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martedì 6 agosto 2013

I festival in streaming

Chi avrebbe mai pensato quando ci registravamo i concerti dalla tv, o ci compravamo i vhs e i dvd e andavamo fino a Londra per trovare i bootleg video più rari e più cari che in pochi anni avremmo potuto vedere i maggiori festival mondiali direttamente a casa nostra con soli pochi minuti di ritardo nella retrasmissione? 

E dopo averli visti in streaming tenerli a disposizione su YouTube o scaricarli via torrent sul proprio computer per poterli rivedere ogni volta che vogliamo?
Il tutto è iniziato con le registrazioni della BBC di Glastonbury, presenti sui siti di torrent fino all'arrivo del festival in diretta con la creazione di canali specifici di Youtube come nel caso del Coachella o del LollaPalooza di ieri sera.
L'anno scorso il BBK 2012 ci regalava tramite la propria pagina web, un grande momento di Robert Smith quando in seguito a problemi tecnici è uscito con la chitarra a suonare 3 canzoni in acustico finche non si son risolti ed iniziare il concerto con l'intera band; grazie allo streaming questo momento l'abbiamo potuto condividere in tantissimi fan dei Cure...in altri tempi sarebbe rimasto come il concerto leggendario che solo chi stava lì ha potuto vivere.
Anche se putroppo nella maggior parte dei canali non è possibile vedere i concerti interi ma solo i primi 45 minuti, il LollaPalooza questo fine settimana ci ha offerto i cocnerti interi di Vampire Weekend, The Cure, Nin fra gli altri, con un'ottima qualità audio e video e perfetta connessione, cosa che non si puo' dire esattemente del Coachella che la qualità di connessione era piuttosto scarsa.

Internet a parte creare tanti problemi alla musica grazie alla pirateria è stato una mano santa per la musica live.
La pirateria musicale ha conseguemente promosso una attività live dei gruppi ed artisti che fino a 10 anni fa nessuno si poteva immaginare... pochissimi erano i gruppi che affrontavano un tour mondiale, ora chi non lo fa?! Addirittura Madonna va in tour ogni album... e per chi ama lo spettacolo della musica dal vivo torrent, youtube, streaming vari ci hanno veramente aperto un mondo.


Qui sotto, a parte il LollaPalooza lascio una serie di link disponibili su youtube di concerti live degli ultimi anni.


Iniziamo con :

Pixies, Live at Glastonbury del 1989




NIN, Live at Woodstock , 1994







Blur, Live at Coachella , 2013





The Cure, live Primavera Sound, 2012




Pulp, live at Reading, 2011




Placebo, Live at Hurricane, 2007




Radiohead, Live at Reading, 2009




Muse, Live at Glastonbury, 2010





(da vedere anche Muse, Glastonbury 2004 http://www.youtube.com/watch?v=HxSxvz3ncSc )


Arcade Fire, Live at Reading, 2010



Arctic Monkeys, Live at LollaPalooza, 2011





David Bowie, Rockpalast, 1996





E un esempio di ciò che possiamo vedere per non andare mai a vedere..

Pitbull & Afrojack, Live Rock in Rio, Madrid 2012






mercoledì 3 luglio 2013

Miglior scenografia live: i leds (Capitolo 1)


U2
Una settimana fa e' morto uno dei grandi architetti della musica dal vivo: Mark Fisher.
Suoi sono i palchi di artisti del calibro di Rolling Stones, U2, Lady Gaga e Roger Waters, ed e' stato uno dei piu' importanti a marcare un passo verso il concetto di concerto come spettacolo globale, non solo sonoro ma anche visuale.
La maggior parte dei concerti ormai, a meno che non sian in un festival, non sono solo musica, ma sono anche spettacolo, luci e scenografia, e con questo non ci riferiamo solo ai grandi concerti di musica pop, ma anche agli spettacoli dei grandi del rock, dell'elettronica o della musica indipendente.
Muse
Radiohead, Muse, Massive Attack, Daft Punk sono alcuni fra i grandi nomi che prestano una grande cura e attenzione alla propria messa in scena elaborando generalmente un concetto, aggiungendosi alle star del pop che quasi sempre offrono uno spettacolo che passa in secondo piano le virtu' musicali, del quale esempio perfetto ne sono Madonna e tutti i suoi derivati.
Di esperienza di grandi concerti pop e non qui su BabeMMusic ne abbiamo abbastanza e prima di affrontare il prossimo concerto dei Muse, questo sabato all'Olimpico a Roma, ripassiamo quelli che ci hanno colpito maggiormente in negativo e in positivo, dividendoli per differenti caratteristiche che li distinguono; senza dubbio in questi articoli mancheranno alcuni grandi concerti ma preferiamo descrivere solo quelli che abbiamo vissuto personalmente e non visto in un dvd.


1) Leds, Visuals, schermi e derivati


Da quando nel mercato della musica dal vivo sono entrati i fantastici leds, non c'e' palco di gruppo alternativo vicino al concetto di arte, che ne sia privo.

alarm-magazine.com
Molti si ricorderanno l'impattante palco dei Massive Attack dell'inizio del 2000 realizzato da un collettivo di artisti inglesi chiamato United Visual Artists responsabili anche della famossisima piramide dei Daft Punk nell'ultimo tour del 2006. In ambo i casi l'effetto era impressionante, ed e' complicato dopo tanti anni descrivere l'emozione provata durante il famoso concerto del duo francese del Summercase di Barcellona, che fra suoni, luci, e leds e' stato una delle cose piu' perfette in assoluto che abbia mai visto. 


htto://www.uva.co.uk
I Massive Attack sempre son legati con una profonda relazione all'arte digitale. In apparenza potrebbe sembrare che negli anni si sono un po' ripetuti a messa in scena, cosa in realtà non vera. Nell'ultima tournè di un paio di anni fa, era impressionante il progetto di dataprocessing. Con tema di base l'informazione a seconda del paese, ritrasmettevano negli schermi di leds le notizie piu' importanti del momento. Chi non si ricorda di aver letto nel mezzo di tutte le notizie principali di attualità che apparaivano dietro al gruppo suonando "Tiziano Ferro es gay" , notizia di gossip principale della settimana?!

Parlando di leds e' inevitabile non parlare dei Muse. Come precedentemente giá detto, i Muse sono il gruppo che maggiormente comunica la propria magniloquenza musicale con un palco esattamente proporzionale.
Io insisto che il palco piu' bello dei Muse per me rimarra' sempre quello delle tre torri di leds dell'indoor tour.
L'inizio del concerto con la proiezione sugli enormi cilindri di gente salendo una scala continua ad essere una delle cose più impressionanti che abbia mai visto. Per il resto, già ne abbiamo parlato sufficientemene in altri post.


Leds? Chemical Brothers. In questo caso, più esattamente parliamo dei visuals proiettati sulla tela di leds dietro ai due dj che son un altro dei  grandi momenti della musica elettronica: impossibile non restare ipnotizzati dalle serie di immagini, dai robot e dal famoso pagliaccio che appariva di fondo.

Leds in Italia? Non mi ricordo esattamente che tour era, ma sicuramente un gruppo che perlomeno per una tourne' intera ne ha fatto grande uso sono stati i Subsonica, anche se la cosa migliore del gruppo sempre rimane il supporto della tastiera di Boosta che cambiava ad ogni tour. Indimenticabile quello con le molle.


Oltrepassando il concetto dei leds arrivano i RadioHead nel 2012 con un palco visualmente impressionante che porta ad un ulteriore livello  il concetto di leds e schermi in movimento. Il fondo diviso in due schermi di leds, 10 schermi in movimento che cambiando di posizione possono creare differenti effetti ottici, il tutto completato da altri 5 in alto; peccato che questo palco sia legato ad un triste incidente a giugno dello stesso anno, per il quale hanno dovuto rimandare parte del tour.In ogni caso, una messa in scena incredibile.
Stesso discorso per la famosa piramide di schermi dei Muse dell'indoor tour del 2012

Tornando ai Daft Punk, impossibile non citare il famoso casco che i due francesi indossano, integrato perfettamente nel concetto visuale della piramide e dal casco robotico del duo, arriviamo al famossisimo casco di DeadMau5.
Lo spettacolo del dj canadese è il punto forte dei suoi live.
Malgrado sia complicato comprendere come Zimmerman possa effettivamente fare qualcosa dal vivo con quello che ha in testa per quanto abbia telecamere e schermi per vedere, lo show è visualmente tanto coinvolgente da vincere sulle mancanze che può avere la sua musica, passando da uno stile all'altro e senza distinguersi in particolare per nessun tema.
Il casco è il vero spettacolo e i 3 blocchi di cubi inclinati mappeati sotto la console permettono un effetto 3d che visto dal centro della pista è semplicemente incredibile. Peccato per la musica che non sia al 100% coinvolgente e per questo ad un certo punto può arrivare ad annoiare, essendo principalmente più mero e proprio show che rappresentazione di un concetto.

Parlando esclusivamente di visuals, altro caso interessante è quello Dj Shadow nel tour con Cut Chemist, e il video scratch live, ma venendo da NinjaTunes la cosa non stupisce.
Uno dei rimpianti più grandi che abbiamo, e non aver visto lo show di Amos Tobin nel Sonar del 2012.

A questa categoria più fortemente visuale, forse sarebbe il caso di aggiungere lo spettacolo in 3d di Kraftwerk dato al Sonar di quest'anno, ma per la grandezza dell'evento, è meglio dedicargli un post a parte.

Ps Le foto son prese da altre fonti per internet, in quanto possibile verranno cambiate per immagini scattate nei differenti eventi. Dove e' stato possibile, viene citata la fonte






domenica 4 novembre 2012

20 artisti per 20 canzoni

 

20 artisti/gruppi per le prime 20 canzoni indelebili, in ordine sparso, nella mia formazione musicale.
Da Robert Smith a Mark Owen.


 





Mansun: Dark Mavis







 
The cure: Want








Oasis: Slide Away










Blur: The universal







Pixies: Hey










Depeche Mode: Stripped










Radiohead: Street Spirit







Subsonica: Preso Blu








Bluvertigo: Complicità







Muse: NewBorn










 
Take That: Pretty things








Britney Spears: OverProtected







Spice Girls: Goodbye






Pulp: F.E.E.L.I.N.G.C.A.L.L.E.D.L.O.V.E







Smashing Pumpinks: Mayonaise









Queen: Bohemian Rapsody









Pearl Jam: Black






Ligabue: Piccola stella senza cielo




 
Daft Punk: One more time






Delorean: Metropolitan Death



sabato 27 ottobre 2012

Muse: The 2nd Law Tour Premessa (Parte 1)

Gira voce che i Muse siano quasi al fallimento per i costi dell'ultimo palco che si portano dietro nel tour del sesto album "The 2law".

I Muse son un gruppo terribilmente magniloquente in tutto, dalla loro musica alla rappresentanzione in concerto della stessa, e ad ogni album e ogni tour si superano per grandezza ed epicità, riuscendo a non perdere la loro essenza originale dei loro primi lavori, ma portandola sempre più all'eccesso.

Questo era il mio quarto concerto del gruppo, e forse era il concerto a cui avrei rinunciato con meno rimorsi, ma grazie al cielo, alla fine non l'ho fatto.

Il mio primo contatto con i Muse, con "Muscle Museum" e "Sunburn" è stato: "Questi chi sono, i Radiohead?Mica male il nuovo..La voce però mica è Thom Yorke..", allo stesso tempo che il mio primo contatto con i ColdPlay è stato "e mo' questi chi sono? di nuovo i Radiohead? Che palle però eh..", e così, fin dal primo momento Showbiz mi è sembrato un capolavoro, mentre Parachutes un vorrei ma non posso.. Sunburn era più tragica, più trascinante che le ultime cose che ascoltavo dei RadioHead, con le tracce della futura epicità e drammaticità che dal primo album, seppur in maniera minore, contraddistingue i tre di Devon fino a portarlo all'eccessività degli ultimi album.

Black Hole Revelations Tour
Poi arriva "Origin of Simmetry" e il primo ascolto di "New Born" mi porta a definirla come il capolavoro assoluto del gruppo, probabilmente la migliore canzone dell'inizio del 2000... e, a mio parere la migliore canzone della decada. 
O forse la migliore canzone che supera i 6 minuti dopo Bohemian Rapsody e prima di Paranoid Android.

I Muse vennero a suonare a Roma proprio per l'uscita del secondo album, giusto quando i ColdPlay stavano in tour con Parachutes. Purtroppo io non andai a questo primo concerto, ma la stessa sera mi ritrovai nel Transilvania di Trastevere, pub gotico ormai chiuso da vari anni, caratterizzato da delle bare al posto dei tavoli, e proprio la bara principale era riservata per il gruppo che dopo il concerto aveva un tavolo prenotato nel bar.

"The Resistence Winter Tour"
Da lì non li vidi fino al mio primo concerto al Pavillo' Deportivo di Badalona, nel tour del 4 album, "Black Holes and Revelations", dopo aver raggiunto il vero e proprio successo con l"Absolution  e canzoni come "Time is running out" (sempre accoppiata in qualsiasi discoteca indie con Seven nation Army dei White Stripes) e i primi accenni di epicità di "Histeria", "Bliss" e "Stockholm Sindrome"
.
Già il primo concerto mi colpì per la grandezza della messinscena per un gruppo di soli 3 componenti.
Il cilindro di leds che si apriva e chiudeva intorno al batterista era incredibile. Chi si scorderà mai il primo live di "New Born" e  "Knights of Cydonia..."e unico di "Sunburn" e "Muscle Museum"..

"The Resistence Summer Tour"
Poi  vì la prima parte del tour di "Resistence", quella dei Palazzetti.
Le tre torri di leds che s'innalzavano dal palco, sono fino ad ora la cosa più impressionante che ho visto dal vivo. Forse il palco dei Radiohead di quest'anno era più "di classe", ma le tre torri son la cosa più incredibile che abbia mai visto.
Poi ci fu la seconda parte del tour di "Resistence", quella degli stadi. Quella forse un po' troppo eccessiva, dai vestiti di leds di Matt Bellamy, la struttura angolare con proiezioni in 3d, fino all'ufo che sorvolava il campo di calcio. Incredibile, ma forse un po' troppo.

Però in tutti questi casi per quanto la forza visiva sia cosi' forte, così eccessiva, in nessun momento è mancata la musica. Il tutto sempre non è stato altro che un perfetto accompagnamento delle canzoni, cosi' "troppe", così forti, del gruppo.

Fino a quest'anno... The 2law è un album che ancora non saprei giudicare. A me piace, ma non so quanto mi possa piacere veramente. So che mi piace "Animals" perchè, metti Yorke al posto di Bellamy, e tranquillamente può passare per una canzone di "Heal to the thief" o "In Rainbows".
"The 2nd Law Tour"
"Supremacy", la prima del disco, può passare per una canzone dei Led Zeppellin.
3/4 dell'album possono passare per un album dei Queen.
Il tutto drammatizzato dalla voce di Bellamy, che a volte può provocare la stessa sensazione di un trapano nel cervello e condito con un po' di Skrillex.
Ma a me piacciono.

I biglietti, usciti a giugno, sono finiti dopo meno di un'ora. Da lì la rivendita ha raggiunto prezzi che francamente, per un gruppo che già ho visto 3 volte, non avrei mai pensato pagare.
Il prezzo più basso si aggirava intorno ai 125 euro in pista. Fino al giorno in cui a settembre è stata annunciata una nuova prevendita per i fans. Bisognava ottenere un codice tramite la pagina web ufficiale, e una volta ricevuto, inserirlo nella pagina di TicketMaster. Purtroppo i codici validi erano solo quelli delle persone iscritte perlomeno da vari mesi alla pagina.
Buone intenzioni ma poco effettive. Io posso essere fan dei Muse senza mai essermi iscritta al forum ufficiale e leggere 400 forum di fans. In pratica..ho perso una intera mattinata cercando di comprare questi ultimi biglietti, per poi scoprire che il mio codice non valeva...quindi perchè darlo?!


La lunghezza del post mi obbliga a dividerlo in due parti. Domani la seconda parte, o meglio il concerto vero e proprio di sabato scorso al Palacio de Los Deportes.

domenica 23 settembre 2012

Perchè andare a un concerto a Roma deve essere un supplizio e a Lisbona, no?


Per proclamare il concerto dell'anno del 2012, per quanto ancora manchino quattro mesi, l'ultima grande occasione era per i Radiohead, ma stasera fra scaletta, e stonature la banda di Thom Yorke rasenta poco più che la sufficienza. 
Non entrando in dettagli di un concerto che, palco a parte, non mi ha apportato praticamente nulla, affrontiamo l'organizzazione concerti di Roma.
Le scelte principali son poche: PalaLottomatica, Auditorium o Ippodromo di Capannelle.
PalaLottomatica? Sta all'Eur, se c'è traffico ti puoi sparare, l'acustica continua ad essere terribile.
Auditorium? E' caro, e i biglietti finiscono quasi sempre subito.
Capannelle? E' una follia.
Appiccicato a Ciampino, ci metti prima ad arrivare da Madrid con la RyanAir che poi cammini 10 minuti che venendo in macchina da Roma Nord.
L'anno scorso ai Subsonica sono atterata alle 20, e alle 20 e 30 stavo dentro. Prendendo l'aereo alle 17 e 45.
Certo, erano i Subsonica e non i Radiohead, ma comunque oggi siamo usciti di casa alle 19 e siamo entrati a concerto iniziato alle 21 e 40.
Perlomeno se c'è tanto casino fuori, abbiate la decenza di ritardare 20 minuti, che comunque se suonate 2 ore, a mezzanotte non ci arrivate,  mica stiamo parlando dei Cure..
Non so questa sera quanta gente ci fosse là dentro ma sicuramente tanta.
Il posto senza dubbio è capiente, non si stava appiccati, c'era spazio e si sentiva bene anche a 1 km di distanza, peccato che il concerto per me non sia mai veramente iniziato se non forse gli ultimi 40 minuti, malgrado le stonature di Yorke, e la scelta praticamente esclusiva di brani degli ultimi 3 album.

Ma poi il secondo dramma è  stato uscire da là.
40 minuti a piedi più quasi 1 ora e mezza bloccati in un parcheggio che oltretutto pare costasse la modica cifra di dieci euro. Ma siamo folli?
Ma manco uscire dall'aeroporto dell'Urbe con gli U2 era così... ma i parcheggiatori iniziato il concerto son scappati?

Quest'estate Roma si è evoluta un po'...finalmente quasi tutti i gruppi in tour per l'Europa son scesi nella capitale e non si son fermati solo a Milano. Non so come fosse il Rock In Roma con concerti di portata minore (non ci tornavo dai Subsonica del 2011), ma comunque arrivarci è sempre stato un incubo. Un po' come l'anno che tutti i concerti stavano al PalaGhiaccio di Marino perchè il Palaeur stava in ristrutturazione..

In questi anni ho avuto occasione a parte di andare a festival e concerti in Spagna, anche di andare in altre città europee come Londra, Amsterdam e Lisbona, è in qualsiasi , Portogallo compreso, il trasporto non è mai stato un problema.
Barcellona ha il Forum che fra metro, tram, taxi e autobus, nel massimo momento di affluenza comunque in 40 minuti sei tornato a casa.. 
Madrid ha la metro dapertutto e dove non puoi arrivare in metro (vedi RockInRio e Fabrik) c'è un servizio speciale di navette capace di portare avanti e indietro la gente senza farti aspettare più di 20 minuti... l'unico caso estremo è stata la chiusura del Fabrik con Guetta, ma in una cosa del genere in un paese fuori Roma uno sarebbe rimasto là 3 giorni senza poter tornare, a FuenLabrada è stata questione di un'oretta per salire finalmente su un bus.
Poi Festival fuori delle due città principali.. Bilbao? Un po' complicado scendere dal KobetaMundi alle 6 di mattina..ma a metà strada un taxi si trova...all'andata nessun problema.
Fib? Se si è a Oropesa o Marina D'or e si va a un'ora decente/presto tipo le 7, non c'e' nessun problema fra taxi e navetta del Fib.
Già alle 20 e 30, 21, la cosa inizia a farsi problematica..ma è come se facessero un festival in una qualsiasi, piccola, località marina italiana... Ma quando mai ci sarebbe un taxi libero?
Perlomeno fuori dal festival, per tornare c'e' una fermata di taxi, e per quanto bisogna mettersi in fila, la gente la rispetta...e in base all'ora che esci sai se in 20 minuti o in una ora ne trovi uno..
SOS Murcia? Beh si...là è effetivamente un caos. Ma è Murcia...è come fare ora un festival a CampoBasso... a che ora si tornerebbe in albergo?!
Lisbona, il Palazzo dello Sport dove fanno i concerti ha la metro alle porte.
Londra: all'O2 che sta dopo Greenwich, si arriva in bus, in metro e in BARCA sul Tamigi.

Peccato, perchè Capannelle, perlomeno dove era oggi, non sarebbe male come alternativa a livello di spazio e suono, ci si potrebbe fare tranquillamente un festival vero e proprio con un paio di palchi..ma purtroppo come ubicazione e comodità continua a dimostrare platealmente i terribili limiti che Roma possiede per essere considerata una città allo stesso livello delle altre capitali europee, bella si, senza dubbio, ma vivibile assolutamente no.   E fosse solo Capannelle il problema...


Update 12.00 PM. Analizzando il concerto una volta passato lo scazzo post Rock In Roma, probabilmente non è stato manco troppo male. Peccato sia stato tanto lento a incalzare e peccato aver pigliato una delle sere che meno hanno variato la scaletta dell'ultimo tour. I Radiohead non sono freddi, (mai si ha la sensazione che si prova ad un concerto dei Red Hot ), ma dall'altro lato non son riusciti ad arrivarmi ieri sera. Forse mi aspettavo che pur andando disillusa alla fine avrei provato la stessa sensazione dei Sigur Ros la settimana scorsa, ma invece niente, solo con Exit Music, Everything in the right place e poche altre mi è riuscita ad arrivare la stessa sensazione di riempirti di musica che avevo provato la settimana scorsa con gli Islandesi. (Questa frase è più in spagnolo che in italiano)
Il pubblico dei Radiohead comunque è più educato. Il pubblico dei Radiohead riesce a stare zitto in 25000 persone quando Thom si mette al piano. 
Questa cosa è impagabile. Ai Sigur Ros la settimana scorsa avrei potuto uccidere 50 ragazzini in seconda fila aspettando i Justice...







martedì 18 settembre 2012

L'album migliore è THE BENDS. (I Radiohead...)

Sabato prossimo andrò al concerto dei Radiohead a Rock in Roma, posticipato da Giugno dopo il triste incidente che aveva colpito un tecnico del suono in Canada nel giugno scorso.
A Giugno non mi è dispiaciuto che il concerto fosse stato annullato... non ero pronta.  
L'ultimo album non avevo avuto manco il coraggio di sentirlo veramente dopo aver visto il video di Lotus Flowers..
Non ero pronta ad affrontare serenamente un tour di The King of Limbs...ma ora mancano pochissimi giorni, ed ecco improvvisamente spuntare sulle attualizzazioni di Facebook un video postato da un amico che rappresenta perfettamente il mio stato d'animo sul gruppo... un video semplicemente GENIALE che mi trova assolutamente d'accordo su tutto, compreso Ok Computer. (Shhhhhhh)









Ma io lo so, in fondo al cuore, che sabato comunque tornerò a casa dopo un concerto spettacolare...

















 
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