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sabato 29 giugno 2013

Bon Jovi@Estadio Vicente Calderon, Madrid 27/6/2013 (precio amigo)

Ieri sera a Madrid si e' svolto il concerto anticrisi dei Bon Jovi. 
Anticrisi perche' i prezzi oscillavano fra i 18 e i 39 euro per il Golden Circle Premium, il tutto senza spese di gestione e commissioni per la vendita online. Per poter fare ció la band ha accettato di suonare senza cachet.
L'iniziativa e' senz'ombra di dubbio notevole, poter vedere un gruppo di fama mondiale e una carriera di 30 anni a questi prezzi e' un sogno praticamente impossibile, la musica dal vivo e' vittima di un crescente aumento dei prezzi con il risultato che poca gente si puo' permettere andare a vedere i proprio artisti preferiti per arrivare poi, come nel caso dei Muse a Torino giusto oggi, a vendere un biglietto a prezzo ridotto per riempire lo stadio, cosa che eticamente non mi pare particolarmente corretta, in quanto si sa che i fan comprano i biglietti in quanto escono alla vendita o in prevendita. La opzione di VivoConcerti in questo caso e' quella di permettere a chi va a vedere il gruppo stasera, rivederlo domani per solo 30 euro. Un altro precedente 'e stato il caso di Jennifer Lopez nel Palacio de los Deportes, sempre a Madrid, che dopo pochi giorni ha dovuto abbassare il prezzo dei biglietti per via delle scarse vendite.

Ma torniamo a Bon Jovi che son tantissime le cose da dire su questo concerto, dividendo il post in una parte oggettiva e una parte soggettiva. Iniziamo con la prima.
Lo stadio Calderon ha un problema di acustica come tutti i concerti negli stadi; se stai nel parterre vicino, si sente benissimo, se stai nelle tribune laterali si sente accettabile, se stai in curva meglio che te lo senti su spotify a casa. In questo caso, i biglietti da 30 euro erano le tribune piu' vicine, e per quanto l'audio non fosse dei migliori, era comunque accettabile.
La scenografia del "Because we can " tour e' imponente, una carrozzaria anteriore di un Cadilac antico occupa la parte principale del palco, sotto al quale si trova la band, il tutto aumentato da numerosi schermi leds.
Sicuramente e' un palco che si apprezza con una certa distanza.
Jon BonJovi sul palco e' un trascinatore di folle, frontman carismatico che non si ferma un secondo probabilmente dovuto anche dal fatto di dover riempire la mancanza di Richie Sambora. La setlist e' perfetta per chi conosce i grandi successi della band, si da relativamente poca importanza alle nuove canzoni, e conseguentemente la folla e' costantemente in delirio.
Alla seconda canzone il fan club spagnolo aveva organizzato una coreografia con dei cartoncini rossi, gialli e bianchi che quando tutto il pubblico li alzava contemporaneamente otteneva l'effetto ottico di un gigantesco grazie. 

Bisogna dire che la passione che mettono i fans del gruppo  e' incredible, pare che in 4 persone abbiano lasciato i cartoncini in tutte le sedie dello stadio, e stessa cosa pare succeda anche in Italia.
Jon non si risparmia, balla, canta, anima la gente ad essere felice in tempo di crisi accompagnato dal resto della band, dicendo che i fan spagnoli di meritavano comunque questo concerto 
anche in un monento che non possono pagarsi il biglietto. Regala una versione in spaninglish di "Bed of roses", le fan impazziscono.
Il concerto inizia alle 22 precise e finisce alle 00.40, dopo 2 ore e 40 senza nessuna pausa, a parte 1 minuto prima del primo bis. 


I bis hanno sempre un problema, tutti i gruppi tendono a iniziare l'encore sempre con una canzone relativamente nuova e poco conosciuta ed evidentemente non hanno mai l'appoggio del pubblico. In questo caso, succede lo stesso, e passato il primo bis "Love’s the Only Rule" , e finita la partita Spagna-Italia, Bon Jovi esce fuori con una maglietta della "Roja" per festeggiare con il pubblico dopo aver dato il risultato e intonare "Have a nice day".

Successivamente si passa a "Death or Alive" . Segue
 una versione acustica di "Livin on a prayer" e il gruppo fa un accenno ad andarsene, cosa normale secondo la setlist degli altri ma concerti, ma si fermano e dedicano al pubblico madrileno "Siempre", Always.
Gran momento della notte, successivamente chiudono il concerto con These days, come richiesto dai fans.

La set list della serata: 


  1.  
  2. (Jon sings choruses in spanish … more)
  3. (John Fogerty cover)
  4. Encore:
  5. Encore 2:


  6. Domani la critica soggettiva, video e altre foto.
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Ora il giudizio personale. Senz'ombra di dubbio Jon Bovi e' una star del rock americano. Regge lo spettacolo senza la minima pecca, e da al pubblico tutto cio' che desiderano da lui.
Io con la musica americana ho un problema di fondo, tutto cio' che adoro a parte Pixies e' inglese, e tolta la parentesi Smashing, PearlJam e Red Hot, qualsiasi prodotto americano non e' la mia battaglia.
Come spettatore neutro, riconosco che e' un grandissimo spettacolo, a mio gusto personale e' un'esperienza che ho vissuto, ma non so se ripeterei.
Ci sono concerti che se non conosci le canzoni non importa, ti piacciono da morire uguale, ce ne sono altri che ti vorresti tirare da un ponte.
Non e' stato esattamente questo il caso, anche perche' quando vai con fans, veramente fans, ad un concerto ti diverti uguale solo stando con loro, ma riconosco che ci sono stati momenti che e' stata un po' dura la cosa.
Sono un'icona del rock degli anni 80 e se lo meritano, il mio problema? Non mi piace il rock americano e punto, cio' non toglie che se sei fan e il tuo stile musicale e' questo, il concerto era pazzesco, per l'iniziativa del precio amigo, per la durata, per la presenza scenica di Jon e per la setlist.

A presto i video.
 
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