TRENDING

sabato 1 novembre 2014

Bime 2014 : Venerdi 31/10/2014

Ieri sera iniziava la seconda edizione del Bime Live, il festival autunnale fratello minore del BBK Live, che da 2 anni si svolge nel Bec di Barakaldo, nei pressi di Bilbao.
Il Bime Live e' il finale di una settimana di conferenze sull'industria musicale chiamato Bime Pro.

L'evento si divide in 2 serate, nella prima l'headliner son stati i Placebo, nella seconda i più attuali The National.

Il Bime è un evento minore rispetto agli altri festival spagnoli  e si svolge dentro 2 paviglioni della Fiera di Bilbao,  con un totale di quattro palchi: due più piccoli attaccati uno all'altro, uno principale più grande e un palco nel teatro.

Il primo dato che sorprende è che il Bime è un festival per gente "anzianotta", impressione confermata poi anche nella seconda serata; Pochi adolescenti universitari, e tanti quarantenni coi capelli bianchi e l'occhiale da intellettuale.

Il secondo è che l'offerta musicale è abbastanza etereogenea e non è chiaro comprendere quale sia il target di riferimento.


Foto tratta da bi.fm (Rhythm and photos)
Arrivati in ritardo, la prima artista che riusciamo a vedere è Macy Gray.
La cantante si presenta con una discreta dosi di alcol nelle vene ma riesce comunque a mantenere un gran concerto, forse un po' troppo funk convenzionale e concentrado nella presentazione dell'ultimo album. 
Dato curioso per capire un po' la tipologia ed età del pubblico in sala è che la canzone con più partecipazione è stata senz'ombra di dubbio la cover di "Creep" dei Radiohead.

Finita Macy Gray, si arriva al piatto forte, per me, della serata: Basement Jaxx.
Grandissimo spettacolo, si balla e tanto. Basement Jaxx non solo si concentrano sulla presentazione del nuovo apprezzatissimo Junto, ma suonano quasi tutte le hits che hanno sfornato durante la loro lunga carriera.
Peccato che il concerto suoni malissimo, non si riuscivano ad apprezzare le voci delle vocalist vestite da nuvola ed arcobaleno, tutto suonava uguale e compatto. Un alternarsi di voci differenti, che non mi hanno fatto assolutamente rimpiangere , se non per il suono, il concerto che vidi sempre in Bilbao nel 2009, questa volta nel BBK.
Purtroppo con il ritardo di Basement Jaxx è impossibile aver tempo per andare a vedere i Divine Comedy nel teatro, ed à la cosa di cui mi pento di tutta la serata, ma mi sarei pentita di più ad abbandonare il concerto prima di ascoltare Never say never..




Finalmente arriviamo a Placebo.
La prima cosa che salta alla vista è che Brian Molko nel corso degli anni sta subendo una trasformazione fisica facciale pari a quella di Robert Smith. I pomuli sono già un po' troppo innalzati per l'età del cantante....e pensare che 15 anni fa era uno dei sex simbol della musica...

Foto tratta da bi.fm (Mick Habgood)

Il concerto dei Placebo è stato fortemente criticato per via della setlist, francamente non mi pare sia nulla di nuovo e ammiro la gente che continua ad andare ai concerti senza entrare in setlist.fm, io non sono capace e preferisco non averec aspettative più alte di quello que potrò vedere. 
La band di Brian Molko va in tour ogni anno interrottamente e sempre predilige presentare l'album in promozione piuttosto che suonare i grandi successi, non mi pare una grande novità e questa volta non hanno fatto diversamente.
I Placebo dal vivo hanno un suono perfetto, Brian Molko canta quasi meglio che in disco e il resto della band non suona da meno, pur duplicando in tour il numero degli strumenti con 3 o 4 tournisti in più rispetto alla formazione originale.
C'e' da dire che essendo fra i gruppi che ha annullato più concerti nel corso della propria carriera semplicemente solo perchè qualcuno del pubblico disturbava filmando con una telecamera familiare, con gli anni son diventati un po' piu' gentili e hanno un minimo d'interazione con gli spettatori, in questo caso cercando di parlare in spagnolo.
(n.d.r il gruppo suona un minimo di 3 volte all'anno in Spagna)
In ogni caso, si conoscano o meno le canzoni, il sound del gruppo è incredibile e pur essendo un gruppo che io ho considerato sempre secondario, tutto posso dire tranne che l'ho trovato un concerto noioso o al di sotto delle mie aspettative.
Senz'ombra di dubbio ho preferito ascoltare Meds, Every you and every me, Special K, The Bitter End o InfraRed piuttosto che il nuovo disco, ma c'è anche da aggiungere che le canzoni di Loud Like Love suonavano comunque meglio delle vecchie hits.
Dai Placebo passiamo ai Belfast Fm, gruppo elettropop islandese, a dispetto del nome. 
Perfetti a quest'ora della notte, il gruppo ha fatto ballare tutti quelli che hanno deciso non abbandonare il festival dopo la delusione di non aver ascoltato quasi nessuno dei singles più potenti degli inglesi.
Fra le varie canzoni suonate, ha spiccato una cover di Wonderwall degli Oasis. Il gruppo, non è sicuramente una band che vedrei fuori da un festival, cosa che vari anni fa pensai anche dei Crystal Fighters. Spero di sbagliarmi nuovamente e che anche loro facciano una buona carriera.
Finiti i Belfast Fm di questa prima serata del Bime rimane ben poco...djs mettendo house senz'anima ed e' quindi meglio ritirarsi per arrivare freschi al giorno successivo che il festival chiuderà con Delorean.

Le impressioni del Bime dopo questa prima serata son state principalmente che non c'era una grande assistenza di pubblico, che i Basement Jaxx non avevano fatto il soundcheck, che Brian Molko è invecchiato da morire, che i baschi bevono tantissimo kalimotxo anche ai festival e che alle 3 di mattina qualsiasi gruppo di electropop è meglio di un dj mettendo house.

Chissà domani.

giovedì 30 ottobre 2014

LET ME ENTERTAIN YOU TOUR 2015.

Un post solo per questo??
SI!




25 de Marzo de 2015 - Madrid
27 de Marzo de 2015 - Barcelona

Giovedi 6 novembre i biglietti in vendita su tickets.robbiewilliams.com



5 NOVEMBER: SPAIN PRE-SALE
Tickets for Madrid and Barcelona will be available in the RobbieWilliams.com pre-sale from 10:00 CET for 24 hours.

sabato 18 ottobre 2014

FabiSilvestriGazzé: "Il Padrone della festa" European Tour @Madrid



Vedere un artista all'estero è un'esperienza molto differente rispetto ad uno spettacolo visto in patria, che sia Ligabue come che siano la Bandabardó o Vinicio Capossela...cantanti o gruppi da stadii, centri sociali o piazze, si presentano in una dimensione domestica di un teatro, una sala o una discoteca, riproponendo l'intimitá dei loro primi concerti.
Fabi, Silvestri e Gazzé nel mese di ottobre hanno girato tutta Europa, proponendo una serie di concerti unici che ho avuto il priviligio di poter vedere a Madrid.
Innanzitutto una premessa: "Il Padrone della Festa" e' un disco prevedibile conoscendo le carriere solitarie dei tre artisti, si sa perfettamente che parte canterá Fabi, che parte toccherá a Gazzè e come chiuderá Silvestri, pero' é proprio la sua previsibilitá che ne fa un disco da ascoltare e riascoltare.
E`un disco piacevolissimo che prima o poi doveva arrivare, un'opera risultato della scuola romana di musicisti (e attori) con cui son cresciuta prima di abbandonarmi alle influenze piú oscure ed elettroniche di Bluvertigo e Subsonica.
Pur stando a Madrid, la sensazione che ho provato al concerto e' stata un po come stare a Roma, un salto nel passato che mi ha ricordato i venerdí sera al "Locale" dove andavi e ti incontravi a Mastrandrea, la Cortellesi o Silvetri,  uno dei concerti che ho apprezzato di piú nell'ultimo anno.

A Madrid, il pubblico e' nella maggioranza italiano, e come ogni concerto "nazionale" si divide in varie tipologie.
Il pubblico Erasmus che viene solo perche' suona un gruppo italiano ma conosce solo Saliró, il pubblico fan che viene direttamente dall'Italia per vedere un concerto in sala invece che al PalaLottomatica e possibilmente cerca di fare piu' date a paese (molto probabilmente oggi chiuderanno il tour a Barcellona)e infine il pubblico che va da solo o si porta un amico spagnolo a cui tocca spiegare tutto il concerto chi sono e che cantano.
In questo caso la spiegazione era "Gazzé un poco loco, mola mucho...Fabi cantautor, mas clasico pero muy muy bien...Silvestri el mejor, no se que musica,es muy muy de izquierda pero no como jovanotti..". (Parole sentite da 2/3 ragazze durante il live molto simili a come ho descritto io il trio, senza riferimenti a Jovanotti)

Non c'e' band, ci sono solo loro 3 sul palco, una drum machine e pochi strumenti a cui Fabi e Silvestri si alternano. Insisto, una esperienza unica.

Si inizia con "Alzo le mani" la track apri album e da subito e' chiaro che il concerto che sto per vedere non e' il classico tour promozionale del nuovo disco ma un concerto fra amici dove ognuno canterá le sue canzoni migliori.
A colpi di una canzone a testa del proprio repertorio intervallata da una del nuovo disco le quasi piú di due ore di concerto passano 
rapidissime. Gazzé e Fabi si intercambiano canzoni, Silvestri spicca ma non fa ombra a nessuno, il cantautore malinconico, l'artista eccentrico e "quello di sinistra" formano un trio in cui ognuno apporta le propria qualitá individuali ad uno spettacolo unico.


Fabi, traduttore della serata, traduce un "Claudio Baglioni" cantato da Silvestri con un "Alejandro Sanz"...esattissimo!

La grande chiusura spetta a "Cohiba" e mai come in questo momento, mentre tutta la sala sta gritando "Venceremos adelante 
o victoria o muerte"  penso che la definizione molto limitativa che ho dato ai miei amici spagnoli per spiegare la musica di Silvestri e' stata perfetta.

Consiglio a chi vive all'estero di recarsi a qualsiasi concerto italiano che corrisponda minimamnete ai propri gusti musicale, veramente ne vale la pena. Sempre e quando non si viva a Barcellona e l'evento non sia nel Loft del RazzMatazz e il gruppo non si chiami Subsonica...la differenza fra Italia e Spagna inq uesto caso e' impercettibile. 




Una setlist approssimata del concerto di Madrid:
Alzo le mani
Monetine 
Cara Valentina
Una buona idea
Il mio nemico
Life is sweet
Sirio
Prima di essere un uomo
Vento d'estate
L'amore non esiste
Le navi
Il negozio di antiquariato
Mentre dormi
Costruire
Il flamenco della doccia
Capelli
Y10 Bordeaux
L'amore pensato
La favola di Adamo ed Eva
Lasciarsi un giorno a Roma
Salirò


Sornione
Una musica può fare
Gino e l'Alfetta
Sotto casa

Cohiba.



Grazie Max, Niccoló e Daniele per la bellissima serata, spero rivedervi a Roma.












venerdì 26 settembre 2014

Autunno a Madrid 2014 - Ottobre/Novembre

Quest'anno l'inizio della stagione dei concerti indoor si presenta piuttosto debole rispetto all'anno passato.
A Madrid purtroppo e' sempre piú complicato andare ad uno spettacolo musicale decente, e il problema della capacitá delle sale poco rispettata fino ad ora ha creato una situazione nella quale trovare un concerto interessante veramente e'quasi un miracolo.
Qualche concerto appetibile comunque c'é : da Delorean, a Morrisey passando per Fabi Silvestri e Gazzé che presenteranno il nuovo disco "La voce del padrone" nella Sala But il 10 di ottobre.

Qui di seguito un breve elenco degli eventi principali:

4 Ottobre - Delorean - La Casa Encendida
9 Ottobre - Morrisey - Barclaycard Arena (il Palacio di tutta la vita)
10 Ottobre - Fabi, Silvestri e Gazzé - Sala But
13 Ottobre - Kylie Minogue - Barclaycard Arena
18 Ottobre - Yann Tiersen - La Riviera
22-23 Ottobre - Jamie Cullum - Teatro Circo Price
25 Ottobre - Anastacia - Palacio de Congresos
31 Ottobre - Passenger - Sala Arena
31 Ottobre - Paul Krankbenner - Fabrik
1 Novembre - Elton John - Barclaycard Arena
15 Novembre - Enrique Iglesias - Barclaycard Arena
20 Novembre - One Republic - Barclaycard Arena
25 Novembre - Ed Sheraan - Barclaycard Arena

giovedì 25 settembre 2014

Jason Orange lascia i Take That.

Quando, alle 23 di sera, scopri che Jason Orange e' trending topic pensi che due sono le possibilitá:
o siamo tornati indietro nel tempo di 20 anni, o gli e' successo qualcosa.
Jason Orange sempre e' stato il "cubista" dei Take That, e per la prossima avventura insieme ai suoi compagni di vita, questa volta ha detto no, un po' come Victoria Beckam, ma senza avere la sicurezza economica di aver creato un impero con suo marito.
Quando il gruppo si separó dopo l'abbandono di Robbie nel 1996, mentre Gary e Mark tentarono le carriere soliste senza successo, Howard e Jason caddero nell'oblio praticamente da subito.
Jason si dedicó alla carriera d'attore partecipando a qualche show televisivo e facendo molto teatro, fino alla reunion della band nel 2006  lavorando al nuovo album Beautiful World, dove per la prima volta ebbe il privilegio di cantare un brano da solista "Wooden Boat".
Da questo momento in poi, Jason ha l'onore di avere una traccia a disco, in Circus nuovamente ha l'occasione di cantare How Did It Come to This, e in Progress Affirmation.

Evidentemente questi tre brani non hanno avuto nessuna ripercussione nei live, totalmente centralizzati su Gary Barlow e Mark Owen, e nell'ultima occasione dalla presenza ingombrantissima di Robbie.
Howard e Jason sono stati sempre piú condannati alla figura del cubista di fondo, e probabilmente con gli anni la situazione ha iniziato a pesare, per quanto nei primi tour dopo la reunion fosse meno esagerata rispetto ai concerti precedenti, per poi precitare nuovamente nel Progress Tour.
Se i Take That in questo momento possono ancora dire di essere un trio, lo devono solo al fatto che Howard canti "Never Forget" , la canzone per eccellenza del gruppo, perche' se no, ho grandissimi dubbi che dopo tutti questi anni, anche il rasta del gruppo possa continuare a sopportare l'egemonia di Gary e quella che Mark si e' conquistato per riformare il gruppo.

Se non fosse per il fatto che penso che Jason d'ora in poi si dedicherá semplicemente a godersi i soldi guadagnati negli ultimi anni sul cubo, aprendosi una scuola di danza o partecipando a qualche talent, mi piacerebbe pensare che possa tenere la stessa sorte di Robbie, che se ne andó per non cantare piu' di una canzone ad album...   solo spero che eviti di concedere concerti privati a qualsiasi magnate russo, pratica veramente infelice a cui Williams e'consueto..

Jason comunque mancherá con i suoi balletti inconfondibili, la sua lap dance, il suo sedere di fuori , ma sopratutto con il buon carattere che ha trasmesso in questi 20 anni.

Ed ora, che farà il trio????


Qui in seguito il comunicato officiale della pagina web dei Take That, tradotto da Soundblog


Ho passato i migliori anni della mia vita con i Take That e vorrei ringraziare tutti quelli che hanno preso parte a questo viaggio, inclusi Gary, Howard e Mark che per me sono e restano dei fratelli. La mia gratitudine va specialmente ai nostri bellissimi e sempre fedeli fan, senza i quali nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile. Grazie.






Al termine del Progress Tour ho cominciato a chiedermi se fosse arrivato il momento giusto per porre fine alla mia avventura con i Take That. All'inizio dell'anno i ragazzi della band hanno cominciato a scrivere materiale per il nuovo disco, materiale di cui sono a conoscenza e che ha tutta la mia benedizione.
Non ci sono stati litigi tra noi, si tratta solo di una mia decisione: non voglio più fare questo nella vita. So quanto a Mark, Gary e Howard piaccia scrivere e fare musica e loro sanno bene che avranno il mio pieno supporto nel portare avanti quello che sarà un nuovo capitolo per la band.   

Jason Orange


e la risposta dei tre superstiti:



È un giorno triste per noi. Il fatto che Jason lasci è un'enorme perdita dal punto di vista professionale e ancor di più da quello personale. Un paio di anni fa Jason ci aveva detto che aveva alcune riserve all'idea di continuare questa avventura con noi ma abbiamo sperato che, dandogli tempo e spazio, avrebbe alla fine deciso di rimanere nella band.
Non è andata così e noi lo accettiamo rispettando pienamente la sua decisione che sappiamo non essere stata per nulla facile. L'energia e la convinzione di Jason rispetto a quello che il nostro gruppo avrebbe potuto raggiungere, ci ha aiutati ad arrivare dove siamo oggi e noi gli saremo eternamente grati per l'entusiasmo, la dedizione e l'ispirazione che ci ha regalato nel corso degli anni.

Gary, Howard e Mark









* Tutte Le foto sono delle rispettive pagine da cui son linkate

martedì 23 settembre 2014

Subsonica Una nave in una foresta. Impressioni primo ascolto

1- Una nave in una foresta.
   
Canzone che da il nome all'album. Relativamente oscura, immagino la piú oscura del disco visti i singoli giá pubblicati.Samuel ha iniziato a cantare troppo bene negli ultimi dischi, e la sua voce perfetta ha perso in spontaneitá. Comunque la canzone non e' affatto male e ricorda atmosfere subsoniche...una versione evoluta mix fra amorematico e terrestre. Evoluta ma non per forza migliore.

2- Tra le labbra

Atmosfera densa e cupa,a primo ascolto forse il brano piu' interessante fra i 4 giá sentiti. Continua Samuel a non convincere al 100%, il ritornello rompe un poco.


3- Lazzaro

Ormai abituata alla canzone, mi sembra "Un diluvio" venuta male.
No. Anche se rispetto a "Di domenica" sicuramente quasi un capolavoro..
Non sono di questa generazione di fan Subsonica , e difficilmente mi ci abitueró.

4- Attacca il panico.

Attacco molto buono. Finalmente la voce di Samuel che volevo sentire, un po "Corpo a corpo". Questa canzone ha grandi potenzialitá dal vivo.


5- Di domenica.

No. Sembra la canzone perfetta per la colonna sonora di un film di Moccia stile Amore 14. Boccio e riboccio. Ma con la canzone precedente non si faceva piú bella figura come singolo?
La base comunque non e'  male, ma il testo, la voce perfetta di Samuel tipo Piccola Istrice, no. Io c'ho 33 anni e voi 40 e passa.


6- I cerchi degli alberi

Io questo stile inconfondibile dei Subsonica degli ultimi anni non so a che cosa mi ricorda. Da "Cieli e "nonsoche" liberi" non e' male..ma non so se questo genere "Subsonico" mi riuscirá mai a convincere al 100%. Ma a che assomiglia?


7- Specchio

Ma questi sono i Velvet o i Subsonica?


8- Ritmo Abarth.

Forse ci siamo. Una canzone Subsonica in condizione. Vediamo il ritornello. Ok nel ritornello non ci siamo del tutto, la canzone si regge molto bene, e' difficile dire ancora quale sia la migliore del disco ma questa ha grandi possibilitá.


9- Licantropia

La unica che ho bisogno di sentire 2 volte. Non e' male, e' la classica canzone non male di riempimento da album di Subsonica, comunque molto meglio dei singoli, ma riempimento. Pero' la parte di rap proprio non ci sta.


10- Il terzo Paradiso.

Sembrava all'inizio la classica traccia dance a cui siamo stati abituati negli ultimi dischi come "Il centro della fiamma" o "Alba a quattro corsie", ma purtroppo rimane piu' simile a un "atmosferico", non essendolo, con i ritmi del primo Subsonica, il giusto punto d'arrivo dello stile Subsonica odierno.



Nel complesso dopo un primo ascolto l'album e' ancora ingiudicabile.
Non colpisce ne' in bene come fu con "L'eclissi", ma neanche in male, singoli a parte. Senza dimenticare che da questo ascolto i testi sono stati completamente ovviati.
Merita comunque una secondo ascolto per poterlo giudicare, sopratutto in condizioni migliori e non su Deezer e con delle cuffie di pessima qualitá.
Rimane questa sensazione che chi e' cresciuto con i Subsonica ha evoluzionato musicalmente, mentre loro sembrano cercare mantenere sempre lo stesso target di pubblico fra i 18 e i 25.









 
Back To Top