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lunedì 15 ottobre 2012

JLo@Palacio de los Deportes, Madrid

Il concerto che domenica scorsa Jennifer Lopez ha presentato nel Palacio de Los Deportes di Madrid è stato uno spettacolo complessivamente onesto.

JLo agli inizi del 2000, era una cantante molto famosa. Il primo album, "On the six" ha venduto milioni di copie, e la attrice si è aggiudicata una quantità di Mtv Ema che ormai tutti ci siamo più che dimenticati.. Oltre ad essere la persona più fotogenica nei video musicali dell'universo, fino al 2005 Jlo era una fabbrica di  hits e di alcune collaborazione r&b piuttosto interessanti, il tutto ciò accompagnato da una produzione continua di blockbuster hollywoodiani come attrice di discutibile qualità ma sufficiente successo di pubblico.
Poi dal 2006 il baratro della sua carriera... Nel 2007 pubblica il suo primo album in spagnolo, riinizia una relazione con la star latina Mark Anthony con cui si sposa e fa due gemelli e sparisce dal panorama musicale dandosi ai reality... o meglio al suo reality di ballo nella tv americana.
Fino a che non divorzia dal suo adorato Mark e inizia un processo di  rinascita musicale piuttosto  discutibile affidato alle mani di un delinquente musicale come Pitbull, ma che a livello di vendite la riporta sulle vette di tutte le classifiche..

E a questo punto, JLo finalmente decide di affrontare l'Europa in un tour mondiale con il "Dance Again World Tour".

Il DAWT è un tour quasi a prezzi accesibili...il biglietto più economico vale 30 euro che per una star "pop" è quasi un miraggio, fino al più caro (Diamond Vip Experience a parte) che era il primo pezzo del parterre a 80 Euro. Pochi giorni prima del concerto LiveNation è costretta ad abbassare i prezzi del prato che arriva a costare 40 euro, come sarebbe stato logico fin dall'inizio.

Malgrado tutto faceva pensare ad un Palacio a metà capienza, Jenny ritarda il concerto alle 22, mossa astuta per evitare Real Madrid- Barcelona, e alle 22 e 15, con un quarto d'ora di ritardo inizia lo spettacolo con un Palacio quasi completamente pieno.
Inizia con "Get Right" e la solita tutina classica beige e diamanti "Nude Look" del mondo Pop, che tutti conosciamo bene.
La scenografia è povera, poco più che Ricky Martin, poco meno che Beyonce.
4 scalini dove stanno i musicisti, e  8 ballerini che seguono la cantante.
JLo canta, cantano le coriste, fa playback, fa cantare il pubblico... usa tutti gli escamotage possibili a livello vocale per confondere sull'utilizzo effettivo della sua voce, ma sopratutto balla e balla benissimo.

Fin da subito, a mia sorpresa ci tiene a specificare che "No se hablar en espanol pero lo voy a intentar" e inizia a parlare in inglese.
Che operazione terribile di marketing era fare un album orrendo in spagnolo solo per conquistarti il pubblico di tuo marito JLo?

La prima parte del concerto è scenograficamente molto povera, ma musicalmente interessante , coprendo l'epoca musicale dell'attrice dal 1998 al 2005.
In particolare la povertà dei mezzi è evidente negli intermezzi quando la cantante  va a cambiarsi... 4 ballerini sul palco non riescono a riempire lo spazio lasciato vuoto dall'artista, spazio che a malapena riempe lei grazie ai suoi balli sfrenati.
La mia parte preferita comunque è stata il mix I'm real-All I have-Feelin' So Good.

Il primo successo della cantante "If you had my love" viene eseguito in acustico, così tutti siamo sicuri che JLo non solo balla, ma anche ha una buona voce...purtroppo un peccato perchè la versione acustica è noiosissima..

Poi un omaggio a Selena, film con cui la cantante conquistò il pubblico latino e una canzone lenta accompagnata da foto dei 2 gemelli, di cui uno è uguale a Mark Antony.

Ed ecco che inizia l'atto finale del concerto..la cosidetta "Cafonata".

Let's get loud è il preludio degli ultimi 20 minuti di trash finale, accompagnati da un Pitbull sul megaschermo ed è delirio.

Papi, On the floor e la sedia da tronista.. e JLo saluta i suoi fans, per tornare poi ad eseguire Dance Again e congedarsi definitivamente dai suoi spettatori.

In generale JLo sta stare su un palco. JLo batte Beyonce 1-0. Non c'è paragone...molto meglio questo spettacolo che quello che vidi con Beyonce 3 anni fa.
La cantante è del 69 ma continua a ballare come poche, magari ballasse ancora così Britney.

Canta quando vuole, e, a sorpresa, è molto espansiva con il pubblico, quasi si lancia addosso a quelli del Diamond Vip Ring..
E grazie JLo di non parlare spagnolo....se avesse cantato i suoi successi in base alla lingua del posto mi sarei potuta tirare dalla piccionaia del Palacio de Los Deportes...


In definitiva, un'ora e 25 di spettacolo che per 30 euro è, appunto, onesto


SETLIST
  • Never Gonna Give Up
    (Video Intro)
  • Get Right
  • Love Don't Cost a Thing
  • I'm Into You
  • Waiting for Tonight
  • Louboutins
    (Video Interlude)
  • Goin' In
  • I'm Real
  • All I Have
  • Feelin' So Good
  • Jenny from the Block
  • Baby I Love U
    (Video Interlude)
  • Hold It Don't Drop It
  • If You Had My Love
    (Acoustic)
  • No me queda más

  • Until It Beats No More
  • Let's Get Loud
  • Papi
  • On the Floor
  • Encore:
  • Dance Again



Una curiosità di On The 6 che molta gente non sa.
Nell'album è presenta una cover, doppia, di "Non Amarmi" di Aleandro Baldi e Francesca Alotta.
Jennifer interpretava il brano proprio con Mark Antony e oltre alla versione classica, hanno deliziato il mondo con una versione salsera.

Una curiosità del pubblico di JLo: tutte con i leggins o i pantaloni attiliti sul sedere.



UPLOAD VIDEO CONCERTO:

 
 
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