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mercoledì 21 agosto 2013

Robbie Williams: la musica al cinema senza la censura del montaggio

Avvertenza: Questo non è un post sui Take That anche se dalla premessa possa sembrarlo.
Quando a 14 anni adoravo i Take That il mio preferito era Mark Owen, ma mai dubitavo del fatto che una volta che il gruppo si fosse separato l'unica persona che aveva sufficiente talento e carisma per trasformarsi in una super pop star fosse Robbie Williams.
Son conosciuti i motivi di abbandono del gruppo da parte del piu' giovane dei 5.. talento frustrato dalle regole della boy band, consumatore di alcohol e droghe, leone in gabbia sotto l'egemonia di Gary Barlow, tanto che dopo "Nobody else", unico album in cui Williams non canta solo neanche una canzone era logico abbandonasse. Con Freedom molti lo avevamo dato per morto, ma e' bastato che uscisse "Life they a lens" e i suoi numerossisimi singoli per capire che ci sbagliavamo.
Io Robbie non sono mai riuscita a vederlo in un concerto.
L'ho visto a Milano nel 98, agli Ema  cantare Millennium e l'ho cercato nella festa successiva dove purtroppo vidi solo a Natalie Appleton, sorella della sua ragazza del momento rubatole poi dall'ex amico Liam Gallagher da cui poi nacque "Moonson".
Poi l'ho visto ad Amsterdam, nel Progress Tour, rischiando di non vedere ne a lui ne ai suoi compagni di gruppo, per via di una intossicazione che si prese a Copenaghen per colpa di un'aragosta, e i suoi 20 minuti cantando 5 canzoni mi sarebbero valsi il concerto intero della reunion dei Take That che in ogni caso, da buona fan, e' stato uno dei concerti piu' emozionanti che ho visto in vita mia.
E ieri l'ho visto al cinema.

Era la prima volta che provavo l'esperienza di vedere un concerto in diretta in retrasmissione e non sul posto, e francamente ero molto scettica, ma dopo le due ore passate ieri in sala non ho dubbi ne sia valsa completamente la pena.
Per quanto puo' sembrare strano, andare al cinema a vedere una retrasmissione a tempo reale di un concerto non ha niente a che vedere con vedere un dvd in casa, ed esattamente come lo spazio del cinema converte la visione di un film in una esperienza differente rispetto ad una domestica, vedere un concerto in questo spazio lo mostra in maniera differente, perfetta a livello di immagine e suono e con la possibilita' di non perdersi neanche un dettaglio. 


Oltre a questo il punto principale e' la mancanza assoluta di montaggio, e vedere la realta' del concerto cosi' come sta passando in quel momento, con i suoi pro e contro.
Nel caso di Robbie Williams il pro che si apprezza di piú e' la mancanza assoluta di censura a differenza di ció che passa nei suoi dvd; che l'artista sia cresciuto, maturato e diventato padre, non toglie che non possa far a meno del suo personaggio di schizzato ribelle con continue cadute nel politicamente incorretto come nel caso di una ironica apologia delle droghe, E' complicato credere che molto non sia un ruolo che ormai tiene stabilito, ma non possiamo dimenticare che come lui anche il suo pubblico e' cresciuto, con una eta' media di minimo 30 anni,che lo autorizza a continuare a dire quello che gli pare.

La diretta annulla la censura, e Robbie Williams parla senza freni per le 2 ore di concerto.
A parte ció che dice, in questo megashow che puo'essere visto contemporaneamente in tutta europa, di improvvisazione ce ne e' poca, e non sorprende leggere che il momento che canta "Baby one more time" quando se ne va dal palco, appaia in tutte le setlist del tour.
Robbie e' uno showman incredibile, a prescindire se possa piacere o meno la sua musica. Come ormai di rito, si presenta volando sul palco, e inizia a divorarsi la scena con il classico "Let me entertain you".

Si iniziano quindi a provare i primi fastidi del cinema, non si puo' ballare, non si puo' cantare, solo si puo' apprezzare uno spettacolo come mai potremmo fare in uno stadio.
La setlist e' equilibrata, poco del nuovo album e per la maggior parte grandi successi, le due ore passano volando.
Iconograficamente e' un eccesso del suo ego. Tutto e' a forma della sua testa. Se coi Take That mi sopresi per l'eleganza dell'ultimo tour, con Robbie tutto e' troppo, ma dal vivo l'impatto visivo deve essere incredibile.






Dice che a 3 ore del concerto lo stavano per annullare per un forte mal di schiena, ma grazie alle droghe e' sul palco questa sera. Io non so se e' un caso, ma due volte l'ho visto dal "vivo" (se cosi' possiamo chiamare l'esperienza di ieri sera), e due volte stava per annullare il concerto perche' malato. E' un classico di Robbie?
Sulle note di "Walk on the wildside" canta Never Forget, sul riff di "Highway to hell" inizia Kids.
Prende una ragazza dal pubblico, casualmente ha 29 anni, quasi giovane per la media, come siamo invecchiati noi fans dei Take That!

Per piu' della meta' del concerto mi domandavo a che serviva quel fondo gigantesco con in mezzo solo la sua testa perche' non veniva utilizzato per proiettare video, fino alla seconda parte del concerto dove si puo' apprezzare in pieno la scenografia.
Con "Me and my monkeys" i visuals sono mappeati sulla faccia gigante del cantante con un curioso morphing fra il suo viso e una scimmia, al centro di un enorme schermo di leds con proiezioni.
Per Rock dj le teste si trasformano in palle da discoteca, a Rudebox il palco si riempe di orsetti di gomma.
Il finale con "Feel", "She's the one" e "Angels" e' l'apoteosi per noi fans, e meno male che stando al cinema, vinceva la vergogna sulla commozione, che Già troppo abbiamo pianto sulle note Del grande successo di Robbie.
Una cosa ho capito dopo la diretta di ieri sera: se un giorno mi compro un biglietto vip, me lo compro per lui.

Robbie non e' mai stato la mia principale passione, musicalmente ha dei singoli potentissimi ma ha anche tantissime canzoni di ripieno, pero' e' un grandissimo interprete, un grande show man con una grandissima voce. Semplicemente e' un animale da spettacolo, e deve essere stata dura per Gary cercare di tenerlo in secondo piano per anni.

Non penso mi ricapitera' facilmente di avere l'occasione di vedere un concerto in diretta al cinema come ieri sera, pochi sono gli artisti che hanno la sicurezza di giocarsela in eurovisione dal vivo, soprattutto nel mondo del pop.
Quando ironicamente salutava agli spagnoli presenti a Tallin dicendo che meno male stessero li' perche' tanto lui in Spagna non va, ho compreso che si, vale la pena viaggiare per vedere un suo spettacolo e non solo per quando torna con i Take That.

Nel cinema mi é mancato ballare, cantare, ma ho potuto vedere un concerto in diretta come mai l' avrei potuto apprezzare dal vivo, e confermare l'idea che RObbie WIlliams sia veramente, come lui stesso dice, una super pop star come pochi negli ultimi anni, é che come carisma se li mangia tutti.
Le foto sono tutte prese da internet ad eccezione dell'unica dentro al cinema, le fonti sono varie fra cui robbiewilliams.com

giovedì 4 luglio 2013

Miglior scenografia live: il pop (Capitulo 2) The Circus starring Britney Spears

Tutti sappiamo quanto conta l'immagine nella musica pop.

Affronteremo questa tipologia di concerti ammettendo la grande lacuna di non aver mai visto dal vivo i progenitori del genere, ne Madonna, ne Michael Jackson, e per quanto sappiamo a memoria il dvd del "Confessions Tour" o il "Live in Bucarest" ci esimiamo da giudizi sul tema, in quanto di principesse e principi, boy band, girl band ne abbiamo viste più che sufficienti

Iniziamo con il concerto che per dimensioni ci è sembrato il più allucinante e può essere meglio definito come musical preregistrato che concerto: il "Circus Tour" di Britney Spears.

Correva l'anno 2009 e la principessa del pop dopo vari anni di crisi e non aver potuto promuovere come meritava il suo quinto album "BlackOut", finalmente tornava sulle scene dopo l'uscita di Circus.


In realtà la setlist del tour si caratterizzava da una più ampia presenza di brani del disco precedente che dell'attuale, e obbiettivamente nessuno poteva dire che Britney fosse tornata in perfetta forma, ma con lo stile di vita che conduceva negli ultimi anni, perdersi questa tourneì avrebbe potuto significare perder l'unica e ultima occasione per vedere uno spettacolo della cantante, e per questo a giugno, eravamo lì presenti nell'O2 di Londra ad uno spettacolo incredibile quanto surrealista, a tema circense.


Il palco era formato da tre piattaforme circolari che permettevano una visione perfetta da qualsiasi punto del recinto, e da un grande schermo sempre circolare che appariva e scompariva dall'alto a seconda del momento dello spettacolo.  Dopo una breve presentazione di Perez Hilton,  Britney appariva in pure stile Michael Jackson, vestita da maestro di cerimonia in mezzo alla piattaforma centrale.
La cantante era accompagnata da un numero indefinito di ballerini, acrobati, trapezisti e tutto era perfettamente curato fino all'ultimo particolare, un incrocio fra uno spettacolo stile "Cirque de Soleil" e un circo degli orrori con uno stile sadomaso.

La cosa più incredibile? La zona vip. Occupando il palco tutto il parterre, era impossibile mettere gente in piedi là vicino, le dimensioni del palco sono state una limitazione geografica per il tour in quanto complicato trovare città dove poter installare una struttura di queste dimensioni ed essere sicuri di fare un sold out in un periodo in cui Britney usciva da una delle crisi personali più nere.
Quindi nessun Diamong Ring!! I biglietti vip, che non ho idea quanto potessero valere, permettevano l'accesso a dei divanetti che si trovavano ai bordi della piattaforma sul palco, ossia direttamente all'altezza di Britney.
Lo spettacolo veniva interrotto da un intermezzo in cui sulle note di "Sweet Dreams" cantata da Marilyn Manson, la principessa del pop si perdeva in una suggerente orgia con gente mascherata (versione extended del video dell'ambigua If You Seek Amy).
Chi ha montato lo spettacolo sapeva perfettamente a che lacune doveva sopperire.


Britney non apre bocca per tutta la durata del concerto, se non un distaccato "Hi London", "Thanks London", "Goodbye London". In un momento arriva addirittura a parlare in playback. Se parla in playback, figuriamoci cantare.
In tutto il concerto non ha il microfono aperto un secondo.

A me sinceramente non è importato. Il Circus tour è come un musical con 90 minuti di remix delle canzoni di Britney, però che al posto di avere un attrice che interpreta la sua parte, ha direttamente lei sul palco. Io spero e credo che il 90% della gente che è andato a questa tournè fosse cosciente di questa situazione.
In alcuni momenti Britney dava quasi tenerezza, completamente sperduta nel medio di quel palco gigante, apparendo da una botola, all'improvviso dall'altra dalla parte opposta. Ballando, correndo, volando, il tutto senza aprire bocca.
Non è strano comprendere perchè il tour, pur essendo il più spettacolare dell'artista, non sia mai stato editato in dvd, a differenza della tourne del 2011.

Per il "Femme Fatale Tour" ci spostiamo a Lisbona. Niente a che vedere con il Circus che era fondamentalmente gay, il Femme Fatale è esclusivamente pacchiano. Palco limitato, nella versione portoghese privo di passerella, spettacolo senza grandi pretese, ma con una novità: Britney canta, non tutto, ha le basi registrate sotto e li' per li' manco te ne accorgi, ma rivedendo i video in casa non c'e' dubbio: la cantante ha finalmente il micro aperto e si può apprezzare in tutte le sue stonature.
Britney balla, Britney è animata, Britney interagisce con il pubblico, parla e sorride. Niente a che vedere con il robot sperduto del tour antecedente. Non a caso, neanche finisce il tour europeo, che a Natale gà è bello e pronto il dvd del concerto.


Perchè parliamo di Britney quindi riferendoci a miglior scenografia o palco?
Perchè a suo modo, Il Circus è uno dei tour di pop più incredibile che io abbia mai visto, e per chi è un poco fan di Britney, è meraviglioso e punto.
Chi la va a vedere, se non è terribilmente ingenuo sa per quello che paga, cosa che non si può assolutamente dire per gente come Beyonce o Black Eyed Peas, che vendono una serietà o un prodotto che in realtà non son in grado di sostenere.
  




ps. anche in questo caso, stiamo in pieno processo di ricerca delle foto e video dell'evento sui vecchi hard disk, tutte le immagini presenti nella pagina son state prese da internet.

mercoledì 3 luglio 2013

Miglior scenografia live: i leds (Capitolo 1)


U2
Una settimana fa e' morto uno dei grandi architetti della musica dal vivo: Mark Fisher.
Suoi sono i palchi di artisti del calibro di Rolling Stones, U2, Lady Gaga e Roger Waters, ed e' stato uno dei piu' importanti a marcare un passo verso il concetto di concerto come spettacolo globale, non solo sonoro ma anche visuale.
La maggior parte dei concerti ormai, a meno che non sian in un festival, non sono solo musica, ma sono anche spettacolo, luci e scenografia, e con questo non ci riferiamo solo ai grandi concerti di musica pop, ma anche agli spettacoli dei grandi del rock, dell'elettronica o della musica indipendente.
Muse
Radiohead, Muse, Massive Attack, Daft Punk sono alcuni fra i grandi nomi che prestano una grande cura e attenzione alla propria messa in scena elaborando generalmente un concetto, aggiungendosi alle star del pop che quasi sempre offrono uno spettacolo che passa in secondo piano le virtu' musicali, del quale esempio perfetto ne sono Madonna e tutti i suoi derivati.
Di esperienza di grandi concerti pop e non qui su BabeMMusic ne abbiamo abbastanza e prima di affrontare il prossimo concerto dei Muse, questo sabato all'Olimpico a Roma, ripassiamo quelli che ci hanno colpito maggiormente in negativo e in positivo, dividendoli per differenti caratteristiche che li distinguono; senza dubbio in questi articoli mancheranno alcuni grandi concerti ma preferiamo descrivere solo quelli che abbiamo vissuto personalmente e non visto in un dvd.


1) Leds, Visuals, schermi e derivati


Da quando nel mercato della musica dal vivo sono entrati i fantastici leds, non c'e' palco di gruppo alternativo vicino al concetto di arte, che ne sia privo.

alarm-magazine.com
Molti si ricorderanno l'impattante palco dei Massive Attack dell'inizio del 2000 realizzato da un collettivo di artisti inglesi chiamato United Visual Artists responsabili anche della famossisima piramide dei Daft Punk nell'ultimo tour del 2006. In ambo i casi l'effetto era impressionante, ed e' complicato dopo tanti anni descrivere l'emozione provata durante il famoso concerto del duo francese del Summercase di Barcellona, che fra suoni, luci, e leds e' stato una delle cose piu' perfette in assoluto che abbia mai visto. 


htto://www.uva.co.uk
I Massive Attack sempre son legati con una profonda relazione all'arte digitale. In apparenza potrebbe sembrare che negli anni si sono un po' ripetuti a messa in scena, cosa in realtà non vera. Nell'ultima tournè di un paio di anni fa, era impressionante il progetto di dataprocessing. Con tema di base l'informazione a seconda del paese, ritrasmettevano negli schermi di leds le notizie piu' importanti del momento. Chi non si ricorda di aver letto nel mezzo di tutte le notizie principali di attualità che apparaivano dietro al gruppo suonando "Tiziano Ferro es gay" , notizia di gossip principale della settimana?!

Parlando di leds e' inevitabile non parlare dei Muse. Come precedentemente giá detto, i Muse sono il gruppo che maggiormente comunica la propria magniloquenza musicale con un palco esattamente proporzionale.
Io insisto che il palco piu' bello dei Muse per me rimarra' sempre quello delle tre torri di leds dell'indoor tour.
L'inizio del concerto con la proiezione sugli enormi cilindri di gente salendo una scala continua ad essere una delle cose più impressionanti che abbia mai visto. Per il resto, già ne abbiamo parlato sufficientemene in altri post.


Leds? Chemical Brothers. In questo caso, più esattamente parliamo dei visuals proiettati sulla tela di leds dietro ai due dj che son un altro dei  grandi momenti della musica elettronica: impossibile non restare ipnotizzati dalle serie di immagini, dai robot e dal famoso pagliaccio che appariva di fondo.

Leds in Italia? Non mi ricordo esattamente che tour era, ma sicuramente un gruppo che perlomeno per una tourne' intera ne ha fatto grande uso sono stati i Subsonica, anche se la cosa migliore del gruppo sempre rimane il supporto della tastiera di Boosta che cambiava ad ogni tour. Indimenticabile quello con le molle.


Oltrepassando il concetto dei leds arrivano i RadioHead nel 2012 con un palco visualmente impressionante che porta ad un ulteriore livello  il concetto di leds e schermi in movimento. Il fondo diviso in due schermi di leds, 10 schermi in movimento che cambiando di posizione possono creare differenti effetti ottici, il tutto completato da altri 5 in alto; peccato che questo palco sia legato ad un triste incidente a giugno dello stesso anno, per il quale hanno dovuto rimandare parte del tour.In ogni caso, una messa in scena incredibile.
Stesso discorso per la famosa piramide di schermi dei Muse dell'indoor tour del 2012

Tornando ai Daft Punk, impossibile non citare il famoso casco che i due francesi indossano, integrato perfettamente nel concetto visuale della piramide e dal casco robotico del duo, arriviamo al famossisimo casco di DeadMau5.
Lo spettacolo del dj canadese è il punto forte dei suoi live.
Malgrado sia complicato comprendere come Zimmerman possa effettivamente fare qualcosa dal vivo con quello che ha in testa per quanto abbia telecamere e schermi per vedere, lo show è visualmente tanto coinvolgente da vincere sulle mancanze che può avere la sua musica, passando da uno stile all'altro e senza distinguersi in particolare per nessun tema.
Il casco è il vero spettacolo e i 3 blocchi di cubi inclinati mappeati sotto la console permettono un effetto 3d che visto dal centro della pista è semplicemente incredibile. Peccato per la musica che non sia al 100% coinvolgente e per questo ad un certo punto può arrivare ad annoiare, essendo principalmente più mero e proprio show che rappresentazione di un concetto.

Parlando esclusivamente di visuals, altro caso interessante è quello Dj Shadow nel tour con Cut Chemist, e il video scratch live, ma venendo da NinjaTunes la cosa non stupisce.
Uno dei rimpianti più grandi che abbiamo, e non aver visto lo show di Amos Tobin nel Sonar del 2012.

A questa categoria più fortemente visuale, forse sarebbe il caso di aggiungere lo spettacolo in 3d di Kraftwerk dato al Sonar di quest'anno, ma per la grandezza dell'evento, è meglio dedicargli un post a parte.

Ps Le foto son prese da altre fonti per internet, in quanto possibile verranno cambiate per immagini scattate nei differenti eventi. Dove e' stato possibile, viene citata la fonte






lunedì 5 novembre 2012

Aspettando Francoforte.. Best of Mtv Ema 1994-2011 Anno 5 (1998) Io c'ero. (Diario di un'adolescente)

Milano 1998, presenta Jenny McCarthy.
Best Song: Natalie Imbruglia "Torn"
Best Male: Robbie Williams
Best Female: Madonna
Best Album: "Ray of light" Madonna
Best Group: SPICE GIRLS!!!!!!!!!
Best Pop: SPICE GIRLS!!!!!!!!!!!
Best New Act: All Saints
Best Rock: Aerosmith
Best Dance: Prodigy
Best Video: "TearDrop" Massive Attack
Best Rap: Beastie Boys
MTV Select: Bluvertigo



Era l'anno 1998, ed io avevo 17 anni. Andare alla cerimonia degli Mtv Music Awards era la cosa più eccitante che mi potesse capitare al mondo. Purtroppo son passati già molti anni, quindi a parte alcuni momenti indelebili, non mi ricordo molto.
Le cerimonie di Mtv sono semplicemente impressionanti..ho avuto la fortuna in quell'epoca di poter andare a quella di Milano e a quella di Dublino l'anno successivo, ma sopratutto ho avuto il privilegio di poter entrare al After Party.
Assago è grande, ma in televisione sembra semplicemente gigantesco.
Per me quella sera c'era Robbie Williams, c'erano le All Saints, c'era Madonna, ci sarebbe stata qualche Spice Girls a ritirare il premio, gli Aqua,  Damon Albarn a premiare, Andrea Pezzi, i Bluvertigo...c'era tutto.
L'organizzazione era incredibile, anche se per la prima volta scoprí gli inganni della logica televisiva..In realtà quelli che stavano sotto sotto al palco avevano dei braccialetti, impossibile passare per vedere Robbie da vicino..là non si poteva arrivare, al massimo alla passerella.
Finita la cerimonia televisiva, dove vidi il mio primo teleprompter e mi resi conto che niente è improvvisazione, finalmente iniziava l'aftershow.
La festa era sempre nel FilaForum però nei corridoi del PalaSport, ossia una festa a percorso circolare. Mi sarò fatta 200 kilometri quella notte. 
Andai con mio fratello e alcuni amici suoi di 10 anni più grandi  quindi il modo di vivere quest'esperianza è stato generazionalmente differente.
Io, sola,  con la mia macchinetta fotografica non ho neanche visto i litri di alcol che offrivano gratis, hagen dazs, salmone, c'era di tutto... per me c'erano solo loro. 
I miei artisti POP preferiti. (Più tutto un vippame più o meno squallido italiano fra veline, calciatori etc).
Non so quale sia stato il mio primo incontro della serata ma per testimonianze grafiche posso ricordare alcuni momenti per me degni di nota.
A quel tempo, dopo Spice Girls e Take That erano usciti vari gruppi femminili e maschili inglesi di non grande successo, ma che io, almeno musicalmente, se non visivamente conoscevo tutti.
Uno dei momenti migliori che ricordo è stato quando son andata in mezzo a un gruppo eterogeneo fra 5ive e Bwitched chiedendo ad uno dei 5ive (senza saperlo evidentemente) di farmi una foto con le Bwitched e un altro 5ive..
Purtroppo scoprii a metà della nottata che Donatella Versace aveva organizzato un party esclusivo da qualche parte e che quindi, chi contava veramente, non stava al FilaForum.
La mia scoperta avvenne dopo aver chiesto una foto a Natalie Appleton delle All Saints, e chiedendomi dove fosse la sorella a suo tempo fidanzata con Robbie Williams che era la cosa che veramente mi interessava, iniziai a cercare disperatamente in giro finchè non incontrai Andrea Pezzi, che gentilmente mi disse che c'era un'altra festa per vip  a spese della stilista.
Dopo la foto di rito con il vj che stava con Andy dei Bluvertigo (che a suo tempo non degnai neanche di uno sguardo), me ne andai scappando a metà conversazione perchè passò LUI. Damon Albarn.
Ubriaco come una cucuzza, riuscii a strapparli solo un mezzo abbraccio, 2 baci ma manco una foto.. e questo fu l'inizio della mia odissea con il cantante, incontrato varie volte senza mai riuscire a ottenere un ricordo, conclusasi nel  Fib di due anni fa, a 30 anni e morendomi di vergogna,  quando riuscii ad ottenere una foto con un leader dei Gorillaz ormai particolarmente attempato, ma sempre ubriaco come una cucuzza. (Ma Damon è sempre Damon, anche con pancia, catenina d'oro e sudato )
Il giorno dopo scoprii che a quel tempo il mio adorato cantante dei Blur stava  frequentando Mel C, la quale
Evidentemente assieme ad Emma stava anche lei alla festa della Versace..
Infine per quel che ricordo la Palma d'oro per antipatica della serata le toccò alla cantante degli Aqua, che mi fece direttamente allontare da un guardaspalle dicendomi che non le dovevo dar fastidio.
Diciamocela tutta, correndo come un'ossessa con una macchina fotografica, ci stavo solo io in tutta la festa che mi morivo di vergogna ad ogni approccio, quindi fondamentalmente molto educata, manco a dire che Lene stasse accerchiata dai paparazzi. Meno male che dall'anno successivo il gruppo cadde nel dimenticaio, e questo sicuro anche per maleducata.
Poi la foto trasgressiva, io e Keith Flint dei Prodigy.
Essendo circolare io passavo in mezzo alla gente ogni 5 minuti di orologio, e non so a che ennesimo giro, ebbi il coraggio di avvicinarmi al gruppo che per l'età che avevo non avevano l'aria particolarmente raccomandabile per una ragazzina di 17 anni e la sua macchinetta fotografica.  17 anni del 1998, non 17 anni nel 2012.. erano altri tempi. E per concludere la foto con i tedeschi che avevano vinto l'MTV SELECT GERMANY, e che giravano tutta la notte con un Mtv Award nelle mani .
Da lì in poi non ho grandi ricordi
Purtroppo, a parte la foto con la All Saints non ho idea dove questi documenti storici possano stare, quindi ora vediamo le esibizioni che mi ricordo migliori.


Ramstein: Du Hast



All Saints: Lady Marmelade




Madonna - The power of goodbye





Aqua: Medley








George Michael presenta Best Male, perchè l'esibizione di Robbie Williams è introvabile.










sabato 27 ottobre 2012

Muse: The 2nd Law Tour Premessa (Parte 1)

Gira voce che i Muse siano quasi al fallimento per i costi dell'ultimo palco che si portano dietro nel tour del sesto album "The 2law".

I Muse son un gruppo terribilmente magniloquente in tutto, dalla loro musica alla rappresentanzione in concerto della stessa, e ad ogni album e ogni tour si superano per grandezza ed epicità, riuscendo a non perdere la loro essenza originale dei loro primi lavori, ma portandola sempre più all'eccesso.

Questo era il mio quarto concerto del gruppo, e forse era il concerto a cui avrei rinunciato con meno rimorsi, ma grazie al cielo, alla fine non l'ho fatto.

Il mio primo contatto con i Muse, con "Muscle Museum" e "Sunburn" è stato: "Questi chi sono, i Radiohead?Mica male il nuovo..La voce però mica è Thom Yorke..", allo stesso tempo che il mio primo contatto con i ColdPlay è stato "e mo' questi chi sono? di nuovo i Radiohead? Che palle però eh..", e così, fin dal primo momento Showbiz mi è sembrato un capolavoro, mentre Parachutes un vorrei ma non posso.. Sunburn era più tragica, più trascinante che le ultime cose che ascoltavo dei RadioHead, con le tracce della futura epicità e drammaticità che dal primo album, seppur in maniera minore, contraddistingue i tre di Devon fino a portarlo all'eccessività degli ultimi album.

Black Hole Revelations Tour
Poi arriva "Origin of Simmetry" e il primo ascolto di "New Born" mi porta a definirla come il capolavoro assoluto del gruppo, probabilmente la migliore canzone dell'inizio del 2000... e, a mio parere la migliore canzone della decada. 
O forse la migliore canzone che supera i 6 minuti dopo Bohemian Rapsody e prima di Paranoid Android.

I Muse vennero a suonare a Roma proprio per l'uscita del secondo album, giusto quando i ColdPlay stavano in tour con Parachutes. Purtroppo io non andai a questo primo concerto, ma la stessa sera mi ritrovai nel Transilvania di Trastevere, pub gotico ormai chiuso da vari anni, caratterizzato da delle bare al posto dei tavoli, e proprio la bara principale era riservata per il gruppo che dopo il concerto aveva un tavolo prenotato nel bar.

"The Resistence Winter Tour"
Da lì non li vidi fino al mio primo concerto al Pavillo' Deportivo di Badalona, nel tour del 4 album, "Black Holes and Revelations", dopo aver raggiunto il vero e proprio successo con l"Absolution  e canzoni come "Time is running out" (sempre accoppiata in qualsiasi discoteca indie con Seven nation Army dei White Stripes) e i primi accenni di epicità di "Histeria", "Bliss" e "Stockholm Sindrome"
.
Già il primo concerto mi colpì per la grandezza della messinscena per un gruppo di soli 3 componenti.
Il cilindro di leds che si apriva e chiudeva intorno al batterista era incredibile. Chi si scorderà mai il primo live di "New Born" e  "Knights of Cydonia..."e unico di "Sunburn" e "Muscle Museum"..

"The Resistence Summer Tour"
Poi  vì la prima parte del tour di "Resistence", quella dei Palazzetti.
Le tre torri di leds che s'innalzavano dal palco, sono fino ad ora la cosa più impressionante che ho visto dal vivo. Forse il palco dei Radiohead di quest'anno era più "di classe", ma le tre torri son la cosa più incredibile che abbia mai visto.
Poi ci fu la seconda parte del tour di "Resistence", quella degli stadi. Quella forse un po' troppo eccessiva, dai vestiti di leds di Matt Bellamy, la struttura angolare con proiezioni in 3d, fino all'ufo che sorvolava il campo di calcio. Incredibile, ma forse un po' troppo.

Però in tutti questi casi per quanto la forza visiva sia cosi' forte, così eccessiva, in nessun momento è mancata la musica. Il tutto sempre non è stato altro che un perfetto accompagnamento delle canzoni, cosi' "troppe", così forti, del gruppo.

Fino a quest'anno... The 2law è un album che ancora non saprei giudicare. A me piace, ma non so quanto mi possa piacere veramente. So che mi piace "Animals" perchè, metti Yorke al posto di Bellamy, e tranquillamente può passare per una canzone di "Heal to the thief" o "In Rainbows".
"The 2nd Law Tour"
"Supremacy", la prima del disco, può passare per una canzone dei Led Zeppellin.
3/4 dell'album possono passare per un album dei Queen.
Il tutto drammatizzato dalla voce di Bellamy, che a volte può provocare la stessa sensazione di un trapano nel cervello e condito con un po' di Skrillex.
Ma a me piacciono.

I biglietti, usciti a giugno, sono finiti dopo meno di un'ora. Da lì la rivendita ha raggiunto prezzi che francamente, per un gruppo che già ho visto 3 volte, non avrei mai pensato pagare.
Il prezzo più basso si aggirava intorno ai 125 euro in pista. Fino al giorno in cui a settembre è stata annunciata una nuova prevendita per i fans. Bisognava ottenere un codice tramite la pagina web ufficiale, e una volta ricevuto, inserirlo nella pagina di TicketMaster. Purtroppo i codici validi erano solo quelli delle persone iscritte perlomeno da vari mesi alla pagina.
Buone intenzioni ma poco effettive. Io posso essere fan dei Muse senza mai essermi iscritta al forum ufficiale e leggere 400 forum di fans. In pratica..ho perso una intera mattinata cercando di comprare questi ultimi biglietti, per poi scoprire che il mio codice non valeva...quindi perchè darlo?!


La lunghezza del post mi obbliga a dividerlo in due parti. Domani la seconda parte, o meglio il concerto vero e proprio di sabato scorso al Palacio de Los Deportes.
 
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