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lunedì 15 aprile 2013

Spanish Sounds: Mendetz

L'ultimo gruppo contemporaneo spagnolo che a mio parere vale la pena scoprire sono i Mendetz.
A mio gusto personale dopo Delorean sono la band migliore in Spagna.
Quando penso al gruppo, non posso fare a meno a non pensare al suono della mia generazione ormai trentenne, e a dei perfetti apripista.
Mendetz sono un gruppo di synth/electro pop strettamente legato alla scena Barcelonense del RazzMatazz e del marchio Sinnamon.
Io la prima volta li scopri'appunto nel primo meraviglioso Summercase del 2006, e como Delorean
hanno il grande vantaggio di cantare in inglese ampliando quindi le possibilitá di pubblico ad un mercato non strettamente nazionale.
Il primo album Future Sex e' caratterizzato da un suono disco che il gruppo stesso ha definito "Casio Punk" per via dei sintetizzatori utilizzati. Le canzoni sono tutte una piú ballabile dell'altra e in concerto e' impossibile non farsi trascinare dal loro ritmo.

Ho visto tantissime volte Mendetz in concerto..in Festival, alla Riviera, alla Sala Heineken, al Mody Dick, alla Caracol..praticamente ogni volta che hanno suonato a Madrid.
Anni fa iniziarono a suonare live una versione di Feed from desire, il famossisimo singolo di Gala degli anni 90. Penso che ogni persona nata a cavallo degli anni 80 deve poter assistere almeno una volta a questo momento live. Incredibile.
Il secondo album Souvenir mantiene le stesse influenze dance con un sound leggermente un po piú oscuro. A mio parere e' l'album migliore del gruppo.La canzone "Souvenir" é un ottimo pezzo esportabile di musica dance.
Nel 2011 Mendetz pubblicano "Silly Simphonies", un disco in cui firmano una collaborazione con la stessa Gala in "Escalera", un cd con un suono leggeremente piú duro dei due album precedenti e nuovamente si dedicano ad andare in tour per tutta Spagna.
Tuttavia non mi pento di essermi persa i Two Door Cinema Club nel Dia de la Musica 2012 per sentire intero il concerto della band in una sala interna del Matadero.
Come giá scrissi sul post del festival del 2012, non comprendo perché il gruppo é un po' di seconda linea rispetto ai grandi del Indie Spagnolo. In particolare perché il logo del gruppo, ispirato al CocoLoco, é probabilmente una delle immagini che associo maggiormente alla musica spagnola "alternativa". Gruppi come Vetusta Morla, Lori Meyers, Dorian o i piú rodadi Love of Lesbians hanno raggiunto una fama molto piú grande della band catalana, senza avere  in partenza un marchio tanto potente come Sinnamon dietro.
Senza dubbio Mendetz sono un gruppo a cui si deve dare una opportunitá e qui vi lascio una serie di canzoni per avere la possibilitá di conoscerli.
Con questo post finisce la serie di articoli dedicati alla musica indipendente spagnola attuale fino a quando non scopriró un altro gruppo che veramente ne valga la pena, o che non sia Triana, il miglior gruppo iberico che abbia mai sentito in vita mia.




Una curiositá: il cantante del gruppo, Stefano Maccarone, e' di origini italiane e la protagonista del videoclip del singolo del primo album e' la tanto famosa in Italia e altrettanto sconosciuta in Spagna Vanessa Incontrada.






venerdì 15 marzo 2013

Dorian, tour acustico presentazione "La velocidad del vacío" alla Fnac, Madrid

Mercoledi 6 marzo, il gruppo spagnolo Dorian ha iniziato un piccolo tour promozionale nella Fnac delle principali città della penisola: Madrid, Bilbao, Huesca e Barcellona.






Un set acustico nel quale hanno alternato vecchi successi a nuovi brani del disco appena uscito, fra i quali ho piacevolmente scoperto un tema dedicato o ispirato al gruppo argentino Soda Stereo,  famosissimo in LatinoAmerica, che io personalmente scopri' grazie ai miei amici messicani.

Non è la prima volta che ho avuto il piacere di vedere i Dorian in acustico, ma come all'inizio del set lo stesso cantante Marc ha fatto notare, è stata la prima volta in acustico del gruppo al completo.

Non è facile farsi una idea delle nuove canzoni unplugged, in quanto le atmosfere electropop del gruppo sono state fino ad ora la loro peculiarità principale e il maggiore punto di forza, ma evidentemente non è possibile non apprezzare il cambio nei brani già conosciuti, come in qualsiasi unplugged. (A parte il disco extra del Greatest Hits dei Cure, che per quanto sia il mio gruppo preferito in assoluto, apporta pochissimo alle versioni originali.)
"La velocidad del vacio" è un disco che vale la pena ascoltare, la prima canzone presentata ormai piu' di un mese fa "Tristeza" non ha il ritornello forte che possono avere i vecchi single del gruppo, ma guadagna nel crescendo di atmosfere e rumori, segnando un cambio sottile nello stile della band, probabilmente più maturo.
Mi è piaciuto molto il tema di discussione attuale lanciato da Marc durante il concerto riguardo alla presenza di minori nella sala. E' triste che la maggior parte dei concerti ormai abbiano luogo solo in spazi dove i minori di 18 anni non possano entrare, e che la generazione degli anni 80 sia la ultima ad aver potuto crescere ascoltando musica dal vivo senza stupide limitazioni che in realtà solo escludono i più giovani dall'esperienza di ascoltare i propri gruppi dal vivo, non da un vero pericolo reale, che sarebbe evitabile semplicemente utilizzando misure di sicurezza adeguate e non esclusivamente proibitive.

"La tormenta de Arena"






















sabato 12 gennaio 2013

Delorean@Joy Eslava, Madrid

Questa sera nella sala Joy Eslava è iniziata la stagione dei concerti del ciclo PopDance che comprende alcuni dei nomi più noti nell'ambiente indie spagnolo, fra cui Delorean, El Columpio Asesino con concerto di fine tour e Dorian con presentazione di disco in Aprile.
Il primo concerto del 2013 per me è senz'ombra di dubbio uno dei più attesi, e  dopo più di un anno di assenza i Delorean a mio parere si confermano il gruppo più interessante del panorama spagnolo, e tanta è la voglia di rivederli la prossima volta all'una di notte in un festival d'estate.
Unica pecca: mezz'ora in più sarebbe stata la perfezione, sempre un po' troppo corto,e alle 21 di sera si nota di più che a mezzanotte. La Sala Joy si conferma come la migliore di Madrid come suono e dimensioni, anche se la sala scelta per l'edizione precedente, la RockKitchen non era da meno, se non fosse per l'ubicazione meno centrica.























venerdì 3 febbraio 2012

Spanish Sounds: Delorean

Solo due volte ho scelto  un gruppo musicale perchè il mio sesto senso me lo diceva: una volta per la copertina del cd, un altra volta per il nome.
Nel primo caso, nel 1996, dal vecchio  Ricordi di via Giulio Cesare, mi comprai un cd perchè la copertina mi piaceva da morire… 
Attack of the grey lantern” , primo cd degli ormai scomparsi Mansun che si convertirono nel mio gruppo idolatrato dell’adolescenza; la seconda volta andai a vedere una band solo perchè avevano scelto il nome dell’automobile del mio film preferito,  
Delorean, e me ne innamorai al momento.

I Delorean son un gruppo indie elettronico di origine basca, che negli ultimi anni tramite remix e  brani originali si sono avvicinati al mondo della dance europea oltrepassando i confine nazionali iberici, il tutto ottenendo ottime critiche.
Per me conoscerli è stato come trovare un sostitutivo alla mia crisi di astinenza Subsonica in Spagna; 
la prima volta li ho visti nella sala Taboo, a Madrid nell'abito del SuiteFestival, evento di musica indie nell’aprile del 2008.
Li avevo precedentemente ascoltati su MySpace ed erano stati ispirazione di uno 
dei miei primi esperimenti di Modul8, e 
ancora  uno dei miei sogni continua ad 
essere poter curare la parte visual dei loro concerti che 
fino ad ora è praticamente assente.


Il primo album di cui io sono a conoscenza  
ha  decisamente una influenza Robert Smithiana e risale al 2004, da cui viene estratto come singolo “Los Muertos”. 
 Successivamente hanno deciso sviluppare più approfonditamente l’aspetto dance con  Into the Plateau /Transatlantic KK.
Di "Transatlantic KK" non saprei manco che canzone scegliere per consigliare qualcuno al primo ascolto perchè a me piace tutto, ma Metropolitan Death e As time Break off son fra le più note.
 Grande punto a favore del gruppo: cantano 
in inglese ed essendo per lo più 
musica dance, la forza non sta principalmente 
nella voce e nelle parole, ma in ciò che suonano.



Nel 2009 esce l’ep Ayrton Senna, con Deli, piacevolissimo brano dance che segue le sonorità antecedenti, e Season che preannuncia il cambio che li porterà al secondo LP, Subiza, entrato nella classifica dei dischi più 
venduti nazionali.




Subiza si posizionarà poi come secondo
disco nella classifica nazionale dell’album migliore del 2010 di MondoSonoro, subito dopo El Guincho (Tropical Dance) e verrà elogiato e apprezzato dalla critica internazionale.

Ora sinceramente io preferivo il suono di Transatlantic KK, perchè Subiza mi suona molto a Animal Collective, Cut Copy, El Guincho etc che non sono il mio stile di musica…ma lo trovo comunque un gran album.

Delorean sono una realtà della musica spagnola insperata che ne alza decisamente 
il livello qualitativo, piacevoli da sentire in casa, perfetti per ballare in 
discoteca e incredibili dal vivo.
E’ il gruppo spagnolo che si deve conoscere all’estero.

Io non vedo l’ora di risentirli dal vivo e riprovare la carica che possono dare in un festival alle 3 del mattino.

Il concerto migliore che ho visto?
Al RazzMatazz, il giorno del DayDream Festival, evento creato intorno ad un concerto dei Radiohead nel Forum di Barcellona nel 2008.
Finiti I Radiohead, e con la carica incredibile che mi avevano dato, mi rinchiusi in un auditorium ad ascoltare ENEMC, el Ensemble Nacional de España de Música Contemporánea suonare I brani di Ok Computer per orchestra. 
Incredibile, ma alle 21, no all’1 di notte dopo un concerto dei Radiohead, quando l’ultima cosa che avrei dovuto fare era rinchiudermi là a farmi scendere tutta l’energia che il concerto mi aveva dato.
Dopo 20 minuti, scappai di corsa al Razz dove iniziava il festival NightDream, e dove il gruppo principale erano proprio I Delorean, nella sala 1 del Razz. 
Concerto incredibile, adrenalina a mille, degno finale della notte appena trascorsa.

mercoledì 1 febbraio 2012

Spanish Sounds: Dorian


A Madrid la musica per eccellenza è indie, e il grande gruppo indie spagnolo, progenitori di tutti I successivi, è Los Planetas.

Malgrado sia difficile immaginarlo, l’indie spagnolo è in pieno fermento e ci son decine e decine di gruppi più o meno famosi o già consacrati, come Vetusta Morla, Love of Lesbian, Lori Meyers, Mendetz, La CasaAzul etc etc;
caso a parte sono i Delorean, i miei preferiti. Uno dei pochi gruppi che preferisce l’inglese  (assieme ai Mendetz) e quasi l’unico che con la sua elettronica ha attraversato le frontiere iberiche. 
La cosa curiosa è che il 90% di questi gruppi ha origine nei Paesi Baschi o in Barcellona, mecca dell’elettronica, ma proprio per questo motivo negli anni in cui io ho vissuto nella città catalana non ho mai sentito parlare di nessuna delle band sopracitate.

Dorian è un gruppo indie electropop originario proprio di Barcellona, con in attivo 3 album di discreto successo in tutta  la penisola Iberica.

Sinceramente è un gruppo, che se fosse italiano è probabile che non ascolterei, ma

devo riconoscere che da quando mi son traferita a Madrid, già li avrò visti dal vivo perlomeno 7 o 8 volte negli ultimi 3 anni.
I testi sembrano più adatti  ad un pubblico  adolescente, ma per  lo stile di musica electropop,  hanno un pubblico più vicino ai “gafapasta” (radicalchic) del Primavera Sound che alle adolescenti di Federico Moccia e gli Zero Assoluto.

Il grande boom è arrivato con il secondo album “El futuro no es de nadie” e il brano Cualquier otra parte”,  un vero e proprio  inno generazionale dei venticinquenni spagnoli, canzone che mi ha permesso conoscerli e che dopo averla ballata notte dopo notte nelle discoteche indie madrilène è diventata un classico anche per me.
Il precedente riferimento a Moccia non è casuale: I brani portanti del terzer albumLa ciudad subterranea” fanno parte della Colonna Sonora del discutibilissimo remake spagnolo “Tres metros sobre el cielo” (addirittura peggio dell’originale) ma la cosa non ha influito su un peggioramento del target di riferimento del gruppo (diciamo che “Incantevole” dei Subsonica è stata centomilioni di volte più dannosa per Casacci) e proprio una di queste due canzoni La tormenta di arena, a mio parere è una grande hit.
E' una canzone che ha qualcosa, e anche se facile come testo, io la considero una delle mie canzoni preferite spagnole.

Ho assistito a differenti live del gruppo, e in un paio d’anni posso dire di averli visti progredire.  Il cantante Marc Gili è migliorato decisamente rispetto ai primi concerti visti, lasciando da parte l’aria da chulo (uno che se la tira) e avvicinandosi più al pubblico.
Malgrado non abbia una grandissima presenza vocale, per il loro stile di musica ci sta tutto. 
Da una parte mi ha conquistato anche la decisione di utilizzare come intro all’encore negli ultimi concerti una versione di “A forest” (Grazie Robert di esistere)… anche se il risultato non è perfetto, l’intenzione è buona.
L’ultimo concerto a cui ho assistito è stato a novembre passato nella Sala Joy Eslava di Madrid, la partecipazione del pubblico e l’interazione migliorata del cantante mi ha lasciato un buon ricordo e spero vederli presto in qualche festival estivo; non so esattamente cosa hanno, ma hanno qualcosa che me li fa preferire di molto al resto delle altre proposte spagnole.
Secondo me, meritano molto, ma molto più  successo loro, che i Vetusta Morla.

Setlist della gira final de “La ciudad subteranea”

1.         Veleros
2.         Verte Amanecer
3.         Domingo Perfecto
4.         Corta el Aire
5.         Al Final de la Escapada
6.         Paraísos Artificiales
7.         Más Problemas
8.         Te Echamos de Menos
9.         Lucha de Gigantes (cover Nacha Pop)
10.       Estudios de Mercado
11.       Cualquier Otra Parte
12.       La Noche Espiral
13.       La Mañana Herida
15.       Encore:
16.       Tan Lejos de Ti (acústica)
18.       Las Malas Semillas
19.       La Tormenta de Arena






 
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