cantante apparissero le indicazioni da seguire sul palco.

Tutti sappiamo quanto possa essere umorale Robbie Williams, ma che ne è stato di quel fantastico showman del concerto di Tallin che ho visto in diretta al cinema o ad Amsterdam insieme ai Take That?

Il 25, a Madrid, non c'era niente di tutto ciò.

Per quanto la stampa, come sempre e con poco criterio, ha elogiato il cantante definendo lo spettacolo di Madrid meraviglioso, la mia impressione è stata esattamente il contrario.
Una setlist che per un tour che si sospettava fosse un "Best of", toccando città in cui il cantante non è mai andato, è stata piuttosto discreta se non mediocre, e determinante è stata l'eccessiva presenza di covers.

La scenografia è un insieme delle ultime utilizzate nei tour precedenti. Lo spettacolo si apre con una intro che promette bene accompagnata dai Carmina Burana.
Da dove stavo io il volume era bassissimo, cosa inusuale visto che da quei posti ho visto tanti altri concerti e sempre ho sentito tutto.
Non si sente nulla ma la setlist sembra promettere bene.. (già l'avevo in parte sentita il giorno prima da fuori del Palacio) LMEY, Rock Dj, We will rock you e I love Rock'n'roll e poi Monsoon...perchè in mezzo ci deve mettere due cover? Già inizio a stranirmi.

E poi ecco che Robbie prende una bandiera dal pubblico che sfortunatamente è portoghese, possibile che non se ne renda conto?
Con la sua bandiera portoghese gira per mezzo concerto, anche se per ora le reazioni del pubblico spagnolo non si fanno molto sentire, o meglio sono quasi nulle in confronto a quando Kylie in piena Barcellona è stata mezz'ora girando con una bandiera spagnola, colpevole oltretutto di avere un fidanzato all'epoca catalano.

Alternando una cover con due canzoni sue, la parte swing per fortuna non è eccessivamente lunga e si va avanti fino a che il cantante non canta in duo con il padre "Better Man".

A questo punto io sono già andata al bar e al bagno, cosa che non faccio mai in nessun concerto a meno che non conosca il gruppo.

Ed ecco due delle mie favorite: No regrets e Come Undone che non riesco a comprendere perché deve finire cantando "Still Haven't found what i'm looking for" degli u2 e poi "Candy" dove furbamente prende dal pubblico una inglese per fare il numero riciclato del letto del "Take the crown" tour. Passi la bandiera portoghese, ora pure la inglese. Robbie, te la sei cercata...

Forse che i fischi ricevuti dal pubblico spagnolo per la scelta della fan connazionale non hanno condizionato la fine del concerto???

Finalmente Millenium e Kids.
Ho sentito Kids cantata 4 volte per Kylie con una corista e una volta da Robbie. Senz'ombra di dubbio ho preferito la versione della Minogue. 

E a quel punto che fa il mio adorato Robbie?
Bohemian Rapsody!!!! Non è una sorpresa, l'avevo sentita da fuori il giorno prima ma purtroppo già nello stesso scenario ho visto un drammatico concerto dei Queen con Paul Rodgers.
Probabilmente era l'unica cover che ho avuto il piacere di sentire in tutta la sera, ma avendone già fatte numerose, che Bohemian Rapsody sia una delle ultime proprio non mi va giù, sta togliendo tempo alle sue canzoni e sicuramente manca poco alla fine del concerto anche se ingenuamente spero nell'encore.

E che fa quindi Williams? 

Dedica Angels alle vittime dell'incidente aereo di Germanwings avvenuto il giorno prima e se ne va all'hotel.

Neanche far finta di andarsene per fare un bis. 
Nulla, la freddezza assoluta.
E quindi? Ero talmente arrabbiata che non ho neanche pianto ad Angels. 
Come si può andare ad un concerto di Robbie senza piangere ad Angels??  Al Progress Tour quasi mi stavo per nascondere sotto alla sedia per l'emozione..

E rimango così, un po' come con la stessa sensazione di quando Billy Corgan dopo averti annoiato 2 ore con le sue canzoni nuove fa di corsa Tonight Tonight e se ne va senza bis, o come quando i fratelli Gallagher se ne andavano lasciando in playback "Wonderwall".

E' triste ma sto paragonando Robbie ai due gruppi meno empatici con il pubblico che abbia mai visto in vita mia.

E così Robbie entra in pole position nella lista dei concerti più deludenti a cui sono stata per via delle mie aspettative troppe alte.

Colpa dei posti troppo lontani, di non essermi presa l'inner pit, del fatto che fosse un primo show, di non sapere la setlist, colpa di tante cose.

Mi piacerebbe rivedere il tour fra 2 /3 mesi quando ormai avrà ingranato, ma purtroppo la scelta di andare proprio al Rock In Roma non mi spinge molto a dargli un'altra possibilità. Capannelle e biglietto unico??? Meglio risparmiare e cercare di andare a una data del "III" Tour, Robbie lo rivedrò e non mi deluderà...ma in un altro tour.

L'amaro in bocca lasciato dal LMEY è addolcito solo dall'esperienza di aver conosciuto tanta gente ed essere entrata in un mondo per me nuovo, dato che fino ad ora il mio unico gruppo di fan è stato sempre e solo HispaCure ed anche se condividiamo un Robert di nome, è un mondo totalmente differente.

Al mondo Thatters/RW dedico il prossimo post e chiudo questo prima parte con un video di Robbie che penso sia abbastanza esplicativo su come la penso.







Let it go Signor Williams...e ti rivedrò, questa esperienza insoddisfacente non condiziona comunque 20 anni d'amore e d'attesa.

SetList



Hip Hop, Soul e R&B nel PSound 2015

E' innegabile la quantità di festival di musica presenti attualmente in Spagna, così come è innegabile la poca eterogeneità di stili musicali in questi eventi nei quali primeggia senza dubbio l'indie o pop alternativo, rock ed elettronica. Senza dubbio è più facile poter vedere nella line up di un festival a Franz Ferdinand o Pixies piuttosto che un Kanye West o Drake; questo si deve ad una cultura prevalentamente rock/pop del paese, differente per esempio agli Stati Uniti caratterizzati da una presenza massiccia della musica nera.
Vari anni fa, grazie al boom del Hip Hop esistevano grandi festival come il Cultura Urbana che scommettevano per la musica nera massiva, in particolare proprio per l'hip hop, pero con il tempo iniziarono a scomparire lasciando uno spazio minotario che occuparono i festival di musica indie o elettronica, creando una piccola oasi per la immensa minoria di fans di questo stile di musica.

I tre festival più importanti che scommettono sulla musica nera in Spagna sono senza dubbio il Primavera Sound, il Sonar e il Monegros, di cui quest'anno si celebrerà una prima edizione in Italia.

Iniziamo quindi con un ripasso di tutta questa musica "black" che sarà presente nella nuova edizione del PS 2015 che si celebrerà a Barcellona nel Parc del Forum il 28, 29 e 30 di Maggio, dove sono presenti gruppi di hip hop, come di electro fusion e di soul.


KELELA (EEUU)

Questa artista di Washington è considerata come la nuova regina del soul mutante e del R&B contemporaneo. I più fortunati l'hanno potuta vedere nel BOILER ROOM che si celebrò un anno e mezzo fa a Madrid; in questo caso l'artista presenterà nel Ps2015 il suo disco del 2014 "The High".
Nota anteriormente per le sue collaborazioni con Teengirl Fantasy, Kingdom e Daedalus iniziò a farsi conoscere sul serio con il suo LP "Cut 4 me" quando rivoluzionò i codici di uno stile per dominarli con la sue voce elegante e sensuale e con una ritmica accattivamente e originale.




RUN THE JEWELS (EEUU)



Per gli amanti del hip-hop i nomi di Killer Mike ed El-P sono una garanzia in quanto a originalità e sperimentazione.
El-P sempre è stato vicino ad un suono più elettronico ed extraterrestre, Killer Mike, pur avendo uno stile più vicino alla vecchia scuola del rap, si adatta perfettamente a questo meraviglioso progetto chiamato "Run the jewels", con un secondo lp che risulta essere senza dubbio uno dei migliori dischi dell'anno.
Un duo di dark rap, sperimentale e pieno di ritmi industriali che hanno aperto un nuovo dialogo fra la elettronica e l'hip hop, con collaborazioni di Zach de la Rocha de Rage Against the Machine e di Travis Baker dei Blink 182.






SHABAZZ PALACES (EEUU)

Anche se fanno farte di SUB-POP, la casa discografica che contratò per prima a Nirvana o Soundgarden, l'ex Digable Planets Ishmael Butler e Tendai “Baba” Maraire continuano a stare in contatto con la musica afroamericana per construire un'alternativa al hip hop legata al jazz, i suoni psichedelici e retrofuturistici. Una scommessa che li avvicinò a outsiders come cLOUDDEAD quando iniziarono la propria carriera in Sub Pop con “Black Up” e che hanno rialzato con il recente “Lese Majesty”, dove i ritmi mutanti e spigolosi si fondono con atmosfere oscure, rime apocalittiche e suoni sempre più all'avanguardia e sperimentali.



JUNGLE (R.U)

Spuntarono dal nulla con “Platoon”, pero JUNGLE ritornano per riempire le piste da ballo dal Regno Unito con una nuova razione di funk elegante, neosoul e tonnellate di sensualità. Con il loro album di debutto omonimo diventato uno dei più importanti della stagione, la band liderata da John Lloyd Watson e Tom McFarland, dovrà nuovamente dimostrare perché è considerata una delle grandi rivelazioni della musica urbana contemporanea.




TYLER THE CREATOR

Ogni epoca fino ad ora si è differenziata per i collettivi di hip hop, fra i più importanti ricordiamo THE BOMB SQUAD (Public Enemy), Wu-Tang Clan o G-Unit (50 Cent, Lloyd Banks y Tony Yayo). Senza dubbio il collettivo per eccellenza di questi tempi è ODD FUTURE (Tyler the Creator, Earl Sweatshirt o Frank Ocean) del quale Tyler the Creator è ideologo e leader spirituale. Collettivo che ha come obbiettivo prendere d'assalto il mainstream e colpirlo con un terrorismo lírico, duri versi e beats minimalisti.
Tyler The Creator debuttò nel 2009 con "Bastard" ma la sua consacrazione avviene nella XL Recordings, con il disco "Goblin", con il quale si è convertito in un agitatore di masse politicamente incorretto ed esploratore delle zone più oscure e meno conosciute del rap.
Lontano dalla convenzionalità, l'immaginario paroliere californiano rasa il limite della criminalità e senza intimidirsi continua nella sua linea, realizzando lavori come "Wolf", disco nel quale intenta ammorbidire le sue tematiche ma che continua a suonare oscuro e impenetrabile.





martedì 21 aprile 2015

PS 2015 SMELL IT BLACK

Es innegable la cantidad de festivales de música que existen en la actualidad en nuestro país, pero también es innegable la poca variedad de estilos musicales en estos eventos en los que prima el llamado Indie o Pop alternativo, rock o electrónica. O sea, que es más fácil que encuentres un festival en cuyo cartel figuren Franz Ferdinand o Pixies que uno en el que puedas encontrar a Kanye West o a Drake. Esto por lo general se debe a la cultura más rock/pop de España que por ejemplo a la cultura por la música negra que existe en EEUU.
Hace unos años con el boom del Hip Hop existían festivales grandes cómo el Cultura Urbana que apostaban por música negra masiva haciendo especial hincapié en el Hip Hop, pero todo se fue desvaneciendo haciendo que fueran los festivales de música Indie o de electrónica los que acabaran acogiendo a grupos de este estilo, creando un pequeño mini-oasis para esa inmensa minoría de fans que acumula este estilo.
Si tenemos que mencionar 3 festivales masivos que sin duda apuestan fuerte por la música negra en este país son el PRIMAVERA SOUND, el SONAR y el MONEGROS.
En este pequeño artículo vamos a hacer un repaso a toda esa música con aroma negro que va a estar presente en la nueva edición del PS 2015 que tendrá lugar en Barcelona en el Parc del Forum entre el 28 al 30 de Mayo.
Hay grupos definidos cómo Hip Hop estricto así como fusionadores de la electrónica con la black music, así como algo de Soul.



KELELA (EEUU)

Esta artista de Washington es considerada cómo la nueva reina madre del soul mutante y del R&B contemporáneo. Aunque algunos ya la pudieron disfrutar en el BOILER ROOM que tuvo lugar hará algo mas de un año y medio en Madrid,  se presenta en este PS2015 con su trabajo del 2014 “The High”.
Conocida anteriormente por sus colaboraciones para Teengirl Fantasy, Kingdom y Daedelus fue con su puesta de largo con “Cut 4 me” cuando empezó a deslumbrar conseguido subvertir los códigos de un género ya de por sí volátil para dominar con su elegante y sugerente voz unos patrones rítmicos que en su boca se vuelven novedosos y cautivadores.



RUN THE JEWELS (EEUU)



Para el amante del hip-hop los nombres de Killer Mike y El-P suponen una garantía segura en cuanto a originalidad, buen hacer y experimentación.
El-P siempre ha coqueteado con los sonidos más electrónicos y marcianos y Killer Mike aunque proviene más del Old School o de la New Age Era del Hip hop a la hora de rapear, se amolda a las mil maravillas en este proyecto llamado RUN THE JEWELS cuyo segundo disco va a encabezar las listas de los mejores discos del año sin duda alguna.
Un tandem entregado al rap oscuro, experimental y repleto de ritmos industriales que han abierto una nueva vía de diálogo entre la electrónica y el hip hop contando con las colaboraciones de Zach de la Rocha de Rage Against the Machine así como con Travis Baker de Blink 182.





SHABAZZ PALACES (EEUU)

Aunque pertenecen a SUB-POP, el sello que contrató por primera vez a NIRVANA o SOUDGARDEN, el ex Digable Planets Ishmael Butler y Tendai “Baba” Maraire siguen moviéndose por los alrededores de la música afroamericana para tratar de construir una alternativa al hip hop anclada en el jazz, los sonidos psicodélicos y los ecos retrofuturistas. Una apuesta que les emparentó con outsiders como cLOUDDEAD cuando se estrenaron en Sub Pop con “Black Up” y que han llevado aún más lejos en el reciente “Lese Majesty”, donde los ritmos mutantes y angulosos se funden en oscuras atmósferas, rimas apocalípticas y sonidos cada vez más vanguardistas y experimentales.



JUNGLE (R.U)

Irrumpieron de la nada con “Platoon”, pero JUNGLE regresan para seguir encerando la pista de baile desde el Reino Unido con una nueva ración de funk elegante, neosoul sedoso y toneladas de sensualidad. Con su debut homónimo convertido en uno de los discos destacados de la temporada, una reivindicación y reinvención de la música negra en clave sintetizada, la banda liderada por John Lloyd-Watson y Tom McFarland volverá a demostrar por qué está considerada como una las grandes revelaciones de la música urbana contemporánea. 



TYLER THE CREATOR

Todas las décadas han tenido sus colectivos de hip-hop siendo los más destacados THE BOMB SQUAD (Public Enemy), el Wu-Tang Clan o G-Unit (50 Cent, Lloyd Banks y Tony Yayo). Sin duda el colectivo por excelencia de esta década es ODD FUTURE (Tyler the Creator, Earl Sweatshirt o Frank Ocean) y Tyler the Creator es el ideólogo y líder espiritual de este colectivo que se ha propuesto tomar al asalto el mainstream y cubrirlo de terrorismo lírico, versos a machetazos y beats crudos y minimalistas.
Tyler The Creator se estrenó en 2009 con “Bastard”, pero fue “Goblin”, su debut en XL Recordings, el que lo consagró como agitador de lo políticamente incorrecto y espeleólogo de las zonas más oscuras y despobladas del rap. Poco amigo de lo convencional, el imaginario lírico del californiano roza en ocasiones lo delictivo aunque, lejos de amedrentarse, sigue a lo suyo, despotricando en cuanto tiene ocasión y lanzando trabajos como “Wolf”, disco en el que, pese a suavizar un tanto su discurso, sigue sonando oscuro e impenetrable.



 
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