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mercoledì 15 febbraio 2012

Black Eyed Peas - Estadio Vicente Calderon, Madrid 14/7/2011


Il 2011 è stato un anno denso di concerti, con un par di reunion insperabili che hanno alzato decisamente il livello di aspettativa per svariati eventi, anche se ormai ogni anno è probabile assistere a qualche colosso della musica degli ultimi 20 anni che decide di ritornare insieme spinto da fattori di varia specie, principalmente economici.
Per me il 2011 è stato l’anno del ritorno dei Suede, dei Pulp, di Robbie Williams nei Take That e di Britney che prova imperterrita a fare un altro tour mondiale,ma come ogni anno, c’è un concerto che mi ha colpito maggiormente in negativo e un altro che mi ha colpito in positivo

Iniziamo con il negativo:

Black Eyed Peas,  Estadio Vicente Calderon, Madrid. 14 Luglio 2011.

Perchè ci sono andata? Sinceramente non ne ho idea. La SuperBowl mi ha ingannata.
Sarà per il fatto che avessero come “telonero” David Guetta o perchè ero sicura di trovarmi di fronte ad un gran spettacolo visivo, confermatomi dal fatto che avessero scelto uno stadio e dall’alto prezzo dei biglietti.
Deluse tutte e due le aspettative.
David Guetta alle 20 a luglio in uno stadio non è David Guetta alle 3 di mattina al Fabrik o a qualsiasi festival, e visto il costo del gruppo americano l’unica possibilità era andare in grada in alto, alto, alto..
Ossia, non sentire assolutamente nulla perchè il Calderon è amplificato malissimo, e se esci dalla zona pista, scordati di sentire una canzone in un modo semidecente.

Poi, che senso ha avere il prato di uno stadio quando lo lasci praticamente vuoto per 3 quarti per colpa del diamond e golden ring?
I primi 20 metri sotto il palco, 200 persone scarse , dalla metà stracolmo.
Non so che sensazione possa provocare agli artisti, ma io sinceramente preferirei meno denaro e avere la gente che mi supporta da  sotto il palco, piuttosto che vedere un prato di plastica vuoto.
Io avevo già visto I Black Eyed Peas un paio di volte…una volta al RazzMatazz ai tempi di Don’t Funk with my heart e la seconda a Piazza San Giovanni, al Mtv CocaCola dove erano il gruppo spalla del concerto dei 10 anni dei Subsonica.
Se la prima volta mi erano piaciuti parecchio, anche se esageravano con l’improvvisazione che a tratti diventata decisamente pesante, a Piazza San Giovanni non mi piacquero per niente, perchè son un gruppo da club, dove poter ballare, non un gruppo da piazza.



Poi con I gotta feeling e l’aiuto di David Guetta,  si son trasformati in un gruppo  da grande budget scenografico,( francamente zoro) e son automaticamente aumentati I prezzi e le location.
Ora, dopo aver visto il SuperBowl del 2011, io immaginavo di andare a vedere perlomeno qualcosa di simile…







Scenografia di Leds piu’ che normale, 3 schermi e un ponte sul palco, nulla paragonabile all’opulenza tecnologica che solo un anno prima avevo visto nello stesso stadio con I Muse.
SetList discutibile, in quanto carente di Let’s Get it Started, sostituita da un video a ripetizione dei LMFAO.
Anche questa volta ognuno ha una sua parte e evidentemente si vede come Will.i.am è una spanna sopra tutti, (un po’ il Robbie Williams del gruppo in una reunion)
In realtà il momento migliore del concerto è stato il suo djset psichedeli-tecnologico, durato più o meno 5 minuti. Il resto una delusione.
E che la parte migliore di un live sia un dj set la dice lunga..
Tripudio di leds, effetti speciali?!?!? Macchè… livello scenico, decisamente mediocre.
Musicalmente, io da dove stavo non sentivo praticamente nulla, quindi è complicato giudicare.
Ho letto critiche che lo descrivevano como un concerto incredibile, una messa in scena impeccabile, prezzo del concerto completamente pagato ecc… consiglio a questa gente , di andarsi a vedere un concerto di Mika, Kylie Minogue o Muse…e poi ne riparliamo.
Di gran lunga migliore 5 anni fa al RazzMatazz, quando l’essenza era la musica e l'improvvisazione.


6. "My Humps" (snippet)
7. "Shut Up"
9. "Imma Be"
10. "Joints & Jam"
11. "Bebot" (Apl.de.ap en Solitario)
12. "Glamorous" (Fergie en Solitario)
13. "Big Girls Don't Cry" (Fergie en Solitario)
14. [DJ Set] (Wll.I.Am en Solitario)
15. Video LMFAO Party Rock Anthem
16. "Pump It"
17. "Light Up the Night"
Cierre

IL DIAMOND RING


Da due o tre anni, è di moda, che qualsiasi gruppo da concerto di massa, abbia il fantomatico GOLDEN O DIAMOND RING. (Vip Experience)
Il fantomatico anello è una zona sotto il palco che uno paga più o meno 3 volte il prezzo del biglietto normale, dove con comodo braccialetto di plastica è permessa l’entrata solo ai fan più danorosi, disposti a vendersi l’anima pur di vedere da vicino  i propri idoli.
Tutto ciò ha annullato completamente l’ultilità di dormire dalla notte prima di fronte al luogo del concerto, o entrare correndo per conquistarsi un posto in prima fila.

Praticamente ha annullato l'essenza del fan vero che va a vedere il suo idolo ed è disposto a compiere mille sacrifici per stargli vicino...
I comuni mortali da 80 euro, si troveranno ad una barriera di una ventina di metri dal palco principale, e se tutto va bene al massimo potranno stare vicino alla parte dell’isola o della passarella, ma nella maggior dei casi, là ci saranno quelli del SILVER RING.
Che vantaggi  porta comprare uno dei ring? In teoria un pre o un after show senza il cantante, (previamente avvisato prima dell'acquisto del biglietto), in caso un libretto del tour, e sicuramente passare il concerto praticamente da solo sottopalco.
Il problema è che, io posso capire che ad un concerto di Madonna ci sia qualcuno disposto a pagare 300 euro per vederla a un metro, passi per Beyonce o Kylie Minogue, ma che senso ha un’area riservata in un concerto dei Foo Fighters?!?!

Tre anni fa vidi a Londra il Circus Tour di Britney Spears.. in quell’occasione il pack vip entrance si che poteva valere la pena per un fan in quanto consisteva in un numero ridotto di divanetti situati nella struttura stessa del palco pricincipale, e che permetteva un'ottima visione degli altri 2 palchi circolari sui cui si svolgeva la performance (più che concerto..).

Ma il secondo problema gravissimo è.... quando il cantante si sposta sul secondo palco (isola), e si avvicina un po' di piu' alla gente normale, che penseranno quelli nel Diamond Ring che si vedono mezz'ora di concerto di spalle?!?!?!


venerdì 3 febbraio 2012

Spanish Sounds: Delorean

Solo due volte ho scelto  un gruppo musicale perchè il mio sesto senso me lo diceva: una volta per la copertina del cd, un altra volta per il nome.
Nel primo caso, nel 1996, dal vecchio  Ricordi di via Giulio Cesare, mi comprai un cd perchè la copertina mi piaceva da morire… 
“Attack of the grey lantern” , primo cd degli ormai scomparsi Mansun che si convertirono nel mio gruppo idolatrato dell’adolescenza; la seconda volta andai a vedere una band solo perchè avevano scelto il nome dell’automobile del mio film preferito,  
Delorean, e me ne innamorai al momento.

I Delorean son un gruppo indie elettronico di origine basca, che negli ultimi anni tramite remix e  brani originali si sono avvicinati al mondo della dance europea oltrepassando i confine nazionali iberici, il tutto ottenendo ottime critiche.
Per me conoscerli è stato come trovare un sostitutivo alla mia crisi di astinenza Subsonica in Spagna; 
la prima volta li ho visti nella sala Taboo, a Madrid nell'abito del SuiteFestival, evento di musica indie nell’aprile del 2008.
Li avevo precedentemente ascoltati su MySpace ed erano stati ispirazione di uno 
dei miei primi esperimenti di Modul8, e 
ancora  uno dei miei sogni continua ad 
essere poter curare la parte visual dei loro concerti che 
fino ad ora è praticamente assente.


Il primo album di cui io sono a conoscenza  
ha  decisamente una influenza Robert Smithiana e risale al 2004, da cui viene estratto come singolo “Los Muertos”. 
 Successivamente hanno deciso sviluppare più approfonditamente l’aspetto dance con  Into the Plateau /Transatlantic KK.
Di "Transatlantic KK" non saprei manco che canzone scegliere per consigliare qualcuno al primo ascolto perchè a me piace tutto, ma Metropolitan Death e As time Break off son fra le più note.
 Grande punto a favore del gruppo: cantano 
in inglese ed essendo per lo più 
musica dance, la forza non sta principalmente 
nella voce e nelle parole, ma in ciò che suonano.



Nel 2009 esce l’ep Ayrton Senna, con Deli, piacevolissimo brano dance che segue le sonorità antecedenti, e Season che preannuncia il cambio che li porterà al secondo LP, Subiza, entrato nella classifica dei dischi più 
venduti nazionali.




Subiza si posizionarà poi come secondo
disco nella classifica nazionale dell’album migliore del 2010 di MondoSonoro, subito dopo El Guincho (Tropical Dance) e verrà elogiato e apprezzato dalla critica internazionale.

Ora sinceramente io preferivo il suono di Transatlantic KK, perchè Subiza mi suona molto a Animal Collective, Cut Copy, El Guincho etc che non sono il mio stile di musica…ma lo trovo comunque un gran album.

Delorean sono una realtà della musica spagnola insperata che ne alza decisamente 
il livello qualitativo, piacevoli da sentire in casa, perfetti per ballare in 
discoteca e incredibili dal vivo.
E’ il gruppo spagnolo che si deve conoscere all’estero.

Io non vedo l’ora di risentirli dal vivo e riprovare la carica che possono dare in un festival alle 3 del mattino.

Il concerto migliore che ho visto?
Al RazzMatazz, il giorno del DayDream Festival, evento creato intorno ad un concerto dei Radiohead nel Forum di Barcellona nel 2008.
Finiti I Radiohead, e con la carica incredibile che mi avevano dato, mi rinchiusi in un auditorium ad ascoltare ENEMC, el Ensemble Nacional de España de Música Contemporánea suonare I brani di Ok Computer per orchestra. 
Incredibile, ma alle 21, no all’1 di notte dopo un concerto dei Radiohead, quando l’ultima cosa che avrei dovuto fare era rinchiudermi là a farmi scendere tutta l’energia che il concerto mi aveva dato.
Dopo 20 minuti, scappai di corsa al Razz dove iniziava il festival NightDream, e dove il gruppo principale erano proprio I Delorean, nella sala 1 del Razz. 
Concerto incredibile, adrenalina a mille, degno finale della notte appena trascorsa.

mercoledì 1 febbraio 2012

Il migliore concerto del 2011: Progress Tour, Take That

Senza dubbio, il miglior concerto del 2011.
Inevitabilmente e' la prima cosa che mi viene da dire pensando al passato 18 luglio e riassumendo la notte trascorsa ad Amsterdam assistendo alla Reunion del secolo.(per me)

Mentre il pomeriggio era passato allegramente sotto la pioggia e per caso, così...










..totalmente inconsapevole e beatamente ignorante dei problemi allo stomaco del signor Williams che l'hanno visto obbligato a cancellare giusto la data precedente a Copenaghen, alle ore 18, sul treno, in direzione all'Aiax Arena, una conversazione fra due inglesi di quarant'anni mi getta nel dubbio e nell'incertezza. Vuoi vedere che il "The doctor" che urlavano le fans alla porta del Hotel Dylan era per Robbie?!?!

Il gruppo, giusto la sera prima, ha annullato la seconda data di Copenaghen per via di una intossicazione alimentare che non avrebbe permesso al quinto Take That di partecipare al concerto, e visto che questo è il tour della reunion gli altri quattro hanno deciso di non esibirsi da soli perche non avrebbe senso . (Ora, questo che lo dicano a chi ha viaggiato sabato a Copenaghen che oltretutto era pure weekend..).
Inutile spiegare la sensazione di incertezza e di delusione che ho provato dalle 18 alle 21 e 30, finchè non ho visto Robbie sul palco. 
Se chi legge ha avuto il piacere di poter vedere il tour di "Circus" può comprendere perchè in questo concerto ho riposto le aspettative per il miglior spettacolo pop che posso vedere in anni.

Circus Tour
Il Progress tour è diviso in tre parti: 5 canzoni dei Take That della nuova epoca senza Rw, 5 canzoni di Robbie e una decina di brani dell'album della reunion e della fase storica prima dell'abbandono. 
Il palco è incredibilmente grande,la scenografia imponente e ogni dettaglio è curato fino all'eccesso.
Da quando i Take That si sono riformati nel 2004 bisogna riconoscere  che gli equilibri dei quattro superstiti sono cambiati completamente: se prima Howard e Jason erano due semplici pupazzi appassionati di lapdance messi là per la gioia delle ragazzine più esuberanti ora i due hanno un ruolo, compartendo anche la vera e propria musica e non solo il palco. In questo tour nuovamente no. O perlomeno solo per i primi 25 minuti. Jason, che ormai cantava più di due canzoni a concerto, purtroppo è dovuto ritornare al suo posto.

La sensazione è un po' questa ora vedendo i TT: Gary ha fatto un patto col diavolo ed ha ottenuto tutto quello che da giovane non gli era stato dato. Ha una sicurezza incredibile esibendosi, finalmente suona canzoni rispettabili e con buono melodie, ha tantissimo successo e giustamente meritato, ma sopretutto è quello che è invecchiato meglio.
Questo tour non ha nulla a che vedere con il Beautiful World della reunion che abbiamo visto a Barcellona, Take That in questi 5 anni sono diventati un gruppo di un altro livello, e per questo mi rimetto a consigliarvi la visione del dvd del Circus nuovamente, che è come un "Imaginarium Tour" di Mika, ma con molto più budget.

Mark si vede che è la spalla destra di Gary, finalmente canta, tantissimo, compone e non scordiamoci che sempre è stato il vero alternativo del gruppo, molto più di Robbie. Purtroppo, è invecchiato malissimo, pero rimane sempre il più carino e disponibile.
A Howard, che sempre abbiamo detto che regge per Never Forget, questo tour con Robbie secondo me molto piacere non gli ha fatto.
Jason, sempre uguale, sempre a ballare e pure se canta una canzone ad album a questo giro sa come vanno le cose. 
Se Gary ha firmato un patto col diavolo, Jason ha trovato il siero dell'eterna giovinezza.

Ma torniamo al tour:
Il gruppo supporter non era niente di meno che Pet Shop Boys con un set di 10 canzoni, e l'impressione entrando e vedendoli su quel palco, è che il palco è veramente grande ed impressionante. daltronde basta vedere i precedenti spettacoli, se lì, erano in 4, qua in formazione originale cosa potevano portarsi dietro???

 


Il palco è enorme. Inizia un conto alla rovescia ed esce la formazione attuale, con le luci accesse e senza nessuno sfarzo:
Rule the World, Greatest Days, Hold a light, Patience e Shine, dove finalmente il palco si riempe di colore con pupazzi e ballerini, e i quattro si trasformano nei personaggi del Capellaio Matto di Alice nel paese delle Meraviglie.
Finisce Shine e sullo schermo appare Robbie Williams vestito da coniglio cantando una versione di Srg Peppers. Ed ecco che s'abbassano le luci, e il cantante si tuffa a testa in giù ed inizia "Let me Enterntain you". Inizia lo spettacolo di Robbie, che io non avevo mai visto e senz'ombra di dubbio non è stato al di sotto delle mie aspettative.

Rock Dj mentre le ballerine escono in mano con delle bandiere con il logo del cantante, come se non fosse sufficientemente chiaro che lui , si, che ha avuto successo da solo... Come Undone, Feel e Angels, per la prima volta che l'ascolto dal vivo e si, mi devono nascondere come un'idiota con le lacrime agli occhi.

In quanto finisce Robbie all'improvviso si toglie lo schermo che ha dietro le spalle e il palco si trasforma in una struttura ancora più grande con cinque schermi giganti, acrobati sul fondo che si muovono su questa struttura mentre , solo sul palco , cade una pioggia artificiale fittissima....che cosa ci aspetta da qui in avanti???? Il fatto è che è tutto tan spettacolare che penso che l'unica soluzione e poner el link del dvd del concerto e seguire solo con le mie impressioni.



Mark come sempre è trasversale... può ballare perfettamente con Jason e Howard , cosi' come regge testa alla presenza ingombrantissima di Robbie sul palco.
Durante le prime 3 canzoni Gary praticamente non abre la bocca, è un tripudio di Robbie Williams (E Mark)...SOS, Underground Magazine... dove come ogni boyband che si rispetti devono tirare fuori gli strumenti e "suonare"....nessuno gli ha mai detto che al loro pubblico non gli importa nulla se suonano o no?



e a questo punto , ciò che inizia a succedere sul palco è talmente grandioso che non so veramente come descriverlo. Un pupazzo di legno tipo quello della "Fura del Baus" inizia ad alzarsi da dietro il palco, mentre il gruppo si sposta su una pedana a forma di scacchiera dove Mark inizia a cantare Kids, e dove Jason e Howard ritornano al loro vecchio splendore ingonnellati, ballando breakdance, mentre Robbie sta rappeando. in tutto ciò....Gary Barlow?
Gary ha l'aria del fratello maggiore che vive sornione il ritorno del figlio prodigo e gli permette invadere il suo terreno, ma solo per questo tour.. Per ora non ha praticamente fatto nulla...(Questa è un'impressione successiva notata dalla visione attenta del dvd, perchè sul momento la mia attenzione era fissa a quella follia di palco che si stava creando).

E finalmente Pretty things la canzone migliore del disco, ma la peggiore come messa in scena e oltretutto peccato che è l'unica che dal vivo non è poi cosi' tanto potente...

Robbie sta seduto nella mano del pupazzo gigante e una ballerina sta dall'altra parte della passerella provando a riempire il palco gigantesco.
Tutto è un far notare ai poveri Howard e Jay che sono secondari...quando Mark Gary e Robbie stanno insieme cantando, i poveri due devono andare nelle mani del robot.

Inizia quindi il momento "Revival": in realtà è un po' una presa in giro, nel senso...accennano 1 strofa a canzone e poi iniziano a suonare "A million love song" e Gary finalmente recupera territorio e da qua alla fine del concerto non lo lascerà più.
Mark ci riporta improvvisamente tutte a 15 anni fa sulle note di "Babe" e Robbie ci regala "Everything changes".
Ora sinceramente, Could it be magic ce la saremmo aspettati tutti.
Jason e Howard? Uno con la chitarra, l'altro ai cori.
"Back for good", "Pray" (Robbie non ballare ti prego, non è necessario), e Gary ristabilisce la gerarchia del gruppo, mentre il robot gigante dietro di loro si alza lentamente. 

"Love, Love, love" e il gruppo si siede sul robot mentre indossa delle giacchette di leds, ma finalmente arriviamo al grande momento di Howard, quello che ci provoca a tutti la pelle d'oca e inizia con un..."We've come so far and we've reached so high.." NEVER FORGET!!! 

Mai, mai mi scorderò questa serata... ascoltare Robbie che finisce Never Forget, dopo averlo sentito cantare Angels..
La scenografia a questo punto è talmente pazzesca, che insisto..perfavore guardatevi il dvd.

Purtroppo Never Forget è il momento del "Bajon" dopo l'adrenalina, quello in cui sai che un concerto dei Take That sta finendo, ma per fortuna mi sbaglio.

Il gruppo riesce a cantare "No regrets", scelta azzeccatissima per la situazione..e inizia "Relight my fire", la pacchianata per eccezione che non può assolutamente mai mancare in un concerto del gruppo... per cantare poi "Eight Letters" a luci accese.
Oggi son state tante emozioni...passare 3 ore di fronte a un hotel solo per aver notato un gruppo di spagnole appostate fuori dal cancello senza sapere perchè, vedere uno spettacolo con un palco così allucinante, rivedere il quintetto insieme... l'unica cosa che so è che questo concerto non me lo scorderò mai e veramente, questa volta, è valsa la pena viaggiare. Ritorneranno mai insieme?
Lo dubito...ma la speranza è sempre l'ultima a morire.
Tutt'ora quando sento il cd del Progress Live mi vengono i brividi, non ho mai visto uno spettacolo così grande e così impressionante, e vi consiglio la visione al link qui di seguito prima che lo levino per diritti d'autore.



Take That - Progress LIVE [2011] por f100003099726203



n.d I video son del blog (a parte il dvd intero), tutte le foto non sono originali e sono state prese da differenti fonti su internet che al momento non conosciamo.

Spanish Sounds: Dorian


A Madrid la musica per eccellenza è indie, e il grande gruppo indie spagnolo, progenitori di tutti I successivi, è Los Planetas.

Malgrado sia difficile immaginarlo, l’indie spagnolo è in pieno fermento e ci son decine e decine di gruppi più o meno famosi o già consacrati, come Vetusta Morla, Love of Lesbian, Lori Meyers, Mendetz, La CasaAzul etc etc;
caso a parte sono i Delorean, i miei preferiti. Uno dei pochi gruppi che preferisce l’inglese  (assieme ai Mendetz) e quasi l’unico che con la sua elettronica ha attraversato le frontiere iberiche. 
La cosa curiosa è che il 90% di questi gruppi ha origine nei Paesi Baschi o in Barcellona, mecca dell’elettronica, ma proprio per questo motivo negli anni in cui io ho vissuto nella città catalana non ho mai sentito parlare di nessuna delle band sopracitate.

Dorian è un gruppo indie electropop originario proprio di Barcellona, con in attivo 3 album di discreto successo in tutta  la penisola Iberica.

Sinceramente è un gruppo, che se fosse italiano è probabile che non ascolterei, ma

devo riconoscere che da quando mi son traferita a Madrid, già li avrò visti dal vivo perlomeno 7 o 8 volte negli ultimi 3 anni.
I testi sembrano più adatti  ad un pubblico  adolescente, ma per  lo stile di musica electropop,  hanno un pubblico più vicino ai “gafapasta” (radicalchic) del Primavera Sound che alle adolescenti di Federico Moccia e gli Zero Assoluto.

Il grande boom è arrivato con il secondo album “El futuro no es de nadie” e il brano “Cualquier otra parte”,  un vero e proprio  inno generazionale dei venticinquenni spagnoli, canzone che mi ha permesso conoscerli e che dopo averla ballata notte dopo notte nelle discoteche indie madrilène è diventata un classico anche per me.
Il precedente riferimento a Moccia non è casuale: I brani portanti del terzer album “La ciudad subterranea” fanno parte della Colonna Sonora del discutibilissimo remake spagnolo “Tres metros sobre el cielo” (addirittura peggio dell’originale) ma la cosa non ha influito su un peggioramento del target di riferimento del gruppo (diciamo che “Incantevole” dei Subsonica è stata centomilioni di volte più dannosa per Casacci) e proprio una di queste due canzoni “La tormenta di arena”, a mio parere è una grande hit.
E' una canzone che ha qualcosa, e anche se facile come testo, io la considero una delle mie canzoni preferite spagnole.

Ho assistito a differenti live del gruppo, e in un paio d’anni posso dire di averli visti progredire.  Il cantante Marc Gili è migliorato decisamente rispetto ai primi concerti visti, lasciando da parte l’aria da chulo (uno che se la tira) e avvicinandosi più al pubblico.
Malgrado non abbia una grandissima presenza vocale, per il loro stile di musica ci sta tutto. 
Da una parte mi ha conquistato anche la decisione di utilizzare come intro all’encore negli ultimi concerti una versione di “A forest” (Grazie Robert di esistere)… anche se il risultato non è perfetto, l’intenzione è buona.
L’ultimo concerto a cui ho assistito è stato a novembre passato nella Sala Joy Eslava di Madrid, la partecipazione del pubblico e l’interazione migliorata del cantante mi ha lasciato un buon ricordo e spero vederli presto in qualche festival estivo; non so esattamente cosa hanno, ma hanno qualcosa che me li fa preferire di molto al resto delle altre proposte spagnole.
Secondo me, meritano molto, ma molto più  successo loro, che i Vetusta Morla.

Setlist della gira final de “La ciudad subteranea”

1.         Veleros 

2.         Verte Amanecer 

3.         Domingo Perfecto 

4.         Corta el Aire 

5.         Al Final de la Escapada 

6.         Paraísos Artificiales 

7.         Más Problemas 

8.         Te Echamos de Menos 

9.         Lucha de Gigantes (cover Nacha Pop) 

10.       Estudios de Mercado 

11.       Cualquier Otra Parte 

12.       La Noche Espiral 

13.       La Mañana Herida 

15.       Encore:
16.       Tan Lejos de Ti (acústica) 

18.       Las Malas Semillas 

19.       La Tormenta de Arena






 
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