In attesa della nostra recensione, Dall'UFFICIO STAMPA IN ITALIA
Sfera Cubica pubblichiamo questa nota informativa.
Una moltitudine di amanti della musica si è radunata a Barcellona per la sedicesima edizione del Primavera Sound che ha chiuso con un sold out di pubblico proveniente da 124 diversi Paesi. Un totale di 165.000visitatori, 55.000 al giorno nelle serate di giovedì, venerdì e sabato, più 21.000 nella serata d’apertura di mercoledì, con un numero finale di spettatori stimato superiore ai 200.000,
grazie anche alla reazione entusiasta alle altre attività gratuite
programmate nel corso della settimana in diverse parti di Barcellona.
Un'ampia
celebrazione per la capitale catalana che ha visto ondeggiare sabato
scorso migliaia di persone con gli inni della leggenda del pop Brian Wilson, il rock sofisticato di PJ Harvey, le melodie eteree dei Sigur Rós e il progetto tedesco di musica elettronica Moderat.
Il festival si è concluso ieri con una doppia sessione di musica live nel quartiere del Raval e nelle due sale dell'Apolo. Quest’ultima serie di concerti è stato guidato dai pionieri del grunge Mudhoney, i re del neo garage Black Lips, il frontman dei Deerhunter Bradford Cox con uno show specialissimo, gli australiani The Avalanches e alcune proposte di band locali che includono Esperit!, Power Burkas, The Handclappers e Univers, tra i tanti altri.
L’antologia trascinante dei Radiohead, la dance tanto rock quanto pop degli LCD Soundsystem, Brett Anderson alla guida degli Suede in un concerto intimo all’Auditori e uno dei primi concerti dal vivo del regista di culto e compositore John Carpenter, sono stati alcuni degli spettacoli più eccezionali di quest’anno. Il post-punk oscuro delle Savages, il pop elegante dei Last Shadow Puppets, il pop elettronico del duo francese degli Air, l’imbattibile dream pop dei Beach House, nuovi arrivati come la cantante e autrice Julien Baker e il punk di band come Sheer Mag e Titus Andronicus, hanno anch’essi brillato di luce propria, a giudicare dal travolgente responso del pubblico.
Nel campo della musica elettronica il Beach Club affacciato
sul mediterraneo e inaugurato quest'anno, ha raccolto un gran numero di
nomi importanti della scena contemporanea tra cui Todd Terje, Floating Points, Erol Alkan e Tiger & Woods,
che hanno reso felici innumerevoli e infaticabili amanti della musica
dance. Sugli altri palchi, questo genere in netta ascesa ha lasciato il
suo segno con gli emozionanti set dell’infallibile Maceo Plex, DJ Koze dalla Germania e l’eclettico duo scozzese Optimo.
La
programmazione del festival ha anche dedicato del meritato spazio ad
altri generi musicali esterni ai circuiti convenzionali. La stella della
musica turca Selda Bağcan, la fusione di ritmi africani e occidentali della band congolese Mbongwana Star, l’hip hop di pesi massimi come Vince Staples e Jay Rock, il soul di James Hunter Six e l’eclettica miscela di suoni dell’indescrivibile Har Mar Superstar si sono rivelati essere le vere gemme del cartellone di quest’anno.
Come
sempre la scena locale e spagnola ha avuto un ruolo importante e in
quest’occasione ci sono stati i potenti e taglienti suoni di Holograma e Fasenuova, le chitarre di The Saurs e Aliment, il pop dei Nothing Places e i progetti di due grandi rivelazioni degli ultimi mesi: C.Tangana di Madrid e il collettivo barcellonese PXXR GVNG.
Quest’anno il Primavera Sound ha
occupato anche gli schermi dei dispositivi di migliaia di persone che
hanno potuto seguire il festival sui social network e attraverso lo
streaming dell’evento che grazie a Red Bull TV, ha
catturato alcuni dei migliori momenti di questa edizione e ha consentito
al pubblico di andare dietro le quinte grazie a una grande squadra di
persone e un investimento tecnologico molto importante.
Nel frattempo, in Portogallo sta per iniziare la celebrazione dell’eccezionale selezione di artisti della quinta edizione di NOS Primavera Sound, che avrà luogo nel Parque da Cidade di Oporto dal 9 all’11 di giugno. http://www.primaverasound.es/
Matilde Davoli è la terza ed ultima artista italiana che suonerà a Barcellona negli showcases gratuiti del PrimaveraPro.
Ingegnere del suono, compositrice e produttrice anche di altre band come Indian Wells, Matilde si è convertita velocemente in un nome molto importante nella scena della sperimentazione elettronica attuale.
L'artista pugliese è stata chitarrista della band StudioDavoli e successivamente leader del progetto musicale Girl WIth The Gun, e dal 2013, dopo aver lasciato l'Italia per trasferirsi a Londra si è dedicata al suo percorso solista.
La compositrice realizza nel 2015 “I’m Calling You From My Dreams”, un disco vicino all'elettronica, al dreampop e alle colonne sonore italiane degli anni 60/70, album fortemente apprezzato dalla critica come uno dei migliori debutti dell'anno, anche se da lei stessa definito in una intervista su IndieEye.it come un album pop, nel quale tutti i pezzi sono suonati dall’inizio alla fine con strumenti veri e da persone in carne ed ossa, anche se con dei synths al posto delle chitarre.
Come sempre, quando parliamo di nuovi artisti da scoprire, pensiamo che la cosa migliore sia lasciarvi ad ascoltare la loro musica e di seguito troverete una buona selezione di tracce dell'artista oltre a tutto l'album disponibile sul suo proprio SoundCloud Se nel frattempo volete conoscerla meglio vi consigliamo di leggere l'intervista di Indie-Eye.it fatta a Matilde in occasione dell'uscita del suo primo album a questo link : I'm calling you from my dreams Intervista
Dopo quest'ultima scoperta, siamo sicuri che anche quest'anno gli artisti italiani selezionati per il Primavera Pro saranno assolutamente al livello delle nostre aspettative, e speriamo che in un futuro possiamo vederne sempre di più.
Il secondo gruppo italiano, proveniente da Arezzo, che suonerà nell'ambito della manifestazione del PrimaveraPro durante la prima settimana di giugno a Barcellona sono i Sycamore Age
I Sycamore Age sono un progetto che nasce all’inizio del 2010 in seguito all’incontro tra Stefano Santoni (produttore artistico) e Francesco Chimenti (voce della band) ai quali, poco dopo, si è aggiunto Davide Andreoni.
Il trio ha dato forma ad un suono personale e particolare che si trova a metà strada fra la psicodelia, il folk e l'art rock.
Con il disco ancora inedito, vengono notati durante l’Upload Festival di Bolzano da Paul Cheetham, direttore artistico del Popkomm, famoso meeting musicale a Berlino, il quale li invita personalmente a suonare due concerti all’interno della suddetta manifestazione.
Nel 2012 pubblicano il loro album di debutto omonimo, "SYCAMORE AGE": l'album viene pubblicato in Europa da Rough Trade mentre il video di “Heavy Branches”, diretto da Roberto D’Ippoliti viene premiato con il PIVI (Premio Italiano Videoclip Indipendente)nella categoria “Soggetto” .
Per i concerti del gruppo entreranno nell'organico della band Giovanni Ferretti (poi sostituito da Luca Cherubini Celli), Samuel Angus Mc Gehee, Nicola Mondani, Franco Pratesi; tutti polistrumentisti ed immediatamente considerati a pieno titolo membri dei Sycamore Age.
Sinceramente il gruppo colpisce molto facilmente e trascina con le sue atmosfere in un viaggio musicale che a tratti ci ricorda Nick Cave, a tratti Florence and The Machine ma anche qualcosa dei Radiohead, di There There come di Kid A.
Più che continuare a scrivere le informazioni biografiche del gruppo, vi consiglio di ascoltare i due album o questa scelta di brani e farvi una propria idea se vale la pena o meno andarli a vedere al Primavera... secondo me si.
Nel 2014 la band pubblica “Sycamore Age #1 Remixes/Reworks” (Santeria/Audioglobe), un disco di remix per la cui realizzazione, la band chiede a musicisti che stima di giocare con la propria musica.
Nel 2015 esce“Perfect Laughter”, un secondo disco che ci sommerge ancora più profondamente nell'universo dei Sycamores Age, che siamo sicuri che dal vivo supereranno di molto le nostre aspettative.
Di seguito un video live della splendida In the blink of an eye
Anche quest'anno l'Italia verrà rappresentata da tre interessanti artisti nell'ambito dei concerti gratuiti del PrimaveraPro.
Iniziamo con Altre di B, il quartetto bolognese che prende il nome dalla vecchia schedina del Totocalcio: serie A, serie B e altre di B.
Gli Altre di B si sono fatti conoscere anche negli Stati Uniti e nel resto d'Europa per un suono energico e vitale ispirato a bands come TV On The Radio, Tokio Police Club, Weezer e The Vines, oltre che per la quantità di concerti realizzati in questi anni, fra cui la loro partecipazione allo Sziget. Nel 2011 pubblicano il primo album "There's A Million Better Bands", ispirandosi ed omaggiando ai Presidents of the USA.
Il secondo album "Sport", uscito nell'Aprile del 2014, è un personale tributo agli sport come il calcio, il ciclismo ed il tennis, ma anche ai passatempi ludici come gli scacchi o il subbuteo.
Il disco è composto da 9 canzoni cantate in inglese fra il punk , l'indie-pop ed è un concept sullo sport in cui ogni canzone è dedicata a personaggi leggendari come Dino Zoff o il campione di scacchi Garri Kasparov (la nostra preferita). "Sport che non è solo una collezione di stipendi mostruosi o di campanilismi mai sopiti, ma è soprattutto un insieme di storie a volte eccezionali a volte minime, fatta da personaggi epici, a loro modo leggendari." (https://soundcloud.com/altredib/sets)
Qui di seguito potete ascoltare tutto l'album su Spotify:
Al Primavera il gruppo presenterà le canzoni del prossimo terzo album, intanto qua di seguito potete vedere il video di Campetto, canzone in italiano composta con Lo Stato Sociale ed uscita nel 2015, dedicata alla pallacanestro, sport non presente nell'album precedente.
39 band internazionali, provenienti da 11 nazioni differenti suenaranno al PrimaveraPro 2016, che quest'anno ospiterà il maggior numero di paesi partecipanti della sua storia. Ogni paese presenterà alcune tra le sue band emergenti più emozionanti, con l’obiettivo di stabilire rapporti più ravvicinati tra le scene indipendenti dei vari paesi e di incrementarne lo scambio culturale a livello mondiale. Questi artisti si esibiranno sia sul palco giornaliero del CCCB (aperto al pubblico in quanto parte integrante delle attività di Primavera al Raval), che sul palco PrimaveraPro all’interno del Parc del Fòrum come parte di Primavera Sound 2016.
Iniziamo dall'Europa: ancora grazie alla collaborazione con A Buzz Supreme e Modernista, l'Italia verrà rappresentato dai festaioli Altre di B, dall’art-rock dei Sycamore Age e dalla delizia synth di Matilde Davoli.
la Polonia invece verrà rappresentata da Don’t Panic,We’re From Poland!, dal potente metal dei Merkabah e dalla travolgente musica elettronica degli RSS Boys, mentre il Lussemburgo presenterà l’affascinante ed emotiva musica elettronica di Sun Glitters.
Gli spagnoli, padroni di casa, verranno invece rappresentati da Odd Cherry Pie e da Badlands.
Dal Brasile potremo vedere i Water Rats, la favolosa psichedelia degli O Terno, i tumultuosi Aldo The Band e il rock ballabile di INKY, oltre allo showcase degli strumentali Mahmed, i sognanti Quarto Negro e i paesaggi elettronici di Nuven.
Dal Cileverranno i Planeta No con il loro pop edonistico, lo shoegaze in stile britannico dei Chicago Toys e l’appassionato hip hop dei Tunacola.
La forza emergente della nazione andina del Perù verrà rappresentata dall’irresistibile folk psichedelico dei Kanaku y el Tigre, il garage pop dei Los Outsaiders, l’electropop delicato di Gala Briê e l’emotivo folk-pop dei Wolves As Friends.
Una delle novità più esotiche di questa edizione sarà la partecipazione, per la prima volta, di tre band provenienti dalla Corea del Sud: wedance, Dead Buttons e DTSQ dimostreranno che c’è vita oltre il K-Pop presentando la loro varietà di idee sul rock.
Israele presenterà il post rock dei Tiny Fingers, il contagioso funk di Cut Out Club e la magia electropop di Noga Erez, già nota come voce di The Secret Sea.
Dal Sudafrica arriveranno Jay Qube, l’esotico pop elettronico di Moonchild e la musica militante di Anam.
Dall'Australia arriveranno The Meanies (rock & roll puro), l'ispirato indie rock dei Gang of Youths, l'esuberante garage dei Money For Rope, le luminose Oh Pep! e la futura folkstar Jack Carty.
Tutte le band del PrimaveraPro: Aldo The Band (BR), Altre di B (IT), Anam (ZA), Badlands (ES), Chicago Toys (CL), Cut Out Club (IL), Dead Buttons (KR), DTSQ (QR), Gala Brie (PE), Gang of Youths (AU), INKY (BR), Jack Carty (AU), Jay Cubed (ZA), Kanaku y el Tigre (PE), Los Outsaiders (PE), Mahmed (BR), Matilde Davoli (IT), Merkabah (PL), Money For Rope (AU), Moonchild Sanelly (ZA), Noga Erez (IL), Nuven (BR), O Terno (BR), Odd Cherry Pie (ES), Oh Pep! (AU), Planeta No (CL), Quarto Negro (BR), RSS Boys (PL), Sun Glitters (LX), Sycamore Age (IT), The Meanies (AU), Tiny Fingers (IL), Tunacola (CL), Water Rats (BR), Wedance (KR), Wolves As Friends (PE). https://pro.primaverasound.com/
Visto che da molto tempo non ci occupiamo di nessun gruppo spagnolo, abbiamo deciso di riprendere questa rubrica e presentare almeno un'artista al mese. Oggi ne approfittiamo per parlarvi di una band che suonerà il prossimo 1 di giugno nel Parc del Forum in occasione del Primavera Sound.
Stiamo parlando de EL ULTIMO VECINO, una band di tecno pop con un sound tipicamente 80s, presente da quattro anni nel panorama underground spagnolo e che fra tre giorni presenterà il secondo album "VOCES", in uscita il 4 di marzo, che in molti si aspettano sia il disco della consacrazione del gruppo come una delle più potenti band nazionali.
Il gruppo, originario di Barcellona, è formato da Pol Valls Baldiz alle tastiere, Bernat Castells Navarro alla chitarra, Manuel Leal Roca alla batteria e dal cantante Gerard Alegre Doria che per via del modo in cui balla sul palco è spesso stato paragonato al cantante dei The Drums, e proprio i suoi balli sono stati ricreati ed immortalati nel video di "Tu casa nueva" , canzone che da titolo al secondo ep uscito dopo il successo del primo album omonimo pubblicato solo in cassetta e vinile. "Tu casa nueva" è un brano perfetto da ascoltare per farvi un'idea del sound del gruppo.
Il primo album "EL ULTIMO VECINO" immediatamente vi trascinerà nelle tipiche atmosfere surrealiste 80s e ai riffs post punk della band, che ci ricordano moltissimo a New Order e un altra band spagnola che si chiama "La Mode", esponente della movida madrilena nella prima metà degli anni 80.
El Ultimo Vecino en Spotify
Sperando di avervi incuriosito su questo gruppo che il 17 di marzo inizia il tour suonando a Madrid nella sala But e che il 1 di giugno potrete vedere al Parc del Forum, vi lasciamo quindi ad ascoltare la loro discografia principale ed il nuovo singolo "La entera midad"
.
I biglietti del 17 di Marzo li potete acquistare su TicketBell ancora al prezzo di 12 Euro.
Solo confrontando le line up di tutti i principali festivals spagnoli ed europei, salta alla vista immediatamente come il Sonar e il Primavera Sound sono due manifestazioni nettamente superiori a livello di organizzazione, promozione ed offerta musicale.
Il Sonar ogni anno ha un headliner completamente differente dal resto degli altri festival che può variare da Lana del Rey ai Kraftwerk, passando per Royksopp con Robyn, Asap Rocky, e quest'anno niente meno di Jean Michel Jarrè.
E' un festival di musica d'avanguardia ed elettronica , accompagnato dalla presentazione di opere artistiche digitali ed è ormai un evento internazionale che si svolge nelle maggiori capitali mondiali.
Principalmente è un altro concetto di festival rispetto al Primavera Sound, ma per chi ha vissuto a Barcellona prima del boom del Primavera penso sia impossibile non ricordare quali fossero le due settimane più cool di Barcellona:
1) la settimana della moda del Bread & Butter
(che dall'anno scorso si è trasferita a Berlino)
2) la settimana del Sonar al CCCB
(che da due anni si è trasferito a Plaza de Espana)
Attualmente le cose son cambiate e la settimana più cool dell'anno è diventata senza dubbio quella del Primavera Sound.
Il Sonar si è spostato alla Fira di Plaza de Espana e curiosiamente ci ritroviamo con un Primavera Pro vicino al Macba e con la programmazione settimanale del festival gratuita nel Raval, oltre che al Parc de la Ciutadella e Apollo.
A differenza del festival di musica d'avanguardia, il Primavera offre tantissima programmazione gratis prima , dopo e durante l'evento.
Nella settimana del Sonar, la città è piena di eventi secondari come l'Off al Monasterio o a Montjuic esterni all'organizzazione del festival, ma tutto è a pagamento, a parte l'ormai defunto e leggendario AntiSonar.
Quando io iniziai a vivere a Barcellona, il Primavera Sound si era appena spostato da Montjuic al Forum. Il Primavera, sempre di natura più indie che il Sonar, aveva comunque molta musica elettronica, e c'era un meraviglioso biglietto a 20 euro che ti permetteva di entrare dopo mezzanotte e vedere tutti i concerti. Dal 2009 già non erano tutti, ma era solo la parte di elettronica sotto le colonne in cui era facilissimo rincontrare i tuoi amici se ti eri perso, ma che ora purtroppo è diventata l'area di ristorazione.
Che ha il Primavera in più di tutti gli altri festival?
Una offerta di gruppi e artisti da sentire che non ha nessun altro festival musicale.
Solo prendendo in mano la mappa del PS dell'anno scorso e quella del Fib o del BBK è immediato vedere come a Barcellona contemporaneamente puoi avere 6 gruppi da ascoltare che ti interessano e al Fib o al BBk a volte non ne hai neanche uno, ed oltretutto se sei venuto in particolare per vederne due è molto probabile che suoneranno allo stesso tempo. Diciamoci la verità, dopo 8 anni pure il meraviglioso programma del Summercase è poverissimo rispetto alle mappe del Primavera.
Questo stress musicale che non sai più chi andare a vedere del Primavera è condivisibile solo con il Sonar.
In questo caso però il Sonar vince facile, in quanto male che vada tardi 5 minuti a muoverti da un palco all'altro e tranquillamente puoi vedere mezzo concerto di un'artista e mezzo dell'altro.
Al Primavera questo non è fisicamente possibile.
Personalmente forse preferisco non avere tanti concerti e potermi muovere più agevolmente, anche se devo riconoscere che ciò che posso vedere al Primavera Sound difficilmente lo posso vedere in sala o in un altro festival. In realtà sicuramente non lo potrò vedere da nessun'altra parte.
Eterogeneità di offerta: Primavera e Sonar sono gli unici due festival ad offrire hip hop.
A suo modo ci prova anche il Fib, ma essendo terribilmente condizionato dal pubblico inglese è facile ritrovarsi solo a Dizzie Rascal per quattro anni consecutivi.
L'eterogeneità del Sonar è limitata all'ambito della musica elettronica, pero in questo genere al Sonar puoi vedere di tutto. Da DJ Snake a Anohni.
L'eterogeneità del Primavera invece è rappresentata poi da una terza parte di elettronica, una quarta di noise e una quinta di metal .
Praticamente al Primavera ce n'è per tutti i gusti, e se i tuoi gusti non sono tanto ricercati, c'è la grande reunion del gruppo del venerdì sera, che perlomeno per un paio di anni potrai vedere solo al Forum (in Spagna). E se un anno parliamo di Pixies, l'anno dopo parliamo dei Pulp o di Blur, passando per i Cure, o i Nine Inch Nails che ruppero la regola del venerdì sera e suonarono il sabato.
Quest'anno come ben sappiamo, è il turno dei Radiohead, un gruppo , a mio parere molto più Fib che Primavera, e il rapidissimo sold out probabilmente in parte è colpa loro.
Non disprezzo i Radiohead perché sono stata fan per tantissimi anni, ma l'effetto Radiohead mi ricorda un po' una forma più intellettuale e sofisticata dell'effetto Muse ai festival. Sold out sicuro, più che altro perché i bagarini sanno che è un'occasione imperdibile per fare soldi facili.
Non t'interessa il gruppo del venerdì sera? Hai comunque una grandissima offerta di reunions varie di band più underground come la tendenza allo shoegaze degli ultimi anni,
progetti solisti di cantanti che non potrai vedere mai da un'altra parte, colonne sonore dal vivo, dinosauri della musica che se t'interessano è sempre un piacere vedere, ed un 'ottima offerta di gruppi internazionali sconosciuti che suonano al palco H&M se in questo momento non hai proprio nulla da vedere. Cosa mi piace tantissimo del Sonar e del Primavera Sound? Ogni anno scopro artisti nuovi.
Cosa penso de los Chichos al Ps? Non li giudico musicalmente, se proprio devo consigliar un gruppo di flamenco sperimentale comunque vi consiglio i Triana.
Los Chichos son il classico gruppo che odi con tutta l'anima quando i tuoi amici spagnoli si mettono a ballare o a cantare in una festa di natale aziendale.
Penso comunque che al Primavera il concerto sarà stracolmo della modernità spagnola che al 80% non sarebbe mai andata in vita sua pagando ad un concerto in sala del gruppo. Però al Primavera fa figo.
In realtà mi piace questa cosa del Primavera, e come se io organizzo un festival musicalmente impegnato e secondo il mio criterio all'improvviso ci butto dentro un gruppo degli anni 90 supercommerciale che non c'entra assolutamente nulla ma lo metto solo perché a me mi va di ascoltarli. Se mi dicono che musicalmente la mia scelta è orribile, posso comunque argomentarla como Los Chichos. Ripeto, chi è andato all'ultimo tour de Los Chichos PAGANDO?!
Tirando le somme il punto è questo: come possiamo comparare due festival che mandano in tilt per due settimane l'anno una città organizzata come Barcellona, con una programmazione di minimo 50 artisti al giorno con qualsiasi altro evento musicale che in totale ha al massimo 60 artisti in 4 giorni?
Per ultimo non dimentichiamo un dettaglio importantissimo: il Sonar da sempre si è contraddistinto da una linea grafica molto arty, interessantissima ed accurata. La campagna dei gatti di quest'anno è semplicemente meravigliosa.
Il Primavera Sound non poteva essere da meno, e negli ultimi anni ha curato la presentazione grafica proponendo soluzioni interessanti e rischiose come Line App dell'anno scorso, che se dovevamo veramente finire il gioco per sapere il cartel del festival, ancora non ne avevamo scoperto neanche la metà.
Ultimo appunto: al Sonar puoi trovare una stanza al Gran Hotel Fira Hospitalet ad un prezzo accettabile fino a 2 mesi prima, al Primavera purtroppo i 3/4 hotel di fronte al Forum son improponibili anche un anno prima.
Egoisticamente più che in Italia mi piacerebbe che anche a Madrid imparassero a fare le cose bene come a Barcellona.
Il Dcode non è un esempio, anche se porta gruppi minori molto promettenti e la formula dei due palchi uno vicino all'altro ci piace tantissimo, non compensa comunque il macrobotellon fuori, il fatto di non poter entrare e uscire dal recinto e che il festival finisca in un orario senza metro in una zona priva di taxi e con pochissimi bus.
Continuiamo comunque a sperare che il Mulafest ripeta l'edizione dell'anno scorso. Il festival di arte urbana di Ifema ha tutte le caratteristiche per convertirsi in un futuro piccolo Sonar. Peccato che i controlli ossessivi di Ifema ogni volta che si vuole cambiare di palco non hanno niente a che vedere con la libertà de la Fira.
Saranno il MadCool e l'Utopia il futuro di Madrid? Una offerta tanto variegata come la del MadCool non mi permette di definire un ambito dove situare un festival che va da Neil Young a Lori Meyers passando per Die Artwood o Vetusta Morla.
L'Utopia? per ora troppo EDM e poco Sonar. Speriamo che gli ultimi 30 djs cambino un poco la direzione del Festival.
Ma poi qualcuno mi può' spiegare perché i due nuovi festival di Madrid devono svolgersi gli stessi fine settimana del Sonar e del Primavera?
E in Italia???
Se il concetto di festival è una rassegna di concerti come quella del Rock In Roma in un posto impossibile da raggiungere e che per ogni artista paghi come per un abbonamento a un festival in Spagna, stiamo ancora molto ma molto lontani. Se devo andare a un concerto tardando minimo 2 ore e il gruppo esegue uno spettacolo sotto le mie aspettative , evidentemente non mi interessa più vederlo, come purtroppo è stato proprio il caso della band di Thom Yorke.
Mi piacerebbe comunque conoscere le nuove realtà che si stanno sviluppando nel resto del paese, come il Zanne Festival, l'YpsigRock o l'Home Festival, eventi che solo leggendo le lineup dell'ultimo anno sembrano molto promettenti.