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giovedì 4 luglio 2013

Miglior scenografia live: il pop (Capitulo 2) The Circus starring Britney Spears

Tutti sappiamo quanto conta l'immagine nella musica pop.

Affronteremo questa tipologia di concerti ammettendo la grande lacuna di non aver mai visto dal vivo i progenitori del genere, ne Madonna, ne Michael Jackson, e per quanto sappiamo a memoria il dvd del "Confessions Tour" o il "Live in Bucarest" ci esimiamo da giudizi sul tema, in quanto di principesse e principi, boy band, girl band ne abbiamo viste più che sufficienti

Iniziamo con il concerto che per dimensioni ci è sembrato il più allucinante e può essere meglio definito come musical preregistrato che concerto: il "Circus Tour" di Britney Spears.

Correva l'anno 2009 e la principessa del pop dopo vari anni di crisi e non aver potuto promuovere come meritava il suo quinto album "BlackOut", finalmente tornava sulle scene dopo l'uscita di Circus.


In realtà la setlist del tour si caratterizzava da una più ampia presenza di brani del disco precedente che dell'attuale, e obbiettivamente nessuno poteva dire che Britney fosse tornata in perfetta forma, ma con lo stile di vita che conduceva negli ultimi anni, perdersi questa tourneì avrebbe potuto significare perder l'unica e ultima occasione per vedere uno spettacolo della cantante, e per questo a giugno, eravamo lì presenti nell'O2 di Londra ad uno spettacolo incredibile quanto surrealista, a tema circense.


Il palco era formato da tre piattaforme circolari che permettevano una visione perfetta da qualsiasi punto del recinto, e da un grande schermo sempre circolare che appariva e scompariva dall'alto a seconda del momento dello spettacolo.  Dopo una breve presentazione di Perez Hilton,  Britney appariva in pure stile Michael Jackson, vestita da maestro di cerimonia in mezzo alla piattaforma centrale.
La cantante era accompagnata da un numero indefinito di ballerini, acrobati, trapezisti e tutto era perfettamente curato fino all'ultimo particolare, un incrocio fra uno spettacolo stile "Cirque de Soleil" e un circo degli orrori con uno stile sadomaso.

La cosa più incredibile? La zona vip. Occupando il palco tutto il parterre, era impossibile mettere gente in piedi là vicino, le dimensioni del palco sono state una limitazione geografica per il tour in quanto complicato trovare città dove poter installare una struttura di queste dimensioni ed essere sicuri di fare un sold out in un periodo in cui Britney usciva da una delle crisi personali più nere.
Quindi nessun Diamong Ring!! I biglietti vip, che non ho idea quanto potessero valere, permettevano l'accesso a dei divanetti che si trovavano ai bordi della piattaforma sul palco, ossia direttamente all'altezza di Britney.
Lo spettacolo veniva interrotto da un intermezzo in cui sulle note di "Sweet Dreams" cantata da Marilyn Manson, la principessa del pop si perdeva in una suggerente orgia con gente mascherata (versione extended del video dell'ambigua If You Seek Amy).
Chi ha montato lo spettacolo sapeva perfettamente a che lacune doveva sopperire.


Britney non apre bocca per tutta la durata del concerto, se non un distaccato "Hi London", "Thanks London", "Goodbye London". In un momento arriva addirittura a parlare in playback. Se parla in playback, figuriamoci cantare.
In tutto il concerto non ha il microfono aperto un secondo.

A me sinceramente non è importato. Il Circus tour è come un musical con 90 minuti di remix delle canzoni di Britney, però che al posto di avere un attrice che interpreta la sua parte, ha direttamente lei sul palco. Io spero e credo che il 90% della gente che è andato a questa tournè fosse cosciente di questa situazione.
In alcuni momenti Britney dava quasi tenerezza, completamente sperduta nel medio di quel palco gigante, apparendo da una botola, all'improvviso dall'altra dalla parte opposta. Ballando, correndo, volando, il tutto senza aprire bocca.
Non è strano comprendere perchè il tour, pur essendo il più spettacolare dell'artista, non sia mai stato editato in dvd, a differenza della tourne del 2011.

Per il "Femme Fatale Tour" ci spostiamo a Lisbona. Niente a che vedere con il Circus che era fondamentalmente gay, il Femme Fatale è esclusivamente pacchiano. Palco limitato, nella versione portoghese privo di passerella, spettacolo senza grandi pretese, ma con una novità: Britney canta, non tutto, ha le basi registrate sotto e li' per li' manco te ne accorgi, ma rivedendo i video in casa non c'e' dubbio: la cantante ha finalmente il micro aperto e si può apprezzare in tutte le sue stonature.
Britney balla, Britney è animata, Britney interagisce con il pubblico, parla e sorride. Niente a che vedere con il robot sperduto del tour antecedente. Non a caso, neanche finisce il tour europeo, che a Natale gà è bello e pronto il dvd del concerto.


Perchè parliamo di Britney quindi riferendoci a miglior scenografia o palco?
Perchè a suo modo, Il Circus è uno dei tour di pop più incredibile che io abbia mai visto, e per chi è un poco fan di Britney, è meraviglioso e punto.
Chi la va a vedere, se non è terribilmente ingenuo sa per quello che paga, cosa che non si può assolutamente dire per gente come Beyonce o Black Eyed Peas, che vendono una serietà o un prodotto che in realtà non son in grado di sostenere.
  




ps. anche in questo caso, stiamo in pieno processo di ricerca delle foto e video dell'evento sui vecchi hard disk, tutte le immagini presenti nella pagina son state prese da internet.

mercoledì 3 luglio 2013

Miglior scenografia live: i leds (Capitolo 1)


U2
Una settimana fa e' morto uno dei grandi architetti della musica dal vivo: Mark Fisher.
Suoi sono i palchi di artisti del calibro di Rolling Stones, U2, Lady Gaga e Roger Waters, ed e' stato uno dei piu' importanti a marcare un passo verso il concetto di concerto come spettacolo globale, non solo sonoro ma anche visuale.
La maggior parte dei concerti ormai, a meno che non sian in un festival, non sono solo musica, ma sono anche spettacolo, luci e scenografia, e con questo non ci riferiamo solo ai grandi concerti di musica pop, ma anche agli spettacoli dei grandi del rock, dell'elettronica o della musica indipendente.
Muse
Radiohead, Muse, Massive Attack, Daft Punk sono alcuni fra i grandi nomi che prestano una grande cura e attenzione alla propria messa in scena elaborando generalmente un concetto, aggiungendosi alle star del pop che quasi sempre offrono uno spettacolo che passa in secondo piano le virtu' musicali, del quale esempio perfetto ne sono Madonna e tutti i suoi derivati.
Di esperienza di grandi concerti pop e non qui su BabeMMusic ne abbiamo abbastanza e prima di affrontare il prossimo concerto dei Muse, questo sabato all'Olimpico a Roma, ripassiamo quelli che ci hanno colpito maggiormente in negativo e in positivo, dividendoli per differenti caratteristiche che li distinguono; senza dubbio in questi articoli mancheranno alcuni grandi concerti ma preferiamo descrivere solo quelli che abbiamo vissuto personalmente e non visto in un dvd.


1) Leds, Visuals, schermi e derivati


Da quando nel mercato della musica dal vivo sono entrati i fantastici leds, non c'e' palco di gruppo alternativo vicino al concetto di arte, che ne sia privo.

alarm-magazine.com
Molti si ricorderanno l'impattante palco dei Massive Attack dell'inizio del 2000 realizzato da un collettivo di artisti inglesi chiamato United Visual Artists responsabili anche della famossisima piramide dei Daft Punk nell'ultimo tour del 2006. In ambo i casi l'effetto era impressionante, ed e' complicato dopo tanti anni descrivere l'emozione provata durante il famoso concerto del duo francese del Summercase di Barcellona, che fra suoni, luci, e leds e' stato una delle cose piu' perfette in assoluto che abbia mai visto. 


htto://www.uva.co.uk
I Massive Attack sempre son legati con una profonda relazione all'arte digitale. In apparenza potrebbe sembrare che negli anni si sono un po' ripetuti a messa in scena, cosa in realtà non vera. Nell'ultima tournè di un paio di anni fa, era impressionante il progetto di dataprocessing. Con tema di base l'informazione a seconda del paese, ritrasmettevano negli schermi di leds le notizie piu' importanti del momento. Chi non si ricorda di aver letto nel mezzo di tutte le notizie principali di attualità che apparaivano dietro al gruppo suonando "Tiziano Ferro es gay" , notizia di gossip principale della settimana?!

Parlando di leds e' inevitabile non parlare dei Muse. Come precedentemente giá detto, i Muse sono il gruppo che maggiormente comunica la propria magniloquenza musicale con un palco esattamente proporzionale.
Io insisto che il palco piu' bello dei Muse per me rimarra' sempre quello delle tre torri di leds dell'indoor tour.
L'inizio del concerto con la proiezione sugli enormi cilindri di gente salendo una scala continua ad essere una delle cose più impressionanti che abbia mai visto. Per il resto, già ne abbiamo parlato sufficientemene in altri post.


Leds? Chemical Brothers. In questo caso, più esattamente parliamo dei visuals proiettati sulla tela di leds dietro ai due dj che son un altro dei  grandi momenti della musica elettronica: impossibile non restare ipnotizzati dalle serie di immagini, dai robot e dal famoso pagliaccio che appariva di fondo.

Leds in Italia? Non mi ricordo esattamente che tour era, ma sicuramente un gruppo che perlomeno per una tourne' intera ne ha fatto grande uso sono stati i Subsonica, anche se la cosa migliore del gruppo sempre rimane il supporto della tastiera di Boosta che cambiava ad ogni tour. Indimenticabile quello con le molle.


Oltrepassando il concetto dei leds arrivano i RadioHead nel 2012 con un palco visualmente impressionante che porta ad un ulteriore livello  il concetto di leds e schermi in movimento. Il fondo diviso in due schermi di leds, 10 schermi in movimento che cambiando di posizione possono creare differenti effetti ottici, il tutto completato da altri 5 in alto; peccato che questo palco sia legato ad un triste incidente a giugno dello stesso anno, per il quale hanno dovuto rimandare parte del tour.In ogni caso, una messa in scena incredibile.
Stesso discorso per la famosa piramide di schermi dei Muse dell'indoor tour del 2012

Tornando ai Daft Punk, impossibile non citare il famoso casco che i due francesi indossano, integrato perfettamente nel concetto visuale della piramide e dal casco robotico del duo, arriviamo al famossisimo casco di DeadMau5.
Lo spettacolo del dj canadese è il punto forte dei suoi live.
Malgrado sia complicato comprendere come Zimmerman possa effettivamente fare qualcosa dal vivo con quello che ha in testa per quanto abbia telecamere e schermi per vedere, lo show è visualmente tanto coinvolgente da vincere sulle mancanze che può avere la sua musica, passando da uno stile all'altro e senza distinguersi in particolare per nessun tema.
Il casco è il vero spettacolo e i 3 blocchi di cubi inclinati mappeati sotto la console permettono un effetto 3d che visto dal centro della pista è semplicemente incredibile. Peccato per la musica che non sia al 100% coinvolgente e per questo ad un certo punto può arrivare ad annoiare, essendo principalmente più mero e proprio show che rappresentazione di un concetto.

Parlando esclusivamente di visuals, altro caso interessante è quello Dj Shadow nel tour con Cut Chemist, e il video scratch live, ma venendo da NinjaTunes la cosa non stupisce.
Uno dei rimpianti più grandi che abbiamo, e non aver visto lo show di Amos Tobin nel Sonar del 2012.

A questa categoria più fortemente visuale, forse sarebbe il caso di aggiungere lo spettacolo in 3d di Kraftwerk dato al Sonar di quest'anno, ma per la grandezza dell'evento, è meglio dedicargli un post a parte.

Ps Le foto son prese da altre fonti per internet, in quanto possibile verranno cambiate per immagini scattate nei differenti eventi. Dove e' stato possibile, viene citata la fonte






martedì 2 luglio 2013

Pixies, Pixies, Pixies, Pixies!

Era strano che dopo il Primavera Kim Deal annunciasse la sua separazione dal gruppo, ancora più strana l' uscita di una canzone inedita la settimana scorsa,  ma l' annuncio di un tour europeo stamattina ha superato qualsiasi aspettativa.
A novembre finalmente potremo rivedere in Italia il 4 e a Madrid il 7 una delle migliori band indipendenti della musica in assoluto nuovamente in tour per tutto il vecchio continente, Madrid, Lisbona, Stoccolma, Milano, Londra, Parigi. Francis Black , Joey Santiago e DAvid Lovering saranno accompagnati al basso da KIm Shattuck, al posto della Deal

Per chi non ha mai visto il gruppo è un occasione da non perdere assolutamente.
Black Francis dice che stanno provando 80 canzoni e non avranno una setlist fissa ad ogni concerto.
Insieme ai Cure, i Pixies sono uno dei gruppi migliori al mondo....
Qui lasciò la nuova canzone








Il concerto al PS del 2010 é stato uno dei concerti migliori a cui sono mai andata in vita mia, una setlist incredibile :




Update!!! Dopo aver venduto tutti i biglietti in 2 giorni, i Pixies anunciano seconda data il venerdi 8 sempre nella Riviera.

domenica 30 giugno 2013

Mulafest 2013 @Ifema, Madrid



Il Mulafest è un festival minore di musica e arte urbana. Si svolge in Ifema, la feria di Madrid e offre un ampia sfera di differenti attività: dal graffiti al tatuaggio, passando per lo skate board, il bicicross ed il parkour.  E' una proposta molto interessante e a prezzi ridotti per passare un buon fine settimana immersi nella cultura urbana in tutte le sue sfaccettature. Di giorno, fino alle 21, dentro al padiglione principale della feria son allestiti gli stand dei tatuatori e gli artisti di strada hanno la possibilità di collaborare fra loro, dipingere graffiti ed esporre i propri lavori. Interessante che ci fossero vari stand di società che via web vendono la stampa 3d.


Il festival è diviso in 4 parti: il padiglione degli stand, la parte di microteatro, la parte dei concerti e un'altra parte all'aperto con un parco "parkour", pista di cross e una spiaggia con amache e djs.

Innanzitutto c'e' da dire che essendo in un recinto della comunità di Madrid la sicurezza è massima: ogni volta che si passava da un'area all'altra ti revisavano la borsa, il braccialetto "entrata" e il documento d'intentità per corfirmare che nessuno fosse indocumentato o minorenne.
La prima tanda di concerti del venerdi' sera comprendeva Black Lips, Delorean, Austin Tv, Triangulo de Amor Bizarro e Pony Bravo. 
Purtroppo ieri sera ci è risultato impossibile andare, quindi possiamo solo commentare i concerti di oggi, 
decisamente più hip hop: Uz, Mala Rodríguez & Jekey, Swan Fyahbwoy e Foreign Beggars.


Iniziamo con Swan Fyahbwoy, in pure stile dancehall offre un concerto piacevole e come non ne vedevo dal Brancaleone a Roma, in quanto a Madrid non son mai riuscita a trovare posti con musica di questo stile.

Successivamente Uz, dj trap,  con accenni alla Skrillex e  qualche suono alla Diplo, ma senza il reggaeton dell'ultimo. Ultimamente resosi famoso con il suo "Trap Shit " tape, e con una identità misteriosa, in quanto si esibisce a volto coperto.


Dopo il dj, è il turno della Mala Rodriguez, una rapper spagnola vicina all'R'n'B, probabilmente l'artista più attesa della serata. Non essendo per niente il mio genere devo ammettere che il concerto mi è molto piaciuto, senz'ombra di dubbio è un artista molto trascinante che ha regalato un'ottima ora di concerto, mandando in visibilio il pubblico, che non era molto ma completamente coinvolto.

Il recinto e la gente era perfetto, forse poteva essere un po' di più ma comunque si stava benissimo.
Finito il concerto della Mala, nella spiaggia dall'altra parte, stavano suonando grandi successi come Metallica, The Killers etc, e la gente non smetteva di ballare.
Ultimo concerto i Foreign Beggars, gruppo di puro hip hop inglese.
Rispetto ad altri festival di Madrid, è stato molto più facile tornare a casa uscendo un poco prima dell'orario di chiusura. Festival piacevole, a prezzo accessivile e da ripetere il prossimo anno.




































sabato 29 giugno 2013

Bon Jovi@Estadio Vicente Calderon, Madrid 27/6/2013 (precio amigo)

Ieri sera a Madrid si e' svolto il concerto anticrisi dei Bon Jovi. 
Anticrisi perche' i prezzi oscillavano fra i 18 e i 39 euro per il Golden Circle Premium, il tutto senza spese di gestione e commissioni per la vendita online. Per poter fare ció la band ha accettato di suonare senza cachet.
L'iniziativa e' senz'ombra di dubbio notevole, poter vedere un gruppo di fama mondiale e una carriera di 30 anni a questi prezzi e' un sogno praticamente impossibile, la musica dal vivo e' vittima di un crescente aumento dei prezzi con il risultato che poca gente si puo' permettere andare a vedere i proprio artisti preferiti per arrivare poi, come nel caso dei Muse a Torino giusto oggi, a vendere un biglietto a prezzo ridotto per riempire lo stadio, cosa che eticamente non mi pare particolarmente corretta, in quanto si sa che i fan comprano i biglietti in quanto escono alla vendita o in prevendita. La opzione di VivoConcerti in questo caso e' quella di permettere a chi va a vedere il gruppo stasera, rivederlo domani per solo 30 euro. Un altro precedente 'e stato il caso di Jennifer Lopez nel Palacio de los Deportes, sempre a Madrid, che dopo pochi giorni ha dovuto abbassare il prezzo dei biglietti per via delle scarse vendite.

Ma torniamo a Bon Jovi che son tantissime le cose da dire su questo concerto, dividendo il post in una parte oggettiva e una parte soggettiva. Iniziamo con la prima.
Lo stadio Calderon ha un problema di acustica come tutti i concerti negli stadi; se stai nel parterre vicino, si sente benissimo, se stai nelle tribune laterali si sente accettabile, se stai in curva meglio che te lo senti su spotify a casa. In questo caso, i biglietti da 30 euro erano le tribune piu' vicine, e per quanto l'audio non fosse dei migliori, era comunque accettabile.
La scenografia del "Because we can " tour e' imponente, una carrozzaria anteriore di un Cadilac antico occupa la parte principale del palco, sotto al quale si trova la band, il tutto aumentato da numerosi schermi leds.
Sicuramente e' un palco che si apprezza con una certa distanza.
Jon BonJovi sul palco e' un trascinatore di folle, frontman carismatico che non si ferma un secondo probabilmente dovuto anche dal fatto di dover riempire la mancanza di Richie Sambora. La setlist e' perfetta per chi conosce i grandi successi della band, si da relativamente poca importanza alle nuove canzoni, e conseguentemente la folla e' costantemente in delirio.
Alla seconda canzone il fan club spagnolo aveva organizzato una coreografia con dei cartoncini rossi, gialli e bianchi che quando tutto il pubblico li alzava contemporaneamente otteneva l'effetto ottico di un gigantesco grazie. 

Bisogna dire che la passione che mettono i fans del gruppo  e' incredible, pare che in 4 persone abbiano lasciato i cartoncini in tutte le sedie dello stadio, e stessa cosa pare succeda anche in Italia.
Jon non si risparmia, balla, canta, anima la gente ad essere felice in tempo di crisi accompagnato dal resto della band, dicendo che i fan spagnoli di meritavano comunque questo concerto 
anche in un monento che non possono pagarsi il biglietto. Regala una versione in spaninglish di "Bed of roses", le fan impazziscono.
Il concerto inizia alle 22 precise e finisce alle 00.40, dopo 2 ore e 40 senza nessuna pausa, a parte 1 minuto prima del primo bis. 


I bis hanno sempre un problema, tutti i gruppi tendono a iniziare l'encore sempre con una canzone relativamente nuova e poco conosciuta ed evidentemente non hanno mai l'appoggio del pubblico. In questo caso, succede lo stesso, e passato il primo bis "Love’s the Only Rule" , e finita la partita Spagna-Italia, Bon Jovi esce fuori con una maglietta della "Roja" per festeggiare con il pubblico dopo aver dato il risultato e intonare "Have a nice day".

Successivamente si passa a "Death or Alive" . Segue
 una versione acustica di "Livin on a prayer" e il gruppo fa un accenno ad andarsene, cosa normale secondo la setlist degli altri ma concerti, ma si fermano e dedicano al pubblico madrileno "Siempre", Always.
Gran momento della notte, successivamente chiudono il concerto con These days, come richiesto dai fans.

La set list della serata: 


  1.  
  2. (Jon sings choruses in spanish … more)
  3. (John Fogerty cover)
  4. Encore:
  5. Encore 2:


  6. Domani la critica soggettiva, video e altre foto.
  •  

















Ora il giudizio personale. Senz'ombra di dubbio Jon Bovi e' una star del rock americano. Regge lo spettacolo senza la minima pecca, e da al pubblico tutto cio' che desiderano da lui.
Io con la musica americana ho un problema di fondo, tutto cio' che adoro a parte Pixies e' inglese, e tolta la parentesi Smashing, PearlJam e Red Hot, qualsiasi prodotto americano non e' la mia battaglia.
Come spettatore neutro, riconosco che e' un grandissimo spettacolo, a mio gusto personale e' un'esperienza che ho vissuto, ma non so se ripeterei.
Ci sono concerti che se non conosci le canzoni non importa, ti piacciono da morire uguale, ce ne sono altri che ti vorresti tirare da un ponte.
Non e' stato esattamente questo il caso, anche perche' quando vai con fans, veramente fans, ad un concerto ti diverti uguale solo stando con loro, ma riconosco che ci sono stati momenti che e' stata un po' dura la cosa.
Sono un'icona del rock degli anni 80 e se lo meritano, il mio problema? Non mi piace il rock americano e punto, cio' non toglie che se sei fan e il tuo stile musicale e' questo, il concerto era pazzesco, per l'iniziativa del precio amigo, per la durata, per la presenza scenica di Jon e per la setlist.

A presto i video.
 
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