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lunedì 27 luglio 2015

HR Rising (24 y 25 de Julio 2015)

El Hard Rock Rising Barcelona tuvo lugar el pasado 24 y 25 de julio en el Parc del Fòrum de la ciudad condal. Este festival organizado por Hard Rock International comenzó en Londres con la celebración de Hard Rock Callingen 2006. Tras ocho años de historia llegó a ser uno de los eventos musicales más famosos de Londres acogiendo artistas icónicos y aportando algunos momentos históricos en la música.
Hard Rock Rising es la nueva plataforma de la marca con la música como compromiso principal. Hard Rock International ha escogido Barcelona donde ofreció 16 horas de música en vivo durante dos días y en un sitio perfecto como es el Platja del Fòrum i Parc de la Pau.




La primera jornada (día 24 de julio) tenía un cartel que combinaba sesiones y conciertos.

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Vetusta Morla con una set list que incluía varias canciones de su último disco, La deriva, y algunas canciones de trabajos anteriores, como Valiente y Saharabbey road, comenzó con los conciertos del día.
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Steve Angello, DJ y productor sueco, hizo realmente bailar al público que por esas horas era ya más numeroso. Humo, láseres y fragmentos de Sweet Dreams de Eurythmics, acompañados de excelentes visuales, lograron meter a los asistentes en clima.

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Y llegó el turno de Lenny Kravitz quien se hizo esperar 20 minutos y mostró su faceta más rockera. Varias canciones de su último álbum, Strut, y el clásico Are you gonna be in my way? hicieron el deleite de sus fans.

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Kings of Leon tras una temporada sabática volvió con nuevo álbum, Mechanical Bull. Tras dos años sin poner pie en España no defraudó al público presente con su cuidado sonido y preciosos vídeos que mostraban imágenes de paraísos surfistas.

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Fin del primer día de festival que había comenzado con Osceola Brothers, un trío californiano de rock’n’roll, The Carnabys,  primera banda en el sello Hard Rock Records y la camaleónica DJ Madds.

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El 25 de julio era el día grande del HR Rising BarcelonaRobbie WilliamsJuanes y el sueco Avicii; acompañados de Spencer Battiest, Nasty MondaysEnemy Planes ganadores de la batalla de bandas emergentes y el dúo Thalab completaron el cartel de la segunda jornada.

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El público se dejó seducir por Juanes, quien incluyó en su repertorio sus canciones más conocidas. Al ritmo de Me enamora seguido de La camisa negra la gente bailó y cantó junto al colombiano que cerró su show con A Dios le pido coreado por todos los presentes.

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El momento esperado de la noche, Robbie Williams y su Let Me Entertain You Tour, gira que inició el pasado marzo con su último álbum, Swings Both Ways. Show provocador que no decepcionó a sus fans. Un concierto más corto que el que presentó en Madrid pero igual de entretenido. Acompañado de bromas y selfies hizo que sus seguidores reafirmen su amor por él.

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Y la noche terminó con Avicii, DJ y productor sueco, que supo hacer bailar a los asistentes hasta la madrugada con su aclamada música electrónica.

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Un festival que aterrizó junto a la playa barcelonesa y que, para ser sinceros generaba ciertas dudas debido a la mezcla de su cartel, supo aprovechar el inigualable telón de fondo y cumplir con las expectativas. Veremos qué nos depara el HR Rising 2016.


Por Sra.Prado
Fotos: Facebook HR Rising Barcelona

mercoledì 22 aprile 2015

Robbie Williams "Let me entertain you" Tour, 25/3/2015@ Madrid (Parte I)

E dopo quasi un mese, finalmente sono qui, a tirare le somme finali su di un concerto che aspettavo da anni e che purtroppo è stata una grandissima delusione. Dopo aver perso il biglietto aereo per Lisbona l'anno scorso per andare a vedere Robbie al Rock in Rio per cause di forza maggiore, il 25 di Marzo, l'ex Take That, inizia il suo ultimo tour a Madrid, nel Palacio de los Deportes, comodamente sotto casa mia. Un concerto da lui stesso definito, dopo varie date, come quello è che gli è meno piaciuto del tour fino ad ora.

Alla mia lista dei concerti da sogno, ancora incompleta per colpa di Paul Draper e David Bowie, si aggiunge lui, l'ex ribelle dei miei contemporanei "fab 5", e per giunta, questa volta non mi tocca ne' prendere un aereo, un bus, un hotel: finalmente ho Robbie Williams sotto casa.

Dopo questo concerto ho imparato una grande lezione: se son disposta a viaggiare per un artista, quando ce l'ho sotto casa non devo preoccuparmi di prendere i biglietti più economici per stare con gli amici. Mi devo prendere il mio biglietto inner pit da sola (oltretutto in questo caso ad un prezzo accettabile) e stare sotto il palco. Perlomeno se non mi piace il concerto, l'esperienza    sarà differente.

La grande attesa per l'evento mi ha portato ad entrare nel mondo fan intorno alla pop star inglese, frequentare gruppi di Facebook e whatsapp, scoprire l'esistenza di "Upfront", un'app per chatteare direttamente con Robbie e molte altre cose, ma a questo ho deciso di dedicare un secondo post accompagnato dal video che ho realizzato dell'attesa dell'evento, grazie all'aiuto di varie ragazze che aspettavano in fila fuori dal concerto. 

Innanzitutto che cada un mito, le fan italiane e spagnole, spesso disprezzate da Robbie stesso come nella sua autobiografia autorizzata "Feel" sono un amore. 
Gentilissime, disponibilissime e sopratutto organizzatissime. Probabilmente le più aggressive sono proprio le inglesi che quest'anno si dedicano ad attraversare mezza Europa per colpa di un primo tour che snobba proprio il loro paese.
Una cosa ho imparato: il fan è come il tifoso. Di fronte al suo idolo ogni estraneo è minaccia, se poi è straniero non ne parliamo.

Ma ritorniamo a perché Robbie è entrato direttamente al secondo posto della mia top 3 dei concerti più deludenti dopo i Blur al Primavera e prima di Bjork a Las Ventas.

Diciamoci la verità, le prove non erano quelle del martedì, il primo concerto è stato una prova generale, testimoniata dal fatto che nei monitor di fronte al cantante apparissero le indicazioni da seguire sul palco.

Tutti sappiamo quanto possa essere umorale Robbie Williams, ma che ne è stato di quel fantastico showman del concerto di Tallin che ho visto in diretta al cinema o ad Amsterdam insieme ai Take That?

Il 25, a Madrid, non c'era niente di tutto ciò.

Per quanto la stampa, come sempre e con poco criterio, ha elogiato il cantante definendo lo spettacolo di Madrid meraviglioso, la mia impressione è stata esattamente il contrario.
Una setlist che per un tour che si sospettava fosse un "Best of", toccando città in cui il cantante non è mai andato, è stata piuttosto discreta se non mediocre, e determinante è stata l'eccessiva presenza di covers.

La scenografia è un insieme delle ultime utilizzate nei tour precedenti. Lo spettacolo si apre con una intro che promette bene accompagnata dai Carmina Burana.
Da dove stavo io il volume era bassissimo, cosa inusuale visto che da quei posti ho visto tanti altri concerti e sempre ho sentito tutto.
Non si sente nulla ma la setlist sembra promettere bene.. (già l'avevo in parte sentita il giorno prima da fuori del Palacio) LMEY, Rock Dj, We will rock you e I love Rock'n'roll e poi Monsoon...perchè in mezzo ci deve mettere due cover? Già inizio a stranirmi.

E poi ecco che Robbie prende una bandiera dal pubblico che sfortunatamente è portoghese, possibile che non se ne renda conto?
Con la sua bandiera portoghese gira per mezzo concerto, anche se per ora le reazioni del pubblico spagnolo non si fanno molto sentire, o meglio sono quasi nulle in confronto a quando Kylie in piena Barcellona è stata mezz'ora girando con una bandiera spagnola, colpevole oltretutto di avere un fidanzato all'epoca catalano.

Alternando una cover con due canzoni sue, la parte swing per fortuna non è eccessivamente lunga e si va avanti fino a che il cantante non canta in duo con il padre "Better Man".

A questo punto io sono già andata al bar e al bagno, cosa che non faccio mai in nessun concerto a meno che non conosca il gruppo.

Ed ecco due delle mie favorite: No regrets e Come Undone che non riesco a comprendere perché deve finire cantando "Still Haven't found what i'm looking for" degli u2 e poi "Candy" dove furbamente prende dal pubblico una inglese per fare il numero riciclato del letto del "Take the crown" tour. Passi la bandiera portoghese, ora pure la inglese. Robbie, te la sei cercata...

Forse che i fischi ricevuti dal pubblico spagnolo per la scelta della fan connazionale non hanno condizionato la fine del concerto???

Finalmente Millenium e Kids.
Ho sentito Kids cantata 4 volte per Kylie con una corista e una volta da Robbie. Senz'ombra di dubbio ho preferito la versione della Minogue. 

E a quel punto che fa il mio adorato Robbie?
Bohemian Rapsody!!!! Non è una sorpresa, l'avevo sentita da fuori il giorno prima ma purtroppo già nello stesso scenario ho visto un drammatico concerto dei Queen con Paul Rodgers.
Probabilmente era l'unica cover che ho avuto il piacere di sentire in tutta la sera, ma avendone già fatte numerose, che Bohemian Rapsody sia una delle ultime proprio non mi va giù, sta togliendo tempo alle sue canzoni e sicuramente manca poco alla fine del concerto anche se ingenuamente spero nell'encore.

E che fa quindi Williams? 

Dedica Angels alle vittime dell'incidente aereo di Germanwings avvenuto il giorno prima e se ne va all'hotel.

Neanche far finta di andarsene per fare un bis. 
Nulla, la freddezza assoluta.
E quindi? Ero talmente arrabbiata che non ho neanche pianto ad Angels. 
Come si può andare ad un concerto di Robbie senza piangere ad Angels??  Al Progress Tour quasi mi stavo per nascondere sotto alla sedia per l'emozione..

E rimango così, un po' come con la stessa sensazione di quando Billy Corgan dopo averti annoiato 2 ore con le sue canzoni nuove fa di corsa Tonight Tonight e se ne va senza bis, o come quando i fratelli Gallagher se ne andavano lasciando in playback "Wonderwall".

E' triste ma sto paragonando Robbie ai due gruppi meno empatici con il pubblico che abbia mai visto in vita mia.

E così Robbie entra in pole position nella lista dei concerti più deludenti a cui sono stata per via delle mie aspettative troppe alte.

Colpa dei posti troppo lontani, di non essermi presa l'inner pit, del fatto che fosse un primo show, di non sapere la setlist, colpa di tante cose.

Mi piacerebbe rivedere il tour fra 2 /3 mesi quando ormai avrà ingranato, ma purtroppo la scelta di andare proprio al Rock In Roma non mi spinge molto a dargli un'altra possibilità. Capannelle e biglietto unico??? Meglio risparmiare e cercare di andare a una data del "III" Tour, Robbie lo rivedrò e non mi deluderà...ma in un altro tour.

L'amaro in bocca lasciato dal LMEY è addolcito solo dall'esperienza di aver conosciuto tanta gente ed essere entrata in un mondo per me nuovo, dato che fino ad ora il mio unico gruppo di fan è stato sempre e solo HispaCure ed anche se condividiamo un Robert di nome, è un mondo totalmente differente.

Al mondo Thatters/RW dedico il prossimo post e chiudo questo prima parte con un video di Robbie che penso sia abbastanza esplicativo su come la penso.







Let it go Signor Williams...e ti rivedrò, questa esperienza insoddisfacente non condiziona comunque 20 anni d'amore e d'attesa.

SetList



lunedì 30 marzo 2015

Robbie Williams ritorna a Barcellona nel Festival Hard Rock Rising.

Dopo anni che ha sfacciatamente evitato, a noi, spagnoli ed italiani, Robbie Williams ha deciso annunciare nella stessa settimana di inizio tour in Spagna, una nuova data a Roma il 7 luglio nell'ambito del Rock In Roma ed una terza data in territorio iberico, nuovamente a Barcellona il 25 luglio 2015 nel nuovo festival Hard Rock Rising.

Il 24 e 25 di Luglio infatti LiveNation e l'Hard Rock International organizzano un nuovo festival che sembra cercare di occupare il vuoto lasciato dal Rock In Rio in Spagna nella cornice del Forum, spazio fino ad ora associato a festival di stile decisamente piu' alternativo come il Primavera, il Cruilla o il vecchio adorato SummerCase.
I primi artisti confirmati fanno inizialmente intuire lo stile del festival e il pubblico a cui è rivolto: Kings of Leon, Lenny Kravitz, Juanes, Avicii, Steve Angelio (Uno dei 3 Swedish House Mafia) e Vetusta Morla oltre al già citato Robbie Williams; l'obiettivo sembra ripetere la formula del Rock In Rio ma con prezzi un poco più abbordabili.

Evidentemente da fan di Robbie Williams speriamo in un featuring sul palco con Avicii, ma sappiamo benissimo quanto questo sia poco possibile....se neanche Robert Smith cantava con i Crystal Castles quando erano il suo gruppo spalla, figuriamoci Williams...

Hard Rock Rising
sarà inoltre uno dei primi festival a provare un sistema di pagamento CashLess, per evitare che gli assistenti al festival passino la maggior parte del tempo nelle file per comprare i tickets del bar. Nello stesso momento che si compra il proprio biglietto al festival, si potrà aggiungere credito al braccialetto. Speriamo che il tutto funzioni meglio dell'innovativo sistema di ricariche con carta di credito provato dal Primavera Sound vari anni fa e mai più utilizzato.


In ogni caso dover sopportare a Juanes prima di Robbie sarà una prova ancora più dura che Alejandro Sanz prima dei Police al Rock In Rio...



sabato 21 febbraio 2015

Robbie Williams - Vari Concerti in streaming

Robbie Williams - Rock in Rio 2014



 Robbie Williams - The RW Show 2002




 
Robbie Williams - Take the Crown [2012] 


Robbie Williams LIVE - Take the Crown [2012] por DMG4TheWOLF

Robbie Williams - One Night at the Palladium [2013] 



Robbie Williams - One Night at the Palladium... por DMG4TheWOLF

giovedì 30 ottobre 2014

LET ME ENTERTAIN YOU TOUR 2015.

Un post solo per questo??
SI!




25 de Marzo de 2015 - Madrid
27 de Marzo de 2015 - Barcelona

Giovedi 6 novembre i biglietti in vendita su tickets.robbiewilliams.com



5 NOVEMBER: SPAIN PRE-SALE
Tickets for Madrid and Barcelona will be available in the RobbieWilliams.com pre-sale from 10:00 CET for 24 hours.

giovedì 25 settembre 2014

Jason Orange lascia i Take That.

Quando, alle 23 di sera, scopri che Jason Orange e' trending topic pensi che due sono le possibilitá:
o siamo tornati indietro nel tempo di 20 anni, o gli e' successo qualcosa.
Jason Orange sempre e' stato il "cubista" dei Take That, e per la prossima avventura insieme ai suoi compagni di vita, questa volta ha detto no, un po' come Victoria Beckam, ma senza avere la sicurezza economica di aver creato un impero con suo marito.
Quando il gruppo si separó dopo l'abbandono di Robbie nel 1996, mentre Gary e Mark tentarono le carriere soliste senza successo, Howard e Jason caddero nell'oblio praticamente da subito.
Jason si dedicó alla carriera d'attore partecipando a qualche show televisivo e facendo molto teatro, fino alla reunion della band nel 2006  lavorando al nuovo album Beautiful World, dove per la prima volta ebbe il privilegio di cantare un brano da solista "Wooden Boat".
Da questo momento in poi, Jason ha l'onore di avere una traccia a disco, in Circus nuovamente ha l'occasione di cantare How Did It Come to This, e in Progress Affirmation.

Evidentemente questi tre brani non hanno avuto nessuna ripercussione nei live, totalmente centralizzati su Gary Barlow e Mark Owen, e nell'ultima occasione dalla presenza ingombrantissima di Robbie.
Howard e Jason sono stati sempre piú condannati alla figura del cubista di fondo, e probabilmente con gli anni la situazione ha iniziato a pesare, per quanto nei primi tour dopo la reunion fosse meno esagerata rispetto ai concerti precedenti, per poi precitare nuovamente nel Progress Tour.
Se i Take That in questo momento possono ancora dire di essere un trio, lo devono solo al fatto che Howard canti "Never Forget" , la canzone per eccellenza del gruppo, perche' se no, ho grandissimi dubbi che dopo tutti questi anni, anche il rasta del gruppo possa continuare a sopportare l'egemonia di Gary e quella che Mark si e' conquistato per riformare il gruppo.

Se non fosse per il fatto che penso che Jason d'ora in poi si dedicherá semplicemente a godersi i soldi guadagnati negli ultimi anni sul cubo, aprendosi una scuola di danza o partecipando a qualche talent, mi piacerebbe pensare che possa tenere la stessa sorte di Robbie, che se ne andó per non cantare piu' di una canzone ad album...   solo spero che eviti di concedere concerti privati a qualsiasi magnate russo, pratica veramente infelice a cui Williams e'consueto..

Jason comunque mancherá con i suoi balletti inconfondibili, la sua lap dance, il suo sedere di fuori , ma sopratutto con il buon carattere che ha trasmesso in questi 20 anni.

Ed ora, che farà il trio????


Qui in seguito il comunicato officiale della pagina web dei Take That, tradotto da Soundblog


Ho passato i migliori anni della mia vita con i Take That e vorrei ringraziare tutti quelli che hanno preso parte a questo viaggio, inclusi Gary, Howard e Mark che per me sono e restano dei fratelli. La mia gratitudine va specialmente ai nostri bellissimi e sempre fedeli fan, senza i quali nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile. Grazie.






Al termine del Progress Tour ho cominciato a chiedermi se fosse arrivato il momento giusto per porre fine alla mia avventura con i Take That. All'inizio dell'anno i ragazzi della band hanno cominciato a scrivere materiale per il nuovo disco, materiale di cui sono a conoscenza e che ha tutta la mia benedizione.
Non ci sono stati litigi tra noi, si tratta solo di una mia decisione: non voglio più fare questo nella vita. So quanto a Mark, Gary e Howard piaccia scrivere e fare musica e loro sanno bene che avranno il mio pieno supporto nel portare avanti quello che sarà un nuovo capitolo per la band.   

Jason Orange


e la risposta dei tre superstiti:



È un giorno triste per noi. Il fatto che Jason lasci è un'enorme perdita dal punto di vista professionale e ancor di più da quello personale. Un paio di anni fa Jason ci aveva detto che aveva alcune riserve all'idea di continuare questa avventura con noi ma abbiamo sperato che, dandogli tempo e spazio, avrebbe alla fine deciso di rimanere nella band.
Non è andata così e noi lo accettiamo rispettando pienamente la sua decisione che sappiamo non essere stata per nulla facile. L'energia e la convinzione di Jason rispetto a quello che il nostro gruppo avrebbe potuto raggiungere, ci ha aiutati ad arrivare dove siamo oggi e noi gli saremo eternamente grati per l'entusiasmo, la dedizione e l'ispirazione che ci ha regalato nel corso degli anni.

Gary, Howard e Mark









* Tutte Le foto sono delle rispettive pagine da cui son linkate

mercoledì 21 agosto 2013

Robbie Williams: la musica al cinema senza la censura del montaggio

Avvertenza: Questo non è un post sui Take That anche se dalla premessa possa sembrarlo.
Quando a 14 anni adoravo i Take That il mio preferito era Mark Owen, ma mai dubitavo del fatto che una volta che il gruppo si fosse separato l'unica persona che aveva sufficiente talento e carisma per trasformarsi in una super pop star fosse Robbie Williams.
Son conosciuti i motivi di abbandono del gruppo da parte del piu' giovane dei 5.. talento frustrato dalle regole della boy band, consumatore di alcohol e droghe, leone in gabbia sotto l'egemonia di Gary Barlow, tanto che dopo "Nobody else", unico album in cui Williams non canta solo neanche una canzone era logico abbandonasse. Con Freedom molti lo avevamo dato per morto, ma e' bastato che uscisse "Life they a lens" e i suoi numerossisimi singoli per capire che ci sbagliavamo.
Io Robbie non sono mai riuscita a vederlo in un concerto.
L'ho visto a Milano nel 98, agli Ema  cantare Millennium e l'ho cercato nella festa successiva dove purtroppo vidi solo a Natalie Appleton, sorella della sua ragazza del momento rubatole poi dall'ex amico Liam Gallagher da cui poi nacque "Moonson".
Poi l'ho visto ad Amsterdam, nel Progress Tour, rischiando di non vedere ne a lui ne ai suoi compagni di gruppo, per via di una intossicazione che si prese a Copenaghen per colpa di un'aragosta, e i suoi 20 minuti cantando 5 canzoni mi sarebbero valsi il concerto intero della reunion dei Take That che in ogni caso, da buona fan, e' stato uno dei concerti piu' emozionanti che ho visto in vita mia.
E ieri l'ho visto al cinema.

Era la prima volta che provavo l'esperienza di vedere un concerto in diretta in retrasmissione e non sul posto, e francamente ero molto scettica, ma dopo le due ore passate ieri in sala non ho dubbi ne sia valsa completamente la pena.
Per quanto puo' sembrare strano, andare al cinema a vedere una retrasmissione a tempo reale di un concerto non ha niente a che vedere con vedere un dvd in casa, ed esattamente come lo spazio del cinema converte la visione di un film in una esperienza differente rispetto ad una domestica, vedere un concerto in questo spazio lo mostra in maniera differente, perfetta a livello di immagine e suono e con la possibilita' di non perdersi neanche un dettaglio. 


Oltre a questo il punto principale e' la mancanza assoluta di montaggio, e vedere la realta' del concerto cosi' come sta passando in quel momento, con i suoi pro e contro.
Nel caso di Robbie Williams il pro che si apprezza di piú e' la mancanza assoluta di censura a differenza di ció che passa nei suoi dvd; che l'artista sia cresciuto, maturato e diventato padre, non toglie che non possa far a meno del suo personaggio di schizzato ribelle con continue cadute nel politicamente incorretto come nel caso di una ironica apologia delle droghe, E' complicato credere che molto non sia un ruolo che ormai tiene stabilito, ma non possiamo dimenticare che come lui anche il suo pubblico e' cresciuto, con una eta' media di minimo 30 anni,che lo autorizza a continuare a dire quello che gli pare.

La diretta annulla la censura, e Robbie Williams parla senza freni per le 2 ore di concerto.
A parte ció che dice, in questo megashow che puo'essere visto contemporaneamente in tutta europa, di improvvisazione ce ne e' poca, e non sorprende leggere che il momento che canta "Baby one more time" quando se ne va dal palco, appaia in tutte le setlist del tour.
Robbie e' uno showman incredibile, a prescindire se possa piacere o meno la sua musica. Come ormai di rito, si presenta volando sul palco, e inizia a divorarsi la scena con il classico "Let me entertain you".

Si iniziano quindi a provare i primi fastidi del cinema, non si puo' ballare, non si puo' cantare, solo si puo' apprezzare uno spettacolo come mai potremmo fare in uno stadio.
La setlist e' equilibrata, poco del nuovo album e per la maggior parte grandi successi, le due ore passano volando.
Iconograficamente e' un eccesso del suo ego. Tutto e' a forma della sua testa. Se coi Take That mi sopresi per l'eleganza dell'ultimo tour, con Robbie tutto e' troppo, ma dal vivo l'impatto visivo deve essere incredibile.






Dice che a 3 ore del concerto lo stavano per annullare per un forte mal di schiena, ma grazie alle droghe e' sul palco questa sera. Io non so se e' un caso, ma due volte l'ho visto dal "vivo" (se cosi' possiamo chiamare l'esperienza di ieri sera), e due volte stava per annullare il concerto perche' malato. E' un classico di Robbie?
Sulle note di "Walk on the wildside" canta Never Forget, sul riff di "Highway to hell" inizia Kids.
Prende una ragazza dal pubblico, casualmente ha 29 anni, quasi giovane per la media, come siamo invecchiati noi fans dei Take That!

Per piu' della meta' del concerto mi domandavo a che serviva quel fondo gigantesco con in mezzo solo la sua testa perche' non veniva utilizzato per proiettare video, fino alla seconda parte del concerto dove si puo' apprezzare in pieno la scenografia.
Con "Me and my monkeys" i visuals sono mappeati sulla faccia gigante del cantante con un curioso morphing fra il suo viso e una scimmia, al centro di un enorme schermo di leds con proiezioni.
Per Rock dj le teste si trasformano in palle da discoteca, a Rudebox il palco si riempe di orsetti di gomma.
Il finale con "Feel", "She's the one" e "Angels" e' l'apoteosi per noi fans, e meno male che stando al cinema, vinceva la vergogna sulla commozione, che Già troppo abbiamo pianto sulle note Del grande successo di Robbie.
Una cosa ho capito dopo la diretta di ieri sera: se un giorno mi compro un biglietto vip, me lo compro per lui.

Robbie non e' mai stato la mia principale passione, musicalmente ha dei singoli potentissimi ma ha anche tantissime canzoni di ripieno, pero' e' un grandissimo interprete, un grande show man con una grandissima voce. Semplicemente e' un animale da spettacolo, e deve essere stata dura per Gary cercare di tenerlo in secondo piano per anni.

Non penso mi ricapitera' facilmente di avere l'occasione di vedere un concerto in diretta al cinema come ieri sera, pochi sono gli artisti che hanno la sicurezza di giocarsela in eurovisione dal vivo, soprattutto nel mondo del pop.
Quando ironicamente salutava agli spagnoli presenti a Tallin dicendo che meno male stessero li' perche' tanto lui in Spagna non va, ho compreso che si, vale la pena viaggiare per vedere un suo spettacolo e non solo per quando torna con i Take That.

Nel cinema mi é mancato ballare, cantare, ma ho potuto vedere un concerto in diretta come mai l' avrei potuto apprezzare dal vivo, e confermare l'idea che RObbie WIlliams sia veramente, come lui stesso dice, una super pop star come pochi negli ultimi anni, é che come carisma se li mangia tutti.
Le foto sono tutte prese da internet ad eccezione dell'unica dentro al cinema, le fonti sono varie fra cui robbiewilliams.com

 
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